LA FRASE dal film:
"Questo film è dedicato a tutti i giovani
perché sappiano a quali pericoli possono andare incontro:
il CRIMINE! la DROGA! la VIOLENZA! Le scene che vedranno
possano servire da esempio! Questo film in America ed in
Inghilterra è stato proiettato a scopo didattico
nelle maggiori scuole ed Università!"
Difficile riconoscere in questo film grezzo
e violento la mano dello stesso regista che ha portato alla
notorietà Freddy Krueger. Sta di fatto che L'Ultima
casa a Sinistra è il piccolo cult che ha dato
una spinta decisiva alla carriera del regista Wes Craven,
il quale, a ben vedere, ha ridefinito ogni dieci anni i
limiti entro cui si muove l'horror; Nightmare
- dal profondo della notte (1984) e Scream
(1996) stanno lì a comprovarlo. Ma anche Sean Cunningham,
che in The Last House on the Left ha messo mano
alla sceneggiatura, ha esercitato successivamente una decisiva
influenza con la saga di Venerdì 13. Per
questa piccola pietra miliare del genere horror, Craven
e Cunningham si sono ispirati a La Fontana della Vergine,
film di Ingmar Bergman del 1959 che narra la storia
della giovane Karin che viene stuprata e uccisa nel bosco
da tre pastori i quali poco dopo cercano rifugio nella fattoria
di suo padre Töre. Ovviamente il regista americano
spinge il piede sull'acceleratore rispetto al film di Bergman
e mischia questa storia derivata da una ballata del XIV
secolo (Töre's dotter i wänge) con le
nuove suggestioni del cinema grindhouse, con il movimento
pacifista del flower power, con la disillusione
seguita al conflitto in Vietnam, con un desiderio di vendetta
che supera chiaramente il limite. Molti sono i film che
si sono cimentati con tale genere di storia o una sua variazione:
si potrebbe citare Non violentate Jennifer (1978),
In the bedroom (2001), L'angelo della vendetta
(1980), ma anche e soprattutto Cane di paglia (1971)
di Sam Peckinpah, e per finire Un borghese piccolo piccolo
(1977) con Alberto Sordi. Eppure il film di Craven e soprattutto
il finale della pellicola elicitano un senso di sbandamento
che forse le altre pellicole riuscivano ad evitare saziando
lo spettatore (ed il protagonista della storia) con la vendetta
stessa. Non è qualche semplice trucchetto horror,
qualche SFX a basso prezzo, a creare l'orrore, bensì
l'escalation del panico, dell'inevitabilità, della
verosimiglianza dei protagonisti. Uno su tutti il bravissimo
David Hess, nei panni di Krug, attore e musicista che a
causa della sua partecipazione nella pellicola finirà
ostracizzato sia dall'ambiente musicale che da quello cinematografico.
Ma L'Ultima Casa a Sinistra andò a toccare
troppi punti deboli e ferite ancora aperte dell'America
puritana e non. Fra le altre cose il gruppo di balordi nel
film rappresenta un po' la Manson's Family che poco tempo
prima aveva fatto scempio a Bel Air di Sharon Tate, la moglie
di Roman Polanski. Lo stesso Craven dice: "L'ultima
Casa a Sinistra è stata una mia reazione a tutta
la violenza che ci circondava [...], volevo mostrare
come la violenza infetti le persone. [...] Io ne
feci una cosa dolorosa, protratta, scioccante e molto umana.
