TRAMA

A Parigi delle ragazze spariscono e vengono poi ritrovate morte e dissanguate. Il giornalista Pierre Lantin (Dario Michaelis) cerca di andare a fondo nella vicenda visto che la polizia non sa che fare, inolre la sua nuova fiamma, Lauretta, sparisce senza lasciare traccia. Tutti gli indizi sembrano portare alla casa/castello della baronessa du Grand, una vecchia che da anni non mostra più il suo volto. Qui soggiorna anche Giselle (Gianna Maria Canale), la bella nipote dell'anziana nobile. Giselle è innamoratissima di Pierre come la baronessa lo fu, al tempo, del padre del giornalista. Ma cosa accade veramente in quel castello?


I VAMPIRI
Italia - 1957 - 85min - b/n

di Riccardo Freda e Mario Bava

GENERE
GOTHIC HORROR
IN BREVE
Un gotico come tanti (?) ma soprattutto il primo horror italiano
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

LA FRASE dal film: " 'Dominerò L'Inferno'. Un motto alquanto strano!"

"Eravamo nello studio di Donati e Carpentieri, stavamo pensando qualche soggetto da realizzare, e io buttai lì l'idea di fare un film dell'orrore. Mi chiesero se avevo già qualcosa di pronto. Io dissi di no, ma che potevo farlo in un giorno. E così arrivai con il soggetto, che non avevo portato scritto ma inciso su magnetofono. Facevo anche i rumori, tipo lo scricchiolio della porta, era molto divertente. [...] ero disponibile a girarlo in una decina di giorni purché l'operatore fosse Bava e lo scenografo Beni Montresor."* ...e Freda 'inventa' il primo film horror italiano (escluso Il mostro di Frankestein [1920] di Eugenio Testa, di cui nessuno ha visto nulla) dopo che, in tutto lo stivale, erano stati banditi gli horror fino alla prima metà degli anni '50. La sua importanza storica è ovviamente capitale per il cinema italiano, più per le influenze che eserciterà sui film successivi che per meriti artistici intrinsechi. I Vampiri è un film gotico di grande effetto con alcuni toni patetici (o meglio melodrammatici) nei dialoghi e nella recitazione, ma non dimentichiamoci che siamo nel 1957; più che la trama, non poi così originale (l'idea di base si rifà alla soria della Bathory) e l'atmosfera gotica (scelta obbligata in quegli anni) andrebbero notate le qualità tecniche. Il budget era limitato, tanto che nei patti il film si sarebbe dovuto finire in due settimane (ci metteranno 12 giorni), ma il lavoro di Mario Bava alla fotografia e agli effetti speciali è davvero notevole. La cosa più rimarchevole riguardo agli SFX è la transizione/trasformazione del volto della baronessa, "importata" da Bava dal film Il dottor Jekyll (1932) di Rouben Mamoulian. La scelta di Freda di avere nel cast la Gianna Maria Canale si è rivelata una mossa vincente: la donna, con il suo sguardo magnetico e la sua bellezza (nonché la sua bravura) ruba la scena un po' a tutti, compreso il giornalista che sembra imbalsamato. Alcuni hanno voluto leggere nella rivalità e/o ostilità fra la polizia e il giornalista Pierre uno spunto che verrà sviluppato nella sua completezza solamente tredici anni dopo da Argento nei suoi giallos. Fondamento del gotico italico che ebbe minor fortuna di quanto ne avesse il gotico all'estero, I Vampiri contiene tutte le suggestioni orrorifiche (ragnatele, grate, prigioni, magia, ...) provenienti dalle produzioni USA degli anni Quaranta; solo anni dopo, con il successo delle produzioni della Hammer in UK, questo film di Freda venne rivalutato a dovere. Peccato che i produttori Ermanno Donati e Luigi Carpentieri, non fidandosi completamente delle atmosfere dell'horror, abbiano portato Freda ad abbandonare il set. I due vollero aggiungere la parte poliziesca ed un lieto fine, mentre Freda non era d'accordo. Ci penserà Bava: "Freda litigò con i produttori dopo dieci giorni di malintesi. Aveva promesso di girare tutto il film in due settimane. Così, fui costretto a completarlo io, in due giorni!"* Tutto sommato, visti i risultati, va bene così. Un film che tutti gli italiani appassionati di cinema dovrebbero guardare, un must per gli appassionati di horror. Godibile anche per il mainstream, se riescono a non abbioccarsi dopo 5 minuti solo perché la pellicola è in bianco e nero.

*in Giusti, Stracult - dizionario dei film italiani, Frassinelli, 2004; p.906

Noto all'estero come Evil's Commandment, Lust of the Vampire (USA), The Devil's Commandment (USA), The Vampires, Les Vampires (Francia).