La Frase dal Film:
"C'è un lato positivo della morte?"
"Sì, è solo più difficile
vederlo"
Due aggettivi: frainteso e ostentato. Spiego.
Supponete di voler andare a magiarvi una succulenta fiorentina
e di finire, per puro caso, a trovarvi in bocca un BigMac.
Il problema non è tanto se sia meglio la bistecca
al sangue o l'hamburger (dipenede dalle circostanze), il
danno si ha nel momento in cui ci si trovi a mangiare una
cosa al posto di quello che si sarebbe voluto. E' un esempio
del cacchio, lo so. Quello che voglio dire è che
se siete legati ad uno stile di gotico classico ed in quell'atmosfera
amate proiettare personaggi quali Dracula, il mostro di
Frankenstein, l'Uomo Lupo e compagnia bella, difficilmente
potrete essere clementi verso questo rutilante film di Sommers
che fa dell'action e della CG il suo punto di forza perdendosi
l'inquietudine gotica alle spalle. L'horror-action con abbondante
uso di sfx digitali è un genere relativamente nuovo
a cui il pubblico di "afecionados della paura"
deve ancora abituarsi e tale pubblico tende ancora a porre
dei paralleli fra film e film, fra genere e genere che forse
non andrebbero posti, oppure posti con più cautela.
In caso contrario l'horror-action sembrerà sempre
una baracconata infantile. Van Helsing parte già
di per sé da premesse inverosimili ed eccessive:
riunire in un'unica pellicola il gotha dei vecchi mostri
della Universal (tranne l'Uomo Invisibile). Ci si era già
provato ai tempi (Frankenstein contro l'uomo lupo,
1943; Al di là del Mistero, 1944) ma mai nessuno si era spinto a mettere contemporaneamente
davanti alla mdp Dracula, L'Uomo Lupo, il Mostro di Frankenstein,
Igor, Van Helsing, e altre amenità, ivi compreso
Mr. Hyde che, scorrazzando su Notre Dame, rammenta pure
il noto Gobbo. Insomma, una Greatest Hits o, come direbbe
Verdone, "un Macielllo!". Però, quando
ai tempi Indiana Jones andava sulle montagne russe dentro
il Tempio Maledetto (1984), o quando volava giù da
un eareo su un gommone giallo, nessuno si lamentava, anzi.
Forse perché il Tenerone ci insegnava ad essere più
tolleranti! Credo che il segreto stia tutto nel recuperare
il lato "anabolico" della nostra fantasia che
sa, per natura, abbandonarsi all'eccesso inverosimile e
un po' stupido, divertendosi. Non voglio difendere a spada
tratta Van Helsing, anche perché la pellicola
di Sommers ha più di un difetto: sopra ogni altro
la sceneggiatura basic fatta di frasi ad effetto e scambi
di battute più o meno riuscite. Però il regista
lo conosciamo (Deep Rising,
1998; La Mummia, 1999; La Mummia - Il ritorno,
2001) e sappiamo che il suo modo di fare cinema è
tale per cui si viene a creare un mondo in bilico fra violenza
e valori, eccessivo e divertente, ma soprattutto visivamente
accattivante. E' paradossale come il pubblico mainstream,
cioé quello che in genere ha meno cultura cinematografica,
continui a vedere la presenza di effetti speciali all'interno
dei film come un elemento negativo, una specie di peccato
mortale che andrebbe ad inficiare il valore artistico del
fare cinema, di cui però non capiscono granché
visto che vivono il cinema come puro intrattenimento. Un
po' come dire: "Fammi sognare ma non troppo".
E' una posizione "colta", questa, che in Italia
ha uno stuolo di sostenitori (e lasciamo perdere i sottesi
politici) che riescono ad arrivare a compromessi con l'effetto
speciale solo se fatto artigianalmente, come se la prostetica
fosse un non-effetto (o meglio un qualcosa fatto a mano
e quindi pregevole) mentre il computer e i suoi derivati
fossero degli strumenti freddi e impersonali. Balle, gente,
balle enormi: chiunque abbia trattato con la computer grafica
a svariati livelli (vettoriale, fotoritocco, 3d) potrà
dirvi di quanta creatività, impegno ed arte si tratti.
La CG ha un sacco di "calore umano", tanto quanto
la pittura su tela, solo che utilizza altri mezzi, ma è
difficile che lo capiscano coloro che hanno difficoltà
a spedire una email. E' grazie a queste persone che il cinema
del fantastico in Italia è colato a picco ed è
grazie ai loro giudizi che i produttori non hanno più
sganciato un soldo se non per pellicoline in cui i protagonisti
sono reciclati dalla tv. Ma è anche umanamente comprensibile
che l'illimitato oceano della fantasia possa far sentire
a disagio e sperduto l'essere umano legato agli schemi.
