TRAMA

Krug Stillaw e Fred Potowski, due feroci maniaci sessuali, evadono dal carcere e, insieme a un drogato e una prostituta loro complici, adescano dopo un concerto due ragazze, Mary e Phillis. La sorte di queste ultime è delle più terribili: sottoposte a tremende sevizie e torture dai sequestratori e infine ammazzate a sangue freddo. Dopo l'omicidio, i colpevoli hanno però la cattiva pensata di farsi ospitare nella casa degli ignari genitori di una delle due ragazze uccise... (trama presa dal retro del DVD).

 


L'ULTIMA CASA A SINISTRA
(titolo or.: Last House on the Left - USA - 1972 - 91min - Colore)

di Wes Craven

GENERE
R&R
IN BREVE
Violento, grezzo, memorabile
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

LA FRASE dal film: "Questo film è dedicato a tutti i giovani perché sappiano a quali pericoli possono andare incontro: il CRIMINE! la DROGA! la VIOLENZA! Le scene che vedranno possano servire da esempio! Questo film in America ed in Inghilterra è stato proiettato a scopo didattico nelle maggiori scuole ed Università!"

Difficile riconoscere in questo film grezzo e violento la mano dello stesso regista che ha portato alla notorietà Freddy Krueger. Sta di fatto che L'Ultima casa a Sinistra è il piccolo cult che ha dato una spinta decisiva alla carriera del regista Wes Craven, il quale, a ben vedere, ha ridefinito ogni dieci anni i limiti entro cui si muove l'horror; Nightmare - dal profondo della notte (1984) e Scream (1996) stanno lì a comprovarlo. Ma anche Sean Cunningham, che in The Last House on the Left ha messo mano alla sceneggiatura, ha esercitato successivamente una decisiva influenza con la saga di Venerdì 13. Per questa piccola pietra miliare del genere horror, Craven e Cunningham si sono ispirati a La Fontana della Vergine, film di Ingmar Bergman del 1959 che narra la storia della giovane Karin che viene stuprata e uccisa nel bosco da tre pastori i quali poco dopo cercano rifugio nella fattoria di suo padre Töre. Ovviamente il regista americano spinge il piede sull'acceleratore rispetto al film di Bergman e mischia questa storia derivata da una ballata del XIV secolo (Töre's dotter i wänge) con le nuove suggestioni del cinema grindhouse, con il movimento pacifista del flower power, con la disillusione seguita al conflitto in Vietnam, con un desiderio di vendetta che supera chiaramente il limite. Molti sono i film che si sono cimentati con tale genere di storia o una sua variazione: si potrebbe citare Non violentate Jennifer (1978), In the bedroom (2001), L'angelo della vendetta (1980), ma anche e soprattutto Cane di paglia (1971) di Sam Peckinpah, e per finire Un borghese piccolo piccolo (1977) con Alberto Sordi. Eppure il film di Craven e soprattutto il finale della pellicola elicitano un senso di sbandamento che forse le altre pellicole riuscivano ad evitare saziando lo spettatore (ed il protagonista della storia) con la vendetta stessa. Non è qualche semplice trucchetto horror, qualche SFX a basso prezzo, a creare l'orrore, bensì l'escalation del panico, dell'inevitabilità, della verosimiglianza dei protagonisti. Uno su tutti il bravissimo David Hess, nei panni di Krug, attore e musicista che a causa della sua partecipazione nella pellicola finirà ostracizzato sia dall'ambiente musicale che da quello cinematografico. Ma L'Ultima Casa a Sinistra andò a toccare troppi punti deboli e ferite ancora aperte dell'America puritana e non. Fra le altre cose il gruppo di balordi nel film rappresenta un po' la Manson's Family che poco tempo prima aveva fatto scempio a Bel Air di Sharon Tate, la moglie di Roman Polanski. Lo stesso Craven dice: "L'ultima Casa a Sinistra è stata una mia reazione a tutta la violenza che ci circondava [...], volevo mostrare come la violenza infetti le persone. [...] Io ne feci una cosa dolorosa, protratta, scioccante e molto umana. Così come resi umani coloro che la praticavano."* Nel film ci sono essenzialmente due schieramenti contrapposti, la famiglia perbenista di Mari e la banda di Krug. L'antitesi, si direbbe, una la nemesi dell'altra. Eppure queste due fazioni così distanti "sulla carta" si incontrano sul piano della violenza e così ecco che la tipica famiglia repubblicana benpensante e reazionaria degli USA dimostra di saper parlare lo stesso linguaggio animalesco di Krug & soci: la madre di Mari staccherà a morsi il pene di Fred. E' proprio in questo che il film di Craven si distingue dal basilare intento esploitativo delle pellicole Rape & Revenge che seguiranno: The Last House on the Left ha un perché culturale che trascende l'immagine violenta la quale diviene sintomo di un disagio mentre nelle produzioni successive l'exploitation diverrà motore primo e unico del film stesso. La nota tag line del film secondo cui "per evitare di svenire ripetetevi, è solo un film...è solo un film" è diventata stranota e con il tempo è stata copiata (e modificata) da diversi altri film. La pellicola di Craven però, a differenza di quanti hanno promesso orrore e non hanno mantenuto, è un vero pugno nello stomaco e riesce nell'intento di scioccare lo spettatore oggi come ieri, a dispetto di tutti gli evidenti limiti della pellicola stessa. I momenti truci e sadici, infatti, spesso sono intramezzati da musiche country e da sketch che hanno come protagonisti i due poliziotti della contea alle prese con le loro "limitate capacità mentali". La qual cosa rende abbastanza facile ricordarsi che L'Ultima Casa a Sinistra è soltanto un film. La regia non è perfetta, così come non lo è il montaggio e la sequenzialità delle scene che sono un po' forzate al fine di far giungere i protagonisti nei pressi della casa dei Collingwood. Un po' superficiali poi le descrizioni dei personaggi e le frasi che gli vengono fatte dire; "La vita mi sorride" detto da Mari è in preludio banale che cerca forzatamente di sottolineare la completa disfatta finale. Anche la reazione alla scoperta della morte della figlia da parte dei Collingwood non è molto credibile. E' un dato di fatto, comunque, che il film di Craven è un'opera seminale, una pellicola che rimane nella memoria, i cui meriti non vanno sottovalutati. Indirizzato a tutti gli appassionati di horror e di cinema weird, ma consigliato anche al pubblico del mainstream che voglia deviare dal solito percorso. Ovviamente non si tratta di un film buono per una Blockbuster night.

