Tratto da un racconto di Daphne Du Maurier,
Gli Uccelli è uno di quei film che hanno fatto
la storia del cinema horror e del cinema in generale. Un
motivo fra tutti è dato dal grandissimo spessore
tecnico e tematico che posside la pellicola, uno spessore
tale da prestare il film ad innumerevoli interpretazioni,
nessuna delle quali è stata suggerita direttamente
dal regista, che vogliono Gli Uccelli un'opera
psicologica, morale, metafisica. E' più probabile
che tale capolavoro sia tutte queste cose insieme, tanto
più che Hitchcock, furbescamente, non si spreca in
spiegazioni per quello che avviene nel film ed per l'angoscia
che traspira da esso. Gli uccelli sono variabilmente
l'incarnazione dei timori edipici di mamma Tandy per l'abbandono
del "nido" famigliare da parte del figlio/uomo
cresciuto, sono una punizione per la gioiosa ma inetta vita
di Melanie, sono il volto oscuro della natura che si ribella
all'uomo, il volto più tetro di un Dio punitore.
Nessuna specifica spiegazione, solo la paura dell'uomo assediato
dall'orrore ed un finale aperto, ed in questo può
essere paragonato ai migliori zombi-movies. Più di
un semplice racconto dell'orrore, questo film mette in scena
una perfetta allegoria dell'imprigionamento emotivo e del
bisogno di aiuto delle persone. Hitchcock, che divide virtualmente
il film in due parti, quella in città e quella a
Bodega Bay, non manca di inserire soprattutto nella prima
degli elementi smaccatamente comici come i due pappagallini
che "seguono" la strada mentre la Hedren va di
gran carriera dal suo nuovo amore. Storico l'esaurimento
nervoso che patì la Hedren durante le riprese, e
mi spiace dirlo ma questo accidente ha dato un maggior rilievo
al suo personaggio sulla pellicola, ne ha migliorato la
performance, così che il suo stato di shock non è
solo recitato ma veramente sentito. Ottima la scelta del
vestito verde della protagonista, un colore che fa da perfetto
contrappunto alle scene di sangue che sono poche ma ben
dosate e di certo effetto. La più notevole è
sicuramente quella del ritrovamento dell'uomo senza occhi
in camera da letto. Altra cosa strana, il film non ha una
vera e propria colonna sonora a parte il ciclico e pungente
rumore degli uccelli e la filastrocca cantata ad oltranza
dai bambini chiusi nella scuola (fra l'altro una scena davvero
splendida). Dopo Psycho (1960),
con i suoi riferimenti agli uccelli (la dermotassia), Gli
Uccelli, il terzo film del regista basato su un lavoro
di Daphne Du Maurier, è stato visto da alcuni anche
come una vaga allegoria sessuale misogina, con Taylor che
è l'unico uomo che accentra su di sé le attenzioni
di diverse donne. Insomma, il tema centrale rimane ancora
incerto e questo ne fa un'opera ambigua donando al prodotto
ancor più fascino. Innegabile la qualità tecnica
degli effetti che è valsa una nomination agli Oscar.
Questi vanno dall'uso di uccelli veri ammaestrati (non sempre
bene viste le continue cure ospedaliere alle quali sono
ricorsi i membri della troupe), alla costruzione di modelli,
all'uso delle sovrapposizioni fotografiche, fino ad arrivare
ai suoni. Va da sé che la visione di questo film
è un imperativo categorico.
Remake previsto nel 2009.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Melanie Griffith, la famosa attrice attuale
moglie di Banderas (ma è più giusto ricordarla
per il suo lavoro Una donna in carriera, 1988),
è figlia di Tippi Hedren. La madre le ha dato quel
nome dopo aver recitato il ruolo di Melanie Daniels.
Alla realizzazione del film ha partecipato
il disegnatore Ub Iwerks, collaboratore di Disney e creatore
di Topolino.
