La Frase dal Film:
"Most spirits are honest, gentle and kind, and only want to bring happiness to humans. But a few are evil and, having been wicked in life, are wicked in death, and only haunt the scenes of desperate crimes, reveling in murder"*
B-movie ben poco interessante. D'altronde che diavolo di orrore si può provare per una scimmia e per Lugosi con l'attaccatura bassa e la barba che dovrebbe farlo assomigliare ad un pitecantropo? Lugosi finisce nell'ennesima pellicola low-budget che è una delle molte che l'ha visto protagonista negli anni '40, il film viene prodotto da Sam Katzman della Monogram che è stato un altro drago della serie B e dietro la mdp viene messo William Beaudine che ha filmato chicche quali Bela Lugosi Meets a Brooklyn Gorilla (1952), Billy the Kid Versus Dracula (1965) e Jesse James Meets Frankenstein’s Daughter (1965). L'ispirazione viene da The Ape (1940) altra vecchia pellicola assai poco esaltante con Karloff nei panni di una scimmia che uccide per il preziosissimo fluido spinale. Il plot quindi è molto simile ma qui viene aggiunto un tono melodrammatico particolarmente ostico da metabolizzare. Di fatto, data la similitudine fra i de uomini scimmia e il liquido spinale come panacea, i due film sono sovente stati considerati erroneamente legati, cioé The Ape Man sequel del precedente. Ma questo non è il problema più grave per un film che vede come protagonista un Lugosi di basso livello che si aggira per le strade un po' ricurvo imitando malamente le movenze delle scimmie, indossando un trucco minimale e del tutto non orrorifico, anche per i tempi. Peggio va all'attore Emil Van Horn che deve vestire i panni dello scimmione amico del dottor James Brewster. La regia di Beaudine viene riassunta molto bene dal soprannome che il regista si conquistò per la sua tendenza alla massimizzazione dei tempi produttivi: One-Shot, come dire "buona la prima". Beaudine riprende il film piazzando la telecamera e, probabilmente, andandosene a bere un coffee, quindi segue un montaggio del tutto inconsapevole del concetto di dinamicità che fa dei 64 minuti complessivi un tour de force di noia. Nulla di buono neppure riguardo la fotografia. Gli unici cenni di vita provengono dalla relazione comica fra il reporter e la fotografa. Trucissimo il finale che vede un reporter ammettere con espressione molto poco intelligente che tutta la storia se l'è inventata lui, dimostrando che lo stesso film non si prende sul serio. Alla fine del film salta fuori una scritta che incita gli americani a comprare francobolli di guerra e obbligazioni per finanziare le truppe impegnate nella Seconda Guerra Mondiale; almeno questo ha un qualche valore storico e mi è parso più interessante del film finito di vedere un secondo prima. Sconsigliato.
Nel seguito, Return of the Ape Man (1944), che non ha molto continuità con questo film, Lugosi trapianterà il cervello di un collega in quello di una scimmia presistorica riportata in vita.
* Trad: "La maggior parte degli spiriti sono onesti, gentili e benevoli, e vogliono solo portare felicità agli esseri umani. Ma alcuni sono malvagi e, essendo stati cattivi in vita, sono cattivi anche nella morte e l'unica cosa che fanno è infestare la scena di crimini disperati, gozzovigliando negli omicidi"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Girato in 16 giorni, a partire dal 16 dicembre 1942.