TRAMA

Margaret (Irene Miracle) e Lisa (Laura D'Angelo) tornano dalla Germania in Italia, in occasione delle feste natalizie, e scelgono di prendere il treno. Sulla carrozza ferroviaria incontrano due brutti ceffi (Bucci e De Grassi) che non pensano ad altro che a fare casino. Uno dei due, Il Fusto, riesce anche a farsi una Signora Perbene nel cesso del vagone. Questa donna (Méril) si rivela essere una libertina selvaggia ed una sadica peggiore dei due balordi. Le due ragazzine vengono recluse in uno scompartimento ed i criminali, "diretti" dalla donna, stuprano ed uccidono le due giovani. I tre si disfano dei corpi e solo per un caso fortuito, scesi alla stazione alla quale sarebbero dovute scendere le due ragazze, vengono ospitati in casa proprio dal padre (Enrico Maria Salerno) di una delle due. I genitori, inizialmente allo scuro di tutto, realizzano poco a poco il dramma accaduto, e mettono in atto una dura vendetta.

 


L'ULTIMO TRENO DELLA NOTTE
(ITALIA - 1975 - 91min - Colore)

di Aldo Lado

GENERE
R&R
IN BREVE
Violento e cinico. Migliore dell'ispiratore. Da vedere...if you dare!
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "La società dovrebbe creare i presupposti della non violenza... ad esempio, io credo molto nello sport"

Uscito in Italia nel 1975 con il titolo Violenza sull'ultimo treno della notte, insieme a La Casa sperduta nel parco (1980) di Deodato, può essere considerato uno dei "figli" de L'ultima casa a sinistra (1972) di Wes Craven. Per la precisione il film di Lado è un degno successore, persino superiore a livello tecnico e recitativo. Prima di tutto il regista evita di inserire siparietti comici che nella pellicola americana smorzavano il pathos, in più Lado dà al suo prodotto un substrato politico e sociologico che rende il film di maggior spessore, al di là che poi quest'ultimo elemento riesca o no ad ammantare culturalmente l'evidente finalità esploitativa. La struttura narrativa è quella propria del genere, ovvero il tempo della proiezione si divide fra lo stupro (rape) e la vendetta, o rivincita (revenge), attuata dai genitori della vittima. A parte questo nucleo fisso, il regista impegna parecchi minuti, comunque, per inscrivere il dramma in una realtà sociale borghese e tranquilla solo in apparenza ma malata e distorta nei suoi anfratti. Interessante come il treno che porta dalla Germania in Italia, un treno come un altro, sia stracarico di personaggi da macchietta, quasi felliniani (la grassona bionda e lasciva), e dia rifugio negli scompartimenti a vecchi nostalgici nazisti, a preti con il tic, a militari, a emigranti, a donne borghesi dal bell'aspetto che hanno un inferno da nascondere. Quel treno è la nostra società. L'ultimo treno della notte è una pellicola molto violenta, sia in quello che palesemente mostra, sia in quello che dà ad intendere. Le ragazze vengono percosse, stuprate, terrorizzate, una viene deflorata con un coltello; e poi la morte, ovviamente. Allo spettatore non viene risparmiato nulla e mentre una delle due ragazze muore, le immagini si alternano fra lo scompartimento e la festa nella casa paterna: un giro di valzer vorticoso e beffardo descrive la morte delle ragazze e nello stesso tempo l'amore dei due genitori che ritrovano la serenità, fra treno buio e violento e casa luminosa ed educata. Lado attacca direttamente lo spettatore proiettandolo nella pellicola con il ruolo ben preciso del voyeur (il "curioso" interpretato da Fraco Fabrizi): un uomo anonimo che guarda morbosamente il crimine, vi partecipa attivamente per poi, a danno fatto, farsi cogliere dal rimorso e denunciare l'accaduto. I due balordi che danno il via alle violenze non sono identificati con precisione, sono dei semplici sbandati, essenzialmente pedine manovrate dalla Signora Perbene (Macha Méril sensitiva in Profondo Rosso, 1975), due maniaci che lo spettatore sa bene che pagheranno il fio dei loro atti. Il colpo di genio del regista è stato proprio l'inserimento del personaggio della Signora Perbene, una bionda algida di mezza età che parla di perdita dei valori con un politico democristiano ma che nasconde foto pornografiche nella borsetta. Il vero "cattivo" del film è proprio questa donna che richiama alla memoria una delle aguzzine di Salò (1975), "angelo della morte destinato a rimanere impunito"*. Lado conferma: la Signora perbene è il simbolo del potere, e qui si innesta la critica socio-politica. "I personaggi interpretati da Macha Méril e da Enrico Maria Salerno simboleggiano le due facce di una classe sociale che detiene il "potere". Il potere in generale - non mi riferisco a "colori" specifici - e che quindi ha potere, di vita e, soprattutto, di morte. Il personaggio di Macha Meril [...] sfrutta gli emarginati e li spinge a commettere degli atti che lei non ha il coraggio di fare, pur desiderandolo. [...] E l'altro, Salerno, [...] riconosce in lei il suo "simile" e non la ammazza, a differenza di quanto ha fatto con i due emarginati"** Gli attori fanno tutti un ottimo lavoro anche se Enrico Maria Salerno (L'uccello dalle piume di cristallo, 1970) non sembra trovarsi a proprio agio in una produzione del genere; la Méril, comunque, è indimenticabile, e Flavio Bucci (Suspiria, 1977; Il marchese del Grillo, 1981) nei panni del fusto non è male. Morricone firma le musiche e, come con Sergio Leone in C'era una volta il West (1968), compone un tema suonato con l'armonica da uno dei due balordi. Film davvero tosto, sconsigliato alle persone troppo sensibili ma ragguardevole nelle tecnica e nella sua dimensione cinica. Sempre Lado disse: "In censura non gli volevano nemmeno dare il divieto ai 18, lo volevano bruciare e basta [...] andai con l'accetta e tagliai quel che mi fecero tagliare per arrivare a un VM18". Anche così rimane una pellicola violenta. Consigliato; per chi ha voglia di cimentarsi.

*da Curti, La Selva, Sex and Violence, Lindau, 2003 p. 202 **D. Pulci, I travestimenti del potere, "Nocturno Dossier", n4, ott. 2002, p.31

Noto all'estero come: The late night trains o Don't ride on the late night trains (UK, ma laggiù è un "video nasty" ancora bandito), Night train murders (USA), Night Train - Der letze Zug in der Nacht (Germania).