TRAMA

Rene (Felicity Mason), reginetta di bellezza di provincia, deve lasciare Berkeley per cercare lavoro. Appena iniziato il viaggio, dal cielo iniziano a piovere meteoriti e la gente si tramuta in zombi. Cercando di scappare, Rene si imbatte in un gruppo di sopravvissuti ed insieme a questi combatterà contro i morti viventi. Marion (Mungo McKay), uno dei villici sopravvissuti, crede che dietro tutto quel macello ci sia una cospirazione extraterrestre.


UNDEAD
(titolo or.: Undead - Australia - 2002 - 100min - Colore)

di Michael Spierig e Peter Spierig

GENERE
HORROR - SCI-FI - COMEDY
IN BREVE
"Non è abbastanza brutto per essere abbastanza bello" (Ebert)
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ai miei tempi si portava rispetto ai genitori, non se li mangiava nessuno!"

Film a basso costo, autoprodotto da due fratelli australiani evidentemente innamorati dell'horror che dopo essersi fatti strada con una (da noi) sconosciuta trilogia di short sugli zombi (Attack of the Undead, 1995; Rampage of the Undead, 1995; Massacre of the Undead, 1995), si lanciano anima e corpo e soldi in questa parodia splatter che ha chiaramente come punti di riferimento La Notte dei morti viventi (1968) di Romero, Bad Taste (1988) di Jackson, La Casa (1981) di Raimi e anchesì El Mariachi (1993) di Rodriguez. Undead è quel genere di film che potrebbe facilmente esaltare tutti coloro che hanno qualche velleità di fare un film avvalendosi della collaborazione di attori che non pretendono di essere pagati, di famigliari disposti a sovvenzionare alla cieca, di buona volontà e testardaggine. Il risultato del lavoro degli Spierig Brothers, che dovrebbe annoverarsi nel genere "so bad it's good" "non è comunque abbastanza brutto per essere abbastanza bello" (G. Ebert). L'incredibile buona volontà dei due registi ha portato alla creazione di un film che ha troppi punti di forza tecnici, troppe trovate, troppi effetti speciali (ottimamente realizzati per essere caserecci) per poter essere relegato nelle ultime file. Così che l'esaltazione del giovane spettatore che vorrebbe fare un film con gli amici viene subito ridimensionata. Forse il desiderio degli Spierig di inserire elementi e rimandi cinematografici ha confuso il registro stilistico e se la prima parte del film risulta palesemente ruspante e divertente, la seconda introduce un'atmosfera intrigante e misteriosa, che lascia lo spettatore attonito in attesa di una spiegazione. La fusione fra splatter e fantascienza, già tentato in innumerevoli film, qui non sembra giungere ad una sintesi armonica. La prima metà del film illustra la "tipica" situazione che possono vivere un gruppo di pesone assediate dai morti viventi, solo che agli arti strappati, alle teste esplose, ai buchi nel torace si va ad affiancare uno humor fatto di situazioni slapstick, di dialoghi stile crudezza tarantinesca e di personaggi sbaraccati. Non male se sappiamo ridere di un pescatore che prende a pugni un pesce zombi. La seconda parte è più ricca di CG, la fotografia vira verso toni meno caldi (prevale il blu), i dialoghi diventano più drammatici e la grassa risata lascia il posto alla curiosità di sapere chi sono gli extraterrestri, come sono fatti e perché sono lì. Alcune immagini, fra cui quella delle persone sospese in cielo alla luce della luna sono sia weird che di grande fascino. In questa parte dello svolgimento Undead assume toni mistici, e muove qualche timido passo (sempre comunque irriverente) verso "alti modelli" quali Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977). Non sembra esserci una compenetrazione fra queste due realtà del film: ci sono gli zombi e ci sono gli alieni e per quanto gli uni c'entrino con gli altri si finisce per "essere" o da una parte o dall'altra. La performance degli attori è generalmente buona anche se la protagonista non sembra essere abbastanza incisiva e il volgare poliziotto Dirk Hunter è troppo sopra le righe. Il personaggio più affascinante e simpatico è di certo il redneck Marion che fa roteare pistole e fucili con una spassosissima destrezza, portando nella pellicola anche la dimensione aggiuntiva dell'action-movie. Il genere horror si conferma, con Undead, il trampolino di lancio per i registi talentuosi che vogliono sfondare: i fratelli Spierig hanno talento, ora occorre che nella loro prossima produzione non si ripetano. Irriverente, scanzonato e splatter, Undead è un film che saprà dire qualcosa a coloro che hanno una cultura horror che si rifà ai B-movie; ai mainstreamers potrà giusto rubare qualche sorriso.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Girato a Woodford (Queensland) fra l'agosto e il settembre 2001, il film è costato circa 1 milione di dollari australiani.

Alla fine dei credits si legge (tradotto): "I personaggi e gli eventi mostrati in questo film sono fittizi. Ogni similitudine con persone reali, vive o morte viventi, è puramente accidentale".

Per il film sono stati usati 600 litri di sangue finto.

La maggior parte delle scene sono state girate in uno o due ciak al massimo date le ristrettezze del budget.

Il copione fu provato per due mesi prima di iniziare a girare.

Nella sceneggiatura originale non c'era scritta neanche una parolaccia. La maggior parte di esse furono aggiunte dagli attori in modo estemporaneo.

Il film fu finanziato direttamente dai registi e dai loro famigliari.

I registi hanno renderizzato la maggior parte degli effetti speciali 3d con i loro computer di casa. Questo lavoro di postproduzione è durato nove mesi.

Il motorino elettrico che apre la porta del garage riporta la scritta "Spierigfilm", che sarebbe il nome della compagnia di produzione del film.

Ad un certo punto nel film (circa dopo un'ora), la combriccola di sopravvissuti torna in paese per fare provviste. I nomi dei negozi sono in pratica i nomi delle persone della crew che ha lavorato per il film ed ogni negozio è un riferimento al ruolo nella produzione della pellicola: Putland Hardware: Matthew Putland (production designer), Aked & Boyle Hair & Beauty: Chintamani Aked (direttore del trucco e costume designer) & Steven Boyle (special effects make-up), Andy Strahorn Camera Store: Andrew Strahorn (camera operator e direttore della fotografia), Ben Parkinson's Fishing Store: Ben Parkinson (casting - cioé "pesca" la gente).

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