La Frase dal Film:
"Ai miei tempi si portava rispetto ai genitori,
non se li mangiava nessuno!"
Film a basso costo, autoprodotto da due
fratelli australiani evidentemente innamorati dell'horror
che dopo essersi fatti strada con una (da noi) sconosciuta
trilogia di short sugli zombi (Attack of the Undead,
1995; Rampage of the Undead, 1995; Massacre
of the Undead, 1995), si lanciano anima e corpo e soldi
in questa parodia splatter che ha chiaramente come punti
di riferimento La
Notte dei morti viventi (1968) di Romero, Bad
Taste (1988) di Jackson, La Casa (1981) di Raimi e anchesì El Mariachi (1993)
di Rodriguez. Undead è quel genere di film
che potrebbe facilmente esaltare tutti coloro che hanno
qualche velleità di fare un film avvalendosi della
collaborazione di attori che non pretendono di essere pagati,
di famigliari disposti a sovvenzionare alla cieca, di buona
volontà e testardaggine. Il risultato del lavoro
degli Spierig Brothers, che dovrebbe annoverarsi nel genere
"so bad it's good" "non è comunque abbastanza
brutto per essere abbastanza bello" (G. Ebert).
L'incredibile buona volontà dei due registi ha portato
alla creazione di un film che ha troppi punti di forza tecnici,
troppe trovate, troppi effetti speciali (ottimamente realizzati
per essere caserecci) per poter essere relegato nelle ultime
file. Così che l'esaltazione del giovane spettatore
che vorrebbe fare un film con gli amici viene subito ridimensionata.
Forse il desiderio degli Spierig di inserire elementi e
rimandi cinematografici ha confuso il registro stilistico
e se la prima parte del film risulta palesemente ruspante
e divertente, la seconda introduce un'atmosfera intrigante
e misteriosa, che lascia lo spettatore attonito in attesa
di una spiegazione. La fusione fra splatter e fantascienza,
già tentato in innumerevoli film, qui non sembra
giungere ad una sintesi armonica. La prima metà del
film illustra la "tipica" situazione che possono
vivere un gruppo di pesone assediate dai morti viventi,
solo che agli arti strappati, alle teste esplose, ai buchi
nel torace si va ad affiancare uno humor fatto di situazioni
slapstick, di dialoghi stile crudezza tarantinesca e di
personaggi sbaraccati. Non male se sappiamo ridere di un
pescatore che prende a pugni un pesce zombi. La seconda
parte è più ricca di CG, la fotografia vira
verso toni meno caldi (prevale il blu), i dialoghi diventano
più drammatici e la grassa risata lascia il posto
alla curiosità di sapere chi sono gli extraterrestri,
come sono fatti e perché sono lì. Alcune immagini,
fra cui quella delle persone sospese in cielo alla luce
della luna sono sia weird che di grande fascino. In questa
parte dello svolgimento Undead assume toni mistici,
e muove qualche timido passo (sempre comunque irriverente)
verso "alti modelli" quali Incontri ravvicinati
del terzo tipo (1977). Non sembra esserci una compenetrazione
fra queste due realtà del film: ci sono gli zombi
e ci sono gli alieni e per quanto gli uni c'entrino con
gli altri si finisce per "essere" o da una parte
o dall'altra. La performance degli attori è generalmente
buona anche se la protagonista non sembra essere abbastanza
incisiva e il volgare poliziotto Dirk Hunter è troppo
sopra le righe. Il personaggio più affascinante e
simpatico è di certo il redneck Marion che fa roteare
pistole e fucili con una spassosissima destrezza, portando
nella pellicola anche la dimensione aggiuntiva dell'action-movie.
Il genere horror si conferma, con Undead, il trampolino
di lancio per i registi talentuosi che vogliono sfondare:
i fratelli Spierig hanno talento, ora occorre che nella
loro prossima produzione non si ripetano. Irriverente, scanzonato
e splatter, Undead è un film che saprà
dire qualcosa a coloro che hanno una cultura horror che
si rifà ai B-movie; ai mainstreamers potrà
giusto rubare qualche sorriso.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Girato a Woodford (Queensland) fra l'agosto
e il settembre 2001, il film è costato circa 1 milione
di dollari australiani.
Alla fine dei credits si legge (tradotto):
"I personaggi e gli eventi mostrati in questo film
sono fittizi. Ogni similitudine con persone reali, vive
o morte viventi, è puramente accidentale".
Per il film sono stati usati 600 litri
di sangue finto.
La maggior parte delle scene sono state
girate in uno o due ciak al massimo date le ristrettezze
del budget.
Il copione fu provato per due mesi prima
di iniziare a girare.
Nella sceneggiatura originale non c'era
scritta neanche una parolaccia. La maggior parte di esse
furono aggiunte dagli attori in modo estemporaneo.
Il film fu finanziato direttamente dai
registi e dai loro famigliari.
I registi hanno renderizzato la maggior
parte degli effetti speciali 3d con i loro computer di casa.
Questo lavoro di postproduzione è durato nove mesi.
Il motorino elettrico che apre la porta
del garage riporta la scritta "Spierigfilm", che
sarebbe il nome della compagnia di produzione del film.
Ad un certo punto nel film (circa dopo
un'ora), la combriccola di sopravvissuti torna in paese
per fare provviste. I nomi dei negozi sono in pratica i
nomi delle persone della crew che ha lavorato per il film
ed ogni negozio è un riferimento al ruolo nella produzione
della pellicola: Putland Hardware: Matthew Putland (production
designer), Aked & Boyle Hair & Beauty: Chintamani
Aked (direttore del trucco e costume designer) & Steven
Boyle (special effects make-up), Andy Strahorn Camera Store:
Andrew Strahorn (camera operator e direttore della fotografia),
Ben Parkinson's Fishing Store: Ben Parkinson (casting -
cioé "pesca" la gente).