La Frase dal Film:
"Hey, Malcom, remember that girl?... what's the name?... Angie!" "Angie?" "Yea, yea, twenty-one, twenty-two..." "Oh yea, blonde right? Brain aneurysm!?" "She's the one. Damn, boy oh boy, what a shame... I mean, the tits on that girl!" "Audacious, right!?" "What a waste" "Never seen anything like her again" "I know, let's not be too pessimistic, Malcom, there's always hope!"*
Insomma, chi non sa che bisogna portare rispetto per i cadaveri che si decide di dissezionare? Una battuta di troppo e saranno casini. Unrest unisce ghost-story e l'ambientazione suggestiva dell'obitorio (location abbastanza originale) e dà vita ad una pellicola low budget di buona qualità arricchita da alcuni momenti di grande spavento, qualcosa che sta al di là di ciò che in genere viene proposto sia dal mainstream che dalle produzioni indipendenti. Unrest si apre con una scena decisamente forte che vede due infermieri portare il nuovo cadavere in laboratorio: momento un po' crudo per quelli che non sono avvezzi all'horror gore. In scene successive sarà possibile vedere anche di peggio ma mai ai livelli proposti da Aftermath (1994) di Cerdà, altra pellicola girata interamente in un obitorio. In ogni caso lo spettatore è avvertito: Unrest non va molto per il sottile. Tecnicamente il film è ben realizzato e il regista sfrutta sapientemente la location gelida della sala autoptica e dell'ospedale, la fotografia è desaturata con una predilezione per i colori freddi. In tale algida atmosfera si muovono i protagonisti, tutti interpretati da attori sconosciuti e questo per volere dello stesso regista, anche se la scarsa notorietà del cast ha poi creato problemi di distribuzione all'estero dal momento che se nel film non c'è un volto noto il pubblico mainstream snobba. Nonostante tutto, gli attori se la cavano bene, soprattutto la bella Corri English che ha un non so che di Britney Spears; anche la sceneggiatura regge. Non tutto luccica: alcune scene sono al limite dell'inverosimile, come quando Allison e Brian si "tuffano" nella vasca di formaldeide in cui sono immersi i cadaveri. Schifus! Comunque ogni regista che si presenta nel panorama horror e cerca di proporre qualcosa di nuovo è ben accetto; il thriller medico di Ipson funziona bene soprattutto perché il regista ha studiato come medico e così le sue conoscenze hanno potuto dare quel tocco di realismo alla pellicola. Questo significa che i cadaveri sono ripresi in maniera "chirurgica" ma senza creare dei siparietti gratuitamente sanguinolenti; gli effettisti della Optic Nerve fanno il resto. In ogni caso Unrest rimane un horror originale che saprà regalare alcuni momenti di grande tensione, accompagnati da visioni decisamente sgradevoli che faranno la gioia degli appassionati di roba forte. Se avete la possibilità, buttateci un occhio.
* Trad: "Ehi, Malcom, ricordi quella ragazza?... Qual'era il nome? ...Angie!" "Angie?" "Sì, sì, ventuno, ventidue anni..." "Ah sì, bionda no?! Aneurisma cerebrale!?" "E' lei. Dannazione ragazzi, che peccato... voglio dire, le tette di quella tipa!" "Audaci, eh?!" "Che spreco" "Mai più visto nessuna come quella" "Già, ma non essere troppo pessimista, Malcom, c'è sempre speranza!"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 2 milioni e mezzo di dollari ed è stato girato a Salt Lake City (Utah) fra il 18 luglio e il 7 agosto 2005.
Si vocifera che per il film siano stati usati veri cadaveri. Molto poco credibile, la cosa pare più un gimmick per attirare il pubblico.
I titoli di testa appaiono dopo 8 minuti e mezzo dall'inizio del film.
Nel film si fa un grave errore storico geografico: gli Aztechi non stavano in Brasile ma in Messico!
In USA (non so se la cosa avviene anche in Italia) i cadaveri che vengono usati per le esercitazioni universitarie sono spediti da zone distanti almeno 500 miglia dal polo universitario, affinché a nessuno studente possa capitare di fare l'autopsia ad un conoscente.