TRAMA

Il bravo dottore Lloyd Clayton (George Zucco) ha da poco ucciso Elwyn, il fratello malvagio (sempre Zucco), ma Zolaee (Dwight Frye) esuma il suo padrone ed Elwyn resuscita come vampiro. Si sa, con le arti magiche questo ed altro. Elwyn prende di mira la bella nipote Gayle (Mary Carlisle). A fermarlo ci pensa ancora Lloyd e il fidanzato di Mary.


IL VAMPIRO
titolo or.: Dead Men Walk - USA - 1943 - 64' - b/n

di Sam Newfield

GENERE
HORROR
IN BREVE
Vampiro + doppelgänger. Tutto sulle spalle del povero Zucco che fa quel che si può all'interno di una produzione low-budget.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Filmetto della PRC realizzato dal più prolifico regista della storia del cinema, quel Newfield che girò più di 270 film, dall'era del muto al 1951. Sulla qualità di quei 270 film si potrebbe aprire un dibattito ma non servono troppe parole per inquadrare Dead Men Walk, il cui titolo farebbe pensare ad un proto-zombie-movie, mentre invece si tratta di una delle tante rispolverate al mito del vampiro. Qui con qualche variazione. Infatti si potrebbe quasi dire che Dead Men Walk sia piuttosto una variazione sul Dr. Jekyll e Mr. Hyde con pesanti innesti di vampirismo. Sia quel che sia, Il Vampiro è soprattutto un film low-budget probabilmente girato in pochissimi giorni e cucito addosso alla capacità di Zucco di gestire due ruoli antitetici e, contemporaneamente, di trascinare tutto il resto del cast e del film. Il problema è che Zucco non era un attore di livello tale da poter sopportare tutto un film sulle proprie spalle (cosa che comunque non dovrebbe mai accadere) e sebbene riesca a gestire benissimo il doppio ruolo del malvagio Elwyn e del positivo Lloyd, non ha il carisma per poter salvare tutto un film che, a parte lui, vede recitare con impegno solo Dwight Frye, qui in una parte simile a quella di Renfield che lo aveva reso famoso in Dracula (1931). Nei panni della donna in pericolo la bella e stanca Mary Carlisle, talmente stanca di fare la bella donna in pericolo che, dopo questo film, chiuderà baracca e burattini a 31 anni per dedicarsi al lavoro di ricca mogliettina dell'attore-produttore James Blakeley. Il film, con un budget ridotto a disposizione e con un manipolo di attori che fanno quello che possono (o che vogliono), si riduce ad un minestrone di clichés horror, fra magia nera, immortalità legata al succhiamento di sangue, pisoli nella bara durante il giorno, immunità ai proiettili ma non ai crocifissi, donne matte che sanno tutto ma alle quali non crede nessuno, peasani adirati con forcone alla mano. La fotografia non è male ma la regia di Newfield è troppo statica per trasmettere la drammaticità che la storia dovrebbe elicitare. E' pur sempre un film del '43 della PRC e, dopotutto, non ci si aspettava nulla di trascendentale. Per chi non riesce a prendere sonno.

eXXagon fecit MMIX