TRAMA

Uno straniero bendato fa la sua comparsa in un'osteria, destando i sospetti degli avventori, soprattutto per i suoi modi sgarbati. Ben presto scopriranno che lo straniero è invisibile e anche incline ad azioni violente. L'uomo si chiama Jack Griffen (Claude Rains) ed è un chimico che facendo esperimenti con la monocaina ha scoperto l'effetto d'invisibilità ma ha trascurato un piccolo effetto secondario: la megalomania. Mosso da delirio di grandezza, l'uomo invisibile fa tutto ciò che vuole, in barba alla polizia che non riesce nemmeno a vederlo!


L'UOMO INVISIBILE
(titolo or.: The Invisible Man - USA - 1933 - 71min - B/N)

di James Whale

GENERE
HORROR - SCI-FI - THRILLER
IN BREVE
Commedia e dramma. Forse non sarà il più temibile mostro della Universal ma è già da un pezzo leggenda
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Potere ho detto! Potere di entrare nelle volte dorate delle nazioni, nei segreti dei re, nei sancta sanctorum. Il potere di fare gemere di terrore folle immense sfiorandole soltanto con le mie dita invisibili. Anche la luna avrà paura di me, morirà di paura! Il mondo intero morirà di paura!"

Tratto da "The Invisble Man" di H.G. Wells. Coloro che hanno letto anche il romanzo dicono che il film L'Uomo Invisibile rappresenti il felice e raro caso in cui una pellicola risulti migliore della fonte da cui si ispira. Lo script di R.C. Sheriff infatti, a detta degli stessi 'connaisseur', è meno legnoso e meno serioso del romanzo di Wells: in poche parole il film è più bello del libro (va da sé che Wells non fosse rimasto soddisfatto della riduzione cinematografica). Io che non ho letto il libro mi limito a riferire. Sta di fatto che il film, dopo un'apertura di grande effetto che vede il protagonista entrare tutto bardato nella locanda, inizia a mostrare la sua seconda facciata che è quella comica soprattutto veicolata dalla brava attrice Una O'Connor nei panni della locandiera; si tratta di una comicità semplice, parrochiale se messa a confronto con le sguaiatezze del cinema a noi contemporaneo. Eppure tale comicità è proprio stata una caratteristica del cinema del regista Whale che sembra abbia da sempre preferito L'Uomo Invisibile ad altri suoi film di maggior successo (Frankenstein, 1931; La moglie di Frankenstein, 1935); l'adattare il registro comico al tema drammatico e scientifico della faccienda come scritta da Wells pare essere però il maggior problema in termini di resa globale della pellicola, e probabilmente anche il fattore che ha portato lo scrittore a non apprezzare questa riduzione. Se da una parte si cerca di costruire una certa riflessione, come accadeva in Frankenstein, sull'uso incontrollato della scienza non regolata dalla ragione (e dalla fede) e quindi si pongono le basi del dramma e dell'orrore, dall'altra parte questi grandi momenti tragici (vedi deragliamento del treno) vengono inframezzati da siparietti e da battute salaci che sembrano mal conciliarsi con la tragicità del tutto. Whale stesso sembra trarre grande diletto dal dirigere le scene nelle quali l'uomo invisibile si aggira per il paese portando scompiglio, andando in bicicletta, rompendo finestre e facendo impazzire i poliziotti. Al fianco di situazioni in cui il temibile uomo invisibile si aggira in pigiama per casa (il che lo rende forse il mostro della Universal meno minaccioso in assoluto) ci sono sequenze memorabili come il primo disvelamente nella taverna in cui il protagonista, staccatosi letteralmente il naso e lanciatolo ad una marmaglia rabbiosa e spaventata, inizia a togliersi le fasce dal volto per rivelare che sotto non c'è proprio nulla! Si nota comunque una progressione della dimensione drammatica della pellicola che più prosegue nella narrazione e più diventa cupa, seguendo in pratica lo stato psicologico del protagonista che a causa della novocaina diviene progressivamente folle. Gli effetti speciali del film sono davvero ben fatti e anche se nessun effettista attuale farebbe l'errore di non mostrare il colletto interno della camicia nel caso di un uomo trasparente (...e poi facile, con la CG!) va detto che anche visto con occhio moderno, il lavoro degli effettisti fu incredibilmente notevole. Piaccia o meno, convinca o meno l'accostamento dramma-horror-comedy, L'Uomo Invisibile è già da un pezzo una pietra miliare della Universal e del cinema del fantastico. Da vedere.

Il personaggio dell'uomo invisibile tronerà in: Il ritorno dell'uomo invisibile (1940), La donna invisibile (1940), Joe l'inafferrabile (Invisible Agent, 1942), La rivincita dell'uomo invisibile (1944); questi della Universal e quindi da ritenersi i seguiti ortodossi. La Universal userà il personaggio in chiave comica con Il Cervello di Frankenstein (1948) e Gianni e Pinotto contro l'uomo invisibile (1954). Altri film da segnalare sono: Le avventure di un uomo invisibile (1992), L'uomo senza ombra (2000), La leggenda degli uomini straordinari (2003) ed il remake in lavorazione The Invisible Man (2010).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

La Universal voleva Boris Karloff come uomo invisibile ma il regista Whale cercava qualcuno con una voce più "intellettuale", per lui l'unico davvero valido era Claude Rains.

Per ottenere l'effetto di trasparenza nel momento in cui l'uomo invisibile si toglie le bende, il regista e Rains si vestirono completamente in velluto nero e Whale filmò Rains di fronte a uno sfondo di velluto nero.

La sorella di Rains racconta, negli extra del DVD, che anni dopo che il film era stato fatto, lei e Claude andarono al cinema a vedere proprio questo film. Siccome nella sala faceva un freddo becco, Claude si coprì con cappello e sciarpa. Quando passò la maschera per vendere i biglietti, quella riconobbe l'attore dalla voce e gli lasciò i biglietti gratis.

Anche se in genere sotto le bende c'era sempre Claude Rains, in alcune scene si usò una controfigura. Per esempio nelle scene all'osteria. Fra le altre cose lo si capisce dal fatto che la controfigura era più alta. I dialoghi dell'attore vennero pre o post-registrati e aggiunti successivamente.

Benché sia il protagonista del film e appaia nel 95% di tutte le scene, il vero volto di Claude Rains si vede solo all'ultimo minuto.

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