Così come resi umani coloro che la praticavano."*
Nel film ci sono essenzialmente due schieramenti contrapposti,
la famiglia perbenista di Mari e la banda di Krug. L'antitesi,
si direbbe, una la nemesi dell'altra. Eppure queste due
fazioni così distanti "sulla carta" si
incontrano sul piano della violenza e così ecco che
la tipica famiglia repubblicana benpensante e reazionaria
degli USA dimostra di saper parlare lo stesso linguaggio
animalesco di Krug & soci: la madre di Mari staccherà
a morsi il pene di Fred. E' proprio in questo che il film
di Craven si distingue dal basilare intento esploitativo
delle pellicole Rape & Revenge che seguiranno: The
Last House on the Left ha un perché culturale
che trascende l'immagine violenta la quale diviene sintomo
di un disagio mentre nelle produzioni successive l'exploitation
diverrà motore primo e unico del film stesso. La
nota tag line del film secondo cui "per evitare
di svenire ripetetevi, è solo un film...è
solo un film" è diventata stranota e con
il tempo è stata copiata (e modificata) da diversi
altri film. La pellicola di Craven però, a differenza
di quanti hanno promesso orrore e non hanno mantenuto, è
un vero pugno nello stomaco e riesce nell'intento di scioccare
lo spettatore oggi come ieri, a dispetto di tutti gli evidenti
limiti della pellicola stessa. I momenti truci e sadici,
infatti, spesso sono intramezzati da musiche country e da
sketch che hanno come protagonisti i due poliziotti della
contea alle prese con le loro "limitate capacità
mentali". La qual cosa rende abbastanza facile ricordarsi
che L'Ultima Casa a Sinistra è soltanto
un film. La regia non è perfetta, così come
non lo è il montaggio e la sequenzialità delle
scene che sono un po' forzate al fine di far giungere i
protagonisti nei pressi della casa dei Collingwood. Un po'
superficiali poi le descrizioni dei personaggi e le frasi
che gli vengono fatte dire; "La vita mi sorride"
detto da Mari è in preludio banale che cerca forzatamente
di sottolineare la completa disfatta finale. Anche la reazione
alla scoperta della morte della figlia da parte dei Collingwood
non è molto credibile. E' un dato di fatto, comunque,
che il film di Craven è un'opera seminale, una pellicola
che rimane nella memoria, i cui meriti non vanno sottovalutati.
Indirizzato a tutti gli appassionati di horror e di cinema
weird, ma consigliato anche al pubblico del mainstream che
voglia deviare dal solito percorso. Ovviamente non si tratta
di un film buono per una Blockbuster night.
*In Curti, La Selva,
Sex and Violence, Lindau 2004.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Quando Wes Craven portò questo film
all'MPAA, quelli gli diedero l'X rating. Siccome il regista
voleva l'R rating, eliminò 10 minuti di scene. Riportò
il film e si beccò di nuovo la X. Allora tolse 20
minuti. Ma non era ancora abbastanza. Allora Craven rimise
tutto come era prima, si prese il RATING R (grazie all'aiuto
di un amico) e distribuì il film.
Il nome Mari Collingwood è stato
preso dal nome del liceo in cui andava Wes Craven.
Il nome di Freddy KRUEGer deriva dal KRUG
di questo film. Tutti e due uccidevano adolescenti.
Il film è stato bandito per 30 anni
in UK. Fa parte dell'elenco dei Video Nasties.
Per fare il sangue finto sono stati usati
due coloranti alimentari (rosso e blu), più dello
sciroppo di caramello. Il risultato fu superiore alla media
dei "sangui finti".
Come è stato riferito da altri attori
del film, in effetti Sandra Cassel (Mari) era veramente
terrorizzata durante quasi tutte le riprese. Ad un certo
punto si allontanò pure dal set.
La Hallmark and Atlas International (distributori
tedeschi) spacciò il film come uno snuff.
Lucy Grantham sostiene che per la scena
dell'urina fu usata vera urina. Questo contraddice quello
che ha scritto David A. Szulkin sul making of del film.
Questi sostiene che fu semplicemente inserita una spugna
bagnata nei pantaloni della Grantham.
Quando i genitori di Mari la ritrovano
sulla sponda dello stagno lei respira ancora. La cosa è
ben visibile. Questo perché inizialmente si pensava
ad una scena in cui lei avrebbe riconosciuto i suoi aguzzini
prima di morire.