TRAMA

L'astronauta Steven West (Alex Rebar) è l'unico superstite di una missione su Saturno. Le radiazioni lo hanno trasformato in un essere mostruoso con le carni che si sciolgono. L'unico modo di rigenerarsi è quello di mangiare carne umana. Scappato dall'ospedale, cercando di raggiungere la moglie, il Melting Man viene braccato dalle autorità.


L'UOMO DI CERA
titolo or.: The Incredible Melting Man - USA - 1977 - 84' - Col.

di William Sachs

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Che ci vanno a fare gli astronauti su Saturno visto che non si può atterrare? Pongono le basi per un horror squinternato.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Questa non è un'operazione brillante ed eroica. E' uno schifo di missione dover trovare un impasto di carne che assomiglia ad un uomo che non sai come affrontare"

Sorta di melting pot de Il primo uomo dello spazio (1959) incrociato con The Hideus Sun Demon (1959), sulla scia di horror-sci-fi basati sul concetto della mutazione per radiazioni cosmiche tipo L'Astronave Atomica del Dottor Quatermass (1955). Già il titolo, quello originale, si rifà a quegli anni. L'operazione però manca di nerbo e di soldi; per dare la misura dei limiti di budget basti pensare che non avendo abbastanza dollari per acquistare dei filmati astronomici di Saturno, si dovette ripiegare su filmati del Sole e della Luna da piazzare nelle scene in cui l'astronave Scorpio V orbita intorno al piabeta con gli anelli. La cosa è evidente e crea non poca confusione; fra l'altro perché non cambiare lo script e adattarlo alle radiazioni solari se si hanno solo i soldi per illustrare quelle? Assurdo per assurdo almeno sarebbe stato più coerente. Inoltre non è ben chiaro cosa dovrebbe fare una missione umana su Saturno dal momento che anche i bambini sanno che si tratta di un pianeta gassoso sul quale è impossibile atterrare. Chiaro che con queste premesse la missione si rivelerà uno sfacelo. L'Uomo di Cera è un B-movie dall'andamento discontinuo, che alterna momenti catatonici e insensati ad altri che dimostrano come il regista Sachs, volendo, sa fare bene (quest'ultima cosa non è però confermata dai successivi lavori del regista, tutte pellicole dimenticabili). Non è affatto male, ad esempio, la scena della testa che scorre nel fiume fino a cadere nella cascatella, non è male (ed è anche notevolmente trash) la corsa dell'infermiera corpulenta attraverso il lungo corridoio dell'ospedale, ed ovviamente non sono male i primi piani del povero astronauta che fila e fonde. Si distingue un finale particolarmente amaro in cui il nostro "eroe" viene letteralmente buttato nella spazzatura mentre una voce annuncia che sta per partire una seconda missione su Saturno, missione che non sarebbe decollata se avessero avuto il buon senso di chiedere a qualche bambino una consulenza scientifica. Nel complesso il Melting Man come mostro horror ha un suo buon potenziale ma il film che gli sta intorno non sa esaltarlo, ci sono stati mostri ben peggiori che hanno goduto, immeritatamente, di maggiori fortune. Qui ci vorrebbe un degno remake che ripristini il senso del giusto. L'appasionato ha di che divertirsi, il non appasionato ha di che annoiarsi.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

L'assietente alla regia, Don Walters, compare nel film nei panni del fotografo che inciampa nel cadavere del pescatore.

In una piccola scena compare il regista futuro vincitore di Oscar Jonathan Demme (Il Silenzio degli Innocenti, 1990) nei panni di una delle vittime del Melting Man.

Per ottenere l'effetto dell'uomo dicera, l'effettista Rick Baker modellò un casco a mo' di teschio in modo che si adattasse alla testa dell'attore Alex Rebar. Il casco fu dipinto color carne e coperto di una sostanza creata mischiando sciroppo e vernice. La sostanza doveva essere collocata addosso all'attore ad ogni ripresa e alla fine di ogni ripresa Alex Rebar era talmente inzuppato che doveva letteralmente scollarsi di dosso i vestiti.

Qualche notizia su Cheryl "Rainbeaux" Smith che nel film impersona la bella modella che viene obbligata a mostrare il seno. Nata il 6 giugno 1955 la ragazza divenne abbastanza famosa per diverse partecipazioni in B-movie, soprattutto negli anni '70. Il suo soprannome deriva dal locale di Los Angeles Rainbow Club che lei frequentava sovente anche per il fatto che suonava nella band femminile The Runaways. Cheryl però divenne eroinomane, cosa che fra l'altro per un motivo o per l'altro le procurò due soggiorni in prigione. L'eroina fu anche alla base dell'infezione da epatite che il 25 ottobre 2002 la portò alla morte.

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