La Frase dal Film:
"Sai cos'è realmente spaventoso? Che tu
vuoi dimenticare qualcosa, cancellarlo dalla tua mente,
ma tu non ci riuscirai!"
Prima che Hollywood metta le mani su questa
pellicola e la trasformi nel solito omogeneizzato facile
da digerire per le gaie torme mainstream,
vi consiglio vivamente di non perdervi questo prezioso gioiello
coreano. Two sisters riesce là dove molte
pellicole orientali hanno dimostrato i loro limiti più
evidenti: ovvero una certa lentezza, una regia quasi mai
avvincente, una recitazione monocorde ed una fotografia
piatta. Parliamoci chiaro, il film di Ji-woon Kim non apporta
nulla di realmente nuovo nel panorama della paura al quale
siamo ormai assuefatti dopo le molteplici visioni di Ju-on,
Ringu, The
Eye, Phone e compagnia bella:
siamo sempre d'innanzi a visioni di fantasmi oscuri dai
lunghi capelli corvini, circondati da suoni scricchiolanti
ed improvvisi. Il fatto è che Two Sisters
riesce ad andare oltre grazie a molteplici fattori. Prima
di tutto il regista ed il direttore della fotografia Mo-gae
Lee, hanno fatto un ottimo lavoro che si concretizza nella
minuziosità delle riprese, in un'attenzione maniacale
per i particolari (soprattutto d'arredo, le pareti damascate
sono eccezionali), in un utilizzo delle luci e della mdp
che riesce a dar valore sia agli esterni (ampi e luminosi)
sia all'interno della casa, un dedalo di cui non appare
mai chiara la dimensione e la dislocazione. Secondo, ipochi
attori/attrici che recitano nella pellicola riempiono lo
schermo con un'interpretazione davvero convincente e sentita,
soprattutto la matrigna Jung-ah Yum/Eun-joo. Terzo, se è
vero che Two Sisters riesce a fare un balzo avanti
rispetto alle molte produzioni orientali statiche e "silenziose",
è anche vero che il film in questione non rinuncia
alla sua anima orientale e mantiene tutto il gusto ed il
fascino di un cinema non ancora totalmente uniformato al
nostro. Prova ne è lo score musicale (eccezion fatta
per il main theme davvero notevole) ed i metodi tipici del
cinema di laggiù per elicitare la paura. Sarebbe
comunque riduttivo affermare che questa pellicola si limiti
a creare angoscia e tensione solo tramite i soliti clichés:
il disagio e l'orrore scaturiscono dalla dimensione psicologica
in cui vivono le protagoniste e la complessità della
trama e della risoluzione finale sono la dimostrazione che
Two Sisters non si gioca solo sul piano della semplice
apparizione di ombre inquietanti e l'ascolto di suoni sinistri.
Questo film punta in alto e prima di essere un horror vuole
sembrare un dramma. E ci riesce. La pellicla funziona a
vari livelli, ancor più a livello di thriller anche
se, a visione conclusa, l'intreccio dei fatti non appare
in tutta la sua chiarezza ma questo, più che un problema,
è un valore aggiunto che lascia lo spettatore in
uno stato di "stordimento" tutto da assaporare.
Nonostante verso la metà del film a qualcuno possa
venire qualche "illuminata" intuizione su cosa
si celi dietro l'inquietante quadretto famigliare, consiglio
di lasciar pedere tali sforzi intellettivi della serie "ho
capito tutto"; alla soluzione vera non arrivereste
mai, conviene piuttosto farvi trasportare dall'atmosfera
di questo film che è ben lungi dall'essere una banale
ghost-story. Mi raccomando: buio in sala e volume adeguatamente
alto. Con questi piccoli accorgimenti farete di Two
Sisters un'esperienza davvero notevole nonsostante
la bellezza di questo film non risieda in quei due o tre
momenti davvero terrificanti. La cura e la formalità
con cui è stato realizzato fanno di questa pellicola
una delle più interessanti fra quelle orientali che
ho visionato. Ne consiglio l'acquisto.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il film è ispirato ad una famosa
fiaba popolare: Janghwa Heungryeonjeon.
Nella storia originale i nomi delle due
sorelle sono: Janghwa e Hongryeon (ovvero Fiore di Rosa
e Loto Rosso). Nel film i nomi sono Su-mi e Su-yeon, che
comunque vogliono dire Rosa e Loto.
Inizialmente le due ragazze vennero prese
per recitare nei ruoli opposti rispetto a quello che avete
visto nel film. L'attrice Ji-hyun Jun, quella che ha interpretato
Su-yeon, ha rifiutato il ruolo di Su-mi poiché riteneva
lo script troppo spaventoso. Ironicamente il film nel qule
ha recitato successivamente è un altro horror: Uninvited
(4 Inyong shiktak, 2003).