TRAMA

Due sorelle, Soo-mi e Soo-yeon, tornano a vivere col padre dopo un passato di problemi mentali. La cosa difficile ora è abituarsi alla presenza della matrigna, l'ossessiva Eun-joo. In più, la casa sembra essere infestata da qualche presenza maligna ed in apparenza parrebbe che la matrigna voglia far precipitare di nuovo le due sorelle nel disagio mentale. Mentre la timida Soo-yeon patisce passivamente le avversità, Soo-mi è più risoluta ad opporsi alla donna e ad un padre che non riesce a mettere un freno alla situazione. Però le cose non sono così lineari come appaiono (in effetti non appaiono neppure molto lineari...)

 


TWO SISTERS
(titolo or.: Janghwa, Hongryeon - SUD COREA - 2003 - 115min - Colore)

di Ji-woon Kim

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Curato, elegante, ben recitato, complesso, con alcuni momenti in cui la paura e la tensione sono davvero forti.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Sai cos'è realmente spaventoso? Che tu vuoi dimenticare qualcosa, cancellarlo dalla tua mente, ma tu non ci riuscirai!"

Prima che Hollywood metta le mani su questa pellicola e la trasformi nel solito omogeneizzato facile da digerire per le gaie torme mainstream, vi consiglio vivamente di non perdervi questo prezioso gioiello coreano. Two sisters riesce là dove molte pellicole orientali hanno dimostrato i loro limiti più evidenti: ovvero una certa lentezza, una regia quasi mai avvincente, una recitazione monocorde ed una fotografia piatta. Parliamoci chiaro, il film di Ji-woon Kim non apporta nulla di realmente nuovo nel panorama della paura al quale siamo ormai assuefatti dopo le molteplici visioni di Ju-on, Ringu, The Eye, Phone e compagnia bella: siamo sempre d'innanzi a visioni di fantasmi oscuri dai lunghi capelli corvini, circondati da suoni scricchiolanti ed improvvisi. Il fatto è che Two Sisters riesce ad andare oltre grazie a molteplici fattori. Prima di tutto il regista ed il direttore della fotografia Mo-gae Lee, hanno fatto un ottimo lavoro che si concretizza nella minuziosità delle riprese, in un'attenzione maniacale per i particolari (soprattutto d'arredo, le pareti damascate sono eccezionali), in un utilizzo delle luci e della mdp che riesce a dar valore sia agli esterni (ampi e luminosi) sia all'interno della casa, un dedalo di cui non appare mai chiara la dimensione e la dislocazione. Secondo, ipochi attori/attrici che recitano nella pellicola riempiono lo schermo con un'interpretazione davvero convincente e sentita, soprattutto la matrigna Jung-ah Yum/Eun-joo. Terzo, se è vero che Two Sisters riesce a fare un balzo avanti rispetto alle molte produzioni orientali statiche e "silenziose", è anche vero che il film in questione non rinuncia alla sua anima orientale e mantiene tutto il gusto ed il fascino di un cinema non ancora totalmente uniformato al nostro. Prova ne è lo score musicale (eccezion fatta per il main theme davvero notevole) ed i metodi tipici del cinema di laggiù per elicitare la paura. Sarebbe comunque riduttivo affermare che questa pellicola si limiti a creare angoscia e tensione solo tramite i soliti clichés: il disagio e l'orrore scaturiscono dalla dimensione psicologica in cui vivono le protagoniste e la complessità della trama e della risoluzione finale sono la dimostrazione che Two Sisters non si gioca solo sul piano della semplice apparizione di ombre inquietanti e l'ascolto di suoni sinistri. Questo film punta in alto e prima di essere un horror vuole sembrare un dramma. E ci riesce. La pellicla funziona a vari livelli, ancor più a livello di thriller anche se, a visione conclusa, l'intreccio dei fatti non appare in tutta la sua chiarezza ma questo, più che un problema, è un valore aggiunto che lascia lo spettatore in uno stato di "stordimento" tutto da assaporare. Nonostante verso la metà del film a qualcuno possa venire qualche "illuminata" intuizione su cosa si celi dietro l'inquietante quadretto famigliare, consiglio di lasciar pedere tali sforzi intellettivi della serie "ho capito tutto"; alla soluzione vera non arrivereste mai, conviene piuttosto farvi trasportare dall'atmosfera di questo film che è ben lungi dall'essere una banale ghost-story. Mi raccomando: buio in sala e volume adeguatamente alto. Con questi piccoli accorgimenti farete di Two Sisters un'esperienza davvero notevole nonsostante la bellezza di questo film non risieda in quei due o tre momenti davvero terrificanti. La cura e la formalità con cui è stato realizzato fanno di questa pellicola una delle più interessanti fra quelle orientali che ho visionato. Ne consiglio l'acquisto.

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Il film è ispirato ad una famosa fiaba popolare: Janghwa Heungryeonjeon.

Nella storia originale i nomi delle due sorelle sono: Janghwa e Hongryeon (ovvero Fiore di Rosa e Loto Rosso). Nel film i nomi sono Su-mi e Su-yeon, che comunque vogliono dire Rosa e Loto.

Inizialmente le due ragazze vennero prese per recitare nei ruoli opposti rispetto a quello che avete visto nel film. L'attrice Ji-hyun Jun, quella che ha interpretato Su-yeon, ha rifiutato il ruolo di Su-mi poiché riteneva lo script troppo spaventoso. Ironicamente il film nel qule ha recitato successivamente è un altro horror: Uninvited (4 Inyong shiktak, 2003).