Tornano alla riscossa gli stessi protagonisti
e lo stesso produttore della prima pellicola cannibal della
storia Il paese del
sesso selvaggio (1972), cambia solo il regista ed il
risultato è questo Ultimo mondo cannibale che
in effetti è il vero film che ha portato alla ribalta
il filone cannibal. Il film non lascia nulla di
intentato per scioccare il pubblico, e nulla all'imaginazione:
uccisione di animali (il coccodrillo), immagini in puro
stile Mondo-movie di un serpente che si mangia un'iguana,
dismembramenti estremi, sgranocchiamenti di parti corporee,
il pene da vicino di Foschi, il corpo di Me Me Lai (Yuk!),
il braccio di un autoctono smangiucchiato dalle formiche,
ed altre atrocità assortite. Il film questa volta
ha una struttura narrativa più forte e questo contribuisce
a far tenere allo spettatore una certa distanza rispetto
alle immagini, ma la cosa funziona relativamente; in più
la produzione millanta un'origine reale per gli accadimenti
raccontati. Naturalmente non è vero. Questo film,
a differenza dei più tardi cannibal non tenta la
strada della moralizzazione e della questione se siano più
terribili i selvaggi o gli uomini moderni (Cannibal
Holocaust, 1979 - Cannibal
Ferox, 1982), ma si assesta sulla lotta dell'uomo contro
la natura, sulla la lotta dell'uomo contro la sua stessa
natura e sulle schiette leggi dell'exploitation. L'ambientazione
è affascinante, Me Me Lai è uno splendore,
la recitazione un po' pedestre ma i demeriti e gli svarioni
tecnici del film vengono eclissati dall'estremo livello
gore; alcune volte si riesce anche a sorridere. A tale proposito
val la pena ricordare la mitica scena fra Me Me Lai e Foschi
mentre lui è "detenuto" dai selvaggi: l'uomo
è sfinito e vorrebbe un po' d'acqua da bere, Pulan
fraintende tutto, si avvicina al gabbio e si mette a masturbare
Robert, lui si dispera. Deodato parlando del film ricorda
che "Lo girammo in Malesia, nella grotta sacra,
dove in seguito Sergio Martino ambientò pure lui
il suo film sui cannibali. Andammo a Qualatanan, un posto
in mezzo alla giungla. Per raggiungerlo ci volevano sette
ore di piroga. Le prime due settimane volevano scappare
tutti." (da Nocturno in Stracult,
Giusti, 2004). Sempre per Nocturno, Massimo Foschi rammenta
che "al termine di un combattimento dovevo mangiare
il fegato del mio avversario, un fegato di capra acquistato
qualche giorno prima (conservato a temperatura tropicale)
che puzzava maledettamente di selvatico. Dalla disperazione
di vincere questo fetore lo addentai con un'espressione
di vero disgusto". Parliamoci chiaramente, questo
genere di film non sono certamente un prodotto mainstream
e la visione è decisamente sconsigliata non solo
a quelli che si impressionano facilmente, ma anche a coloro
che sono abituati alle tipiche peripezie slasher dei più
noti eroi dell'horror: qui si va in un terreno espressivo
minato da immagini davvero crude. Comunque, rispetto ad
altri prodotti cannibal questo Ultimo mondo cannibale
riesce ad evitare, se non la spettacolarizzazione del sangue,
almeno quella della violenza estrema, limite che pochi anni
dopo verrà comunque violato.
In Francia è conosciuto come Le
dernier monde cannibale, in Germania come Mondo
Cannibale 2 Teil - Der Vogelmensch o De Laastse
Kanninbalen (uncut), in Spagna come Mundo canibal!
Mundo salvaje!, in Svezia come De Sista Kannibalerna,
in Inghilterra (pesantemente censurato) come Cannibal!,
in USA come Jungle Holocaust (uncut) o The
last survivors o Last Cannibal world (pesantemente
censurato specialmente la versione Svedese con questo titolo)
o Carnivorous (versione da Drive-in americana,
tagliata di 10 minuti).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato inteso proprio come
un seguito virtuale de Il
paese del sesso selvaggio (1972) di Lenzi, ecco il perché
della presenza di Rassimov e Me Me Lai in entrambi i film
(reciteranno insieme ancora in Mangiati
Vivi). Fu chiesto a Lenzi di tornare dietro la macchina
da presa per questo film ma lui non poteva e allora si chiamò
Deodato che ci prenderà gusto con il genere...