TRAMA

Dopo la morte del fratello, Larry Talbot (Lon Chaney Jr.) torna al suo paesello. Talbot, in compagnia di Jenny (Fay Helm) la bella del posto Gwen (Evelyn Ankers), visita un campo di zingari. Poco dopo Jenny subisce l'aggressione da parte di Bela (Bela Lugosi), zingaro tramutatosi in lupo mannaro. Talbot nel difendere Jenny viene morsicato dal licantropo e la vecchia madre di Bela gli dice che presto anche lui si trasformerà. Talbot confessa il fattaccio all'incredulo padre John (Claude Rains) che finirà per scontrarsi con il proprio figlio trasformatosi in lupo.


L'UOMO LUPO
(titolo or.: The Wolf Man - USA - 1941 - 70min - B/N)

di George Waggner

GENERE
HORROR - GOTHIC
IN BREVE
Ambienti belli e buona recitazione. Qualche leggerezza, ma un classico è sempre un classico.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Anche l'uomo cha ha puro il suo cuore e ogni giorno si raccoglie in preghiera / può diventare lupo se fiorisce l'acconito e la luna piena splende la sera"

Grande successo degli anni '40 per la Universal, ennesimo mostro da storia del cinema dopo Dracula (1931), Frankenstein (1931) e La Mummia (1932); a differenza dei primi due, però, si avevano poche fonti per ispirarsi, a parte un film con un licantropo mansueto noto in italia come Il segreto del Tibet (Werewolf of London, 1935), pellicola che verrà ripresa decadi dopo per Wolf - la belva è fuori (1994). Insomma, gli elementi validi per poter trarre una storia nuova erano più che altro nascosti nella mitologia dell'Europa orientale. Curt Siodmak trasse spunto da tali miti ma soprattutto inventò di sana pianta e sorprende come il pubblico abbia accettato tutto come se si trattasse di vero folklore al punto di innalzare il licantropo a mito e dare così la possibilità alla major d'innescare una serie di sequels e film correlati. L'uomo lupo incarna la dicotomia che è possibile rintracciare in Jekill e Hyde, cioé l'eterna lotta fra la parte morale della personalità e quella più bestiale e legata all'istinto. A questo livello, nel film si rende bene il senso di scompenso psicologico che vive Talbot, uomo educato e di classe, nel momento in cui capisce che da lì a poco perderà tutta la sua flemma inglese e inizierà a razzolare per boschi nebbiosi in cerca di sangue. Ci si può addentrare in altre interpretazioni che prendono in esame il sesso, se s'intende la licantropia come l'espressione diretta di istinti repressi; quest'ottica sarà poi quella di Licantropia Evolution (Ginger Snaps, 2000). Se poi vogliamo dare retta allo sceneggiatore Siodmak, tutto il film è una rilettura personale del nazismo. In ogni caso la psicologia del duale che sta dietro al protagonista aggiunge spessore ad una pellicola che era nata per essere un b-movie, ma che nei risultati b-movie non è. Benché non curato come i primi due film di Frankenstein (quello sopra citato e La Moglie di Frankenstein, 1935), L'Uomo Lupo ha un suo charm derivante dall'ottimo uso degli spazi e delle scenografie, magistralmente filmate e "vestite" da una nebbia elegante e mai invadente come spesso si è visto in altre pellicole più moderne. Gotico per le atmosfere tetre e malinconiche che partecipano al dramma narrato, il film trasmette in pieno il senso di pericolo imminente, questo nonostante alcune leggerezze nei dialoghi e nella storia; bravi comunque gli attori, soprattutto Rains. Il trucco del licantropo non convince a pieno, pare più una pecora, ma occorre avere un pizzico di clemenza dati i mezzi del tempo (si usò pelo di yak!) e viste le imposizioni della censura che ordinò un mostro non troppo ferino e inquietante. Concludendo: L'Uomo Lupo, che piaccia o meno, è un altro classico da non perdere e se non così eccelso per l'acquisto, rimane un must vederlo.

Remeccato nel 2010 come The Wolfman.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, girato negli Universal Studios in California, costò circa 180.000 dollari.

Questo film era stato progettato come un'altra pellicola che potesse veicolare il successo di Boris Karloff.

Si diceva che la filastrocca citata nel film (quella che io riporto ne "La Frase dal Film") fosse veramente d'origine gitana. L'originale inglese è: "Even a man who is pure at heart, and says his prayers by night, may become a wolf when the wolfbane blooms and the autumn moon is bright" Lo sceneggiatore Siodmak disse che semplicemente se l'era inventata lui. La frase ebbe un certo successo e fu citata in ogni film della Universal che trattava dell'Uomo Lupo, compreso Van Helsing (2004). In quest'ultimo film, nella versione originale, il testo è stato un po' rimaneggiato: "The moon is shining bright." al posto di "The autumn moon is bright".

La prima trasformazione avviene con Talbot in canotta (benché mentre vagava fosse vestito con una maglietta nera). Si vede solo la trasformazione dei piedi realizzata in sei riprese in dissolvenza incrociata. La seconda trasformazione è stata fatta in 12 riprese e si tratta ancora solo dei piedi. La terza, quella al volto, fu compiuta in 17 riprese.

Fu girata una scena in cui l'Uomo Lupo lottava con un orso ma durante le riprese l'orso scappò per tutto il set. Le poche scene catturate furono usate per il trailer.

Il bastone con la testa di lupo, l'unico oggetto di scena sopravvissuto, è attualmente proprietà dell'archivista Bob Burns. Quest'ultimo, che al tempo era solo un ragazzino, ricevette l'oggetto dall'uomo che al tempo lo costruì, ovvero lo scenografo effettista Ellis Burman.

Il volto del lupo fatto in argento come impugnatura del bastone, in verità era fatto di gomma vulcanizzata in modo che nessuno del cast si potesse ferire nelle scene in cui si utilizzava il bastone.

Maria Ouspenskaya, che nel film interpreta la vecchia zingara, aveva al tempo solo sei anni in più di Bela Lugosi, che nel film sarebbe suo figlio.

Lo script di questo film fu, in effetti, influenzato dall'esperienza dello stesso Siodmak durante la Seconda Guerra Mondiale. Siodmak viveva una vita tranquilla in Germania finché i Nazisti non gettarono lo stato nel caos, rovinando la vita di Siodmak (e di qualche altro milione di persone). Nello stesso modo il protagonista del film Talbot passa da una vita serena al caos più totale nel momento in cui si trasforma in licantropo. Lo stesso Uomo Lupo può essere visto come una metafora del nazismo: un uomo buono si trasforma in un vizioso animale omicida che conosce l'identità della propria vittima in base ad una stella che vede sul corpo di quella.

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