*In Curti, La Selva, Sex and Violence, Lindau 2004.

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Quando Wes Craven portò questo film all'MPAA, quelli gli diedero l'X rating. Siccome il regista voleva l'R rating, eliminò 10 minuti di scene. Riportò il film e si beccò di nuovo la X. Allora tolse 20 minuti. Ma non era ancora abbastanza. Allora Craven rimise tutto come era prima, si prese il RATING R (grazie all'aiuto di un amico) e distribuì il film.

Il nome Mari Collingwood è stato preso dal nome del liceo in cui andava Wes Craven.

Il nome di Freddy KRUEGer deriva dal KRUG di questo film. Tutti e due uccidevano adolescenti.

Il film è stato bandito per 30 anni in UK. Fa parte dell'elenco dei Video Nasties.

Per fare il sangue finto sono stati usati due coloranti alimentari (rosso e blu), più dello sciroppo di caramello. Il risultato fu superiore alla media dei "sangui finti".

Come è stato riferito da altri attori del film, in effetti Sandra Cassel (Mari) era veramente terrorizzata durante quasi tutte le riprese. Ad un certo punto si allontanò pure dal set.

La Hallmark and Atlas International (distributori tedeschi) spacciò il film come uno snuff.

Lucy Grantham sostiene che per la scena dell'urina fu usata vera urina. Questo contraddice quello che ha scritto David A. Szulkin sul making of del film. Questi sostiene che fu semplicemente inserita una spugna bagnata nei pantaloni della Grantham.

Quando i genitori di Mari la ritrovano sulla sponda dello stagno lei respira ancora. La cosa è ben visibile. Questo perché inizialmente si pensava ad una scena in cui lei avrebbe riconosciuto i suoi aguzzini prima di morire.