La Frase dal Film:
"La prima cosa che farei è proporre un coprifuoco dalle 9 per tutte le adolescenti. Tappate dentro casa! Restare al sicuro!" "Restare vergini!" "Temo che per questo sia un po' tardi"
Nel 1998 Urban Legend cercò di portare una ventata di freschezza nel genere slasher innestando ad esso la ricca e spesso sinistra aneddotica legata alle leggende urbane. Il risultato fu fiacco e il successo del film alquanto modesto. Due anni dopo il primo sequel e nel 2005, direttamente per il video, questo Urban Legend 3 che cerca di dare vigore ad un tema che già da un pezzo aveva dimostrato i propri limiti. Oltretutto questo terzo capitolo taglia i ponti con i film precenedenti benché si possa supporre che il personaggio di Grace fosse stato pensato per Loretta Divine che era il personaggio di collegamento nelle precedenti pellicole. Alla regia Mary Lambert una delle poche registe che si sono cimentate con l'horror, la stessa Lambert che alla fine degli anni '80 si era fatta notare con Cimitero Vivente (1989) facendo pensare ai fans del genere che potesse essere un'interessante promessa nel panorama del cinema di paura mentre invece con il tempo il fenomeno Lambert si è dimostrato valido solo in campo televisivo e per alcuni video musicali. Rispetto ai precedenti capitoli, per Urban Legend 3 si tenta la strada paranormale, mischiando cose già viste in Candyman (1992), vedi il nominare il nome dello spettro allo specchio, e suggestioni da J-horror, con lo spirito di Bloody Mary che striscia fuori dal letto con il capello lungo per poi approdare verso alla fine a soluzioni effettistiche che ricordano L'Esorcista (1973). Vedi ultima immagine a sinistra per un esempio. L'impianto da ghost story snatura un po' lo slasher in senso stretto, cioé qui non c'è nessuna identità colpevole da svelare, e in più la presenza del fantasma non va ad aggiungere il fattore paura che ci si sarebbe aspettati, a parte qualche apparizione qua e là. Non resta che divertirsi con gli omicidi offerti ma anche in questo caso non così originali: unica sequenza mirabile quella con una scosciata Audra Lea Keener che si sveglia e si va a schiacciare un brufolo allo specchio: il brufolo si rivelerà una sacca di uova di ragni che inizieranno ad uscirle dalla guancia per diffondersi su tutto il corpo. A dirsi è parecchio schifoso e pure a vedersi! A parte questa specifica sequenza Urban Legend 3 non offre molto altro tranne uno svago disimpegnato. Essendo slegato dai due precedenti capitoli, coloro che hanno visto il film del 1998 e del 2000 possono benissimo evitare di vedere questo film della Lambert che non va a sviluppare nessun tipo di saga e, per lo stesso motivo, coloro che non avessero visto le pellicole precedenti possono tranquillamente vedere Urban Legend 3 senza il timore di trovarsi davanti ad una storia incomprensibile. Sconsigliarlo sembra eccessivo, consigliarlo sarebbe assurdo: diciamo che se ci inciampate in mezzo non vi farete gran male.
Preceduto da Urban Legend (1998) e Urban Legend: Final Cut (2000).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 3 milioni e mezzo di dollari ed è stato girato fra il 20 novembre 2004 e il 16 dicembre dello stesso anno a Salt Lake City (Utah).
Nel film si fa riferimento al Rohypnol come alla droga dello stupro. Giusto. Quello che non è corretto è che lo si citi nel 1969 mentre il Rohypnol fu sviluppato negli anni '70 ed entrò in commercio negli USA negli anni '80.
Il film erotico che Buck Jacoby, nel film Michael Coe, guarda nel motel contiene una sequenza presa da Urban Legend: Final Cut nella quale Amy sognava di fare sesso con Trevor.