In un episodio dei Simpsons, Homer, Bart
e Lisa vanno a prendere Meggie all'asilo e sono accolti
da uno "stormo" di bambini che succhiano il ciuccio
all'unisono in maniera molto inquietante. Questa scena è
ispirata appunto a Gli Uccelli. Prova è
che nella scena seguente del cartone si vede passare fuori
dall'asilo Hitchcock che tiene al guinzaglio due cagnolini,
la medesima scena che possiamo vedere nel film all'esterno
del negozio di animali (per inciso i due cani erano di proprietà
di Hitchcock).
La Hedren tornerà sull'argomento
nel 1994 con un sequel televisivo diretto da Rick Rosenthal
ed intitolato Birds - The land's end.
Tippi Hedren fu davvero tagliata al volto
da uno degli uccelli durante le riprese.
Non c'è colonna sonora nel film
a parte i suoni creati al mixtrautonium, un prototipo di
strumento elettronico, da Oskar Sala, e la canzone cantata
dai bambini.
Hitchcock notò la Hedren in uno
spot di un beverone dietetico. Per inciso quando nel film
Tippi Hedren cammina verso il negozio d'animali, si vede
un uomo che le fischia dietro. Questa scena è uno
scherzetto che richiama esattamente ciò che accadeva
nello spot.
La scena in cui Tippi Hedren è attaccata
dagli uccelli verso la fine del film ha necessitato una
settimana per essere girata. Gli uccelli le furono attaccati
al vestito tramite lunghi fili di nylon in modo che non
potessero scappare via.
Il film non finisce con il consueto "The
End" poiché Hitchcock voleva dare l'impressione
di un terrore infinito.
La macchina che guida la Hedren è
una Aston Martin DB2/4 cabrio coupé.
La storia "The Birds" di Daphne
Du Maurier fu in origine acquistata da Hitchcock per la
serie televisiva "Alfred Hitchcock presenta"
(1955).
Verso la fine del film, quando Mitch porta
Melanie giù per le scale, in verità si tratta
della controfigura delle Hedren che è portata giù
da Rod Taylor. La Hedren era all'ospedale in preda ad un
esaurimento dopo la sfiancante settimana di riprese servita
a fare la scena in cui era intrappolata nella stanza ed
aggredita dagli uccelli.
Furono presi in considerazione parecchi
finali per il film. In uno si sarebbe mostrato il ponte
Golden Gate completamente invaso dagli uccelli.
Nel maggio 2001, il figlio della scrittrice
Daphne Du Maurier raccontò che lui e sua moglie furono
terrorizzati da un gabbiano che aveva fatto il nido fuori
dal loro cottage in Cornovalia, Inghilterra.
Il corvo che sta sulla spalla di Hitchcock
in tutte le foto promozionali del film non si vede nel film
perché fu acquistato dopo che il film fu girato.
Un membro dello staff lo comprò dopo averlo visto
sulla spalla di un ragazzino di 12 anni che camminava per
la strada. Al ragazzino furono offerti 10$ ma fu riluttante
a venderlo finché non gli fu detto a chi sarebbe
stato dato.
Questo è stato il primo film ad
avere il nome della produzione come Universal Pictures e
non più il precedente Universal-International.
La scuola del film era la Potter Schoolhouse,
che servì Bodega, California, dal 1837 al 1961. Ora
è una residenza privata.
Rod Taylor disse che i gabbiani furono
nutriti con un mix di grano e whiskey. Era l'unico modo
di tenerseli attorno così a lungo.
Melanie suona una parte dell'Arabesque
n°1 di Claude Debussy in casa di Brenner.
Il suono della bobina avvolta e riavvolta
avanti e indietro fu usato per creare i terribili rumori
prodotti dagli uccelli.
Melanie indossa lo stesso vestito verde
per tutto il film, così alla Hedren furono dati sei
vestiti identici per le riprese.
Alla fine, quando Melanie è portata
fuori, Mitch apre una porta, ma in verità non c'era
nessuna porta e l'impresione dell'apertura di "qualcosa"
fu generato con effetti di luce.
Alla premiere del film a Londra furono
piazzati nel cinema 2 fenicotteri, 50 cardellini e passeracei,
nonché 6 pinguini.