Ma supponiamo che il problema di Van Helsing non sia tanto
l'uso della CG ma lo "smodato" uso della CG che
soppianta altri elementi ritenuti necessari. Il problema,
in questo caso, sta alla fonte: che cosa per il regista
Sommers è necessario? A me pare ovvio che l'indole
artistica di Sommers sia fatta di azione, fuoco e scintille,
di sogni oscuri in cui non è tanto la paura a dover
essere incisiva, bensì l'accumulo visivo, la spettacolarizzazione
dell'orrore ed il tramutarsi di esso in divertimento. Perciò,
tornando all'esempio balorodo con cui ho iniziato questa
strana recensione, direi che l'hamburger "Van Helsing"
sarà tanto buono quanto voi sarete stati consapevoli
di entrare in un fast food e non in un ristorante di specialità
tipiche. Dopodiché rimane il sentire soggettivo che
ci fa dire che una cosa ci è piaciuta e l'altra meno,
che ad alcuni l'hamburger fa vomitare mentre ad altri il
bisteccone nausea. Nel suo genere (l'horror-action) Van
Helsing è oggettivamente un buon film, accattivante,
dinamico, tecnicamente curato, con degli interpreti azzeccati
(anche se la bella Beckinsale l'ho trovata sotto tono) e
con degli effetti speciali sorprendenti. Forse un po' più
di horror cattivello non avrebbe guastato, ma Sommers sa
comunque il fatto suo. E l'ostenta. Vedere questo film o
no? Comprarlo o meno? La soluzione ce la insegna Ockham
con il suo rasoio, per cui la risposta giusta è quella
più semplice: vi piacciono gli effetti speciali nei
film? Se la risposta è sì, non perdetevi Van
Helsing.
Seguito da Van Helsing: The London
Assignment (2004), film di animazione direct-to-video.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Le riprese di questo film, costato circa
148 milioni di dollari, iniziarono nel gennaio 2003 e terminarono
nel giugno dello stesso anno. Queste le locations: Praga,
Città del Vaticano, Downey Studios - 12214 Lakewood
Boulevard (Rockwell Defense Plant - Bellflower & Imperial
Highway, Downey, California), Frazier Park (California),
Griffith Park (Los Angeles, California), Infinite Horizon
Studios (Orlando, Florida), Paramount Ranch (Agoura, California),
Parigi, Universal Studios (Orlando, Florida), Universal
Studios (Universal City, California).
All'inizio del film il logo della Universal
diventa bianco e nero e prende fuoco dissolvendosi in una
torcia tenuta in mano da un arrabbiatissimo paesano. Non
compaiono titoli di testa, neppure il titolo del film; questi
appaiono solo nei credits finali.
Il film è dedicato al padre del
regista.
Il film inizialmente (nel 1994) era stato
pensato come il sequel diretto di Dracula
del 1922, con Anthony Hopkins nel ruolo del conte.
Hugh Jackman, nel film, indossa delle extensions
ai capelli.
Alcune scene del film X-Men 2
(2003) furono girate mentre Hugh Jackman si prendeva qualche
giorno di pausa dalle riprese di Van Helsing.
Il regista disse di aver deciso di cambiare
il nome del protagonista da Abraham Van Helsing (come risultava
dal film del 1922) a Gabriel Van Helsing, perché
non intendeva avere il protagonista del film con un nome
come Abraham. Lo scrittore Bram Stocker, che scrisse Dracula,
creò quel personaggio dandogli il suo nome, infatti
Bram è il diminutivo di Abraham.
Il ruolo di Igor fu scritto specificatamente
per Kevin J. O'Connor, amico e collaboratore del regista
Sommers.
La sequenza iniziale ricorda la scena originale
di Frankenstein del 1931
in cui il mostro viene portato alla vita, finché
almeno non appare Dracula.
I contenitori in cui vennero messe le pizze
poi distribuite nei cinema, riportavano l'etichetta "The
Vatican Detective".
Il laboratorio di Frankenstein fu arredato
con strumenti medici d'epoca acquistati su eBay.
Van Helsing è palesemente
un omaggio ai mostri della Universal creati fra gli anni
'30 e '40, mentre l'inserimento di Mr. Hyde è una
stranezza, dal momento che tale personaggio fu sfruttato
inizialmente dalla rivale MGM. Tuttavia nel 1953, la Universal
inserì quel mostro nella commedia Gianni e Pinotto
contro il dr. Jekyll (Abbott and Costello Meet
Dr. Jekyll and Mr. Hyde).
Gli aiutanti di Dracula, i Duerghi, sarebbero
trolls appartenenti al folklore tedesco.
La scena in cui Dracula impugna la croce
che prende fuoco è pressoché identica ad una
scena visibile nel Dracula del 1979.
La locations in cui Van Helsing e Anna
combattono contro le tre mogli di Dracula, è il medesimo
luogo in cui fu filmato Frankenstein
(1931), Dracula (1931) e L'Uomo
Lupo (1941). Il posto è chiamato "La Corte
dei Miracoli" ed è visibile nel tour guidato
agli Universal Studios di Hollywood.
Il personaggio interpretato da David Wenham,
cioé Carl, prende il nome da Carl Laemmle, il boss
della Universal ai tempi in cui furono creati Dracula, Frankenstein
e L'uomo Lupo.
Questo è il primo film, al di là
della trilogia de Il Signore degli Anelli, ad aver
usato il software Massive, sviluppato appostitamente per
la produzione del film girato da Peter Jackson. Il Massive
crea e gestisce scene in cui vi sono "presenze numerose"
(che siano uomini, mostri, animali).
La cittadina transilvana sarebbe stata
la location principale per un serial tv. Secondo i produttori
era troppo ben fatta per demolirla dopo la produzione di
Van Helsing.
La vendita dei DVD in Nord America portò,
solo nella prima settimana, 65 milioni di dollari, cioé
più della metà di quelli che erano stati gli
incassi al botteghino.
Ci sono tre scene ben distinte in cui un
licantropo cade dall'alto nell'acqua sottostante, producendo
uno "splash" leggero ma udibile. Queste tre scene
sono dei simpatici richiami a Wile E. Coyote.
Carl (David Wenham) sostiene che lui non
deve rispettare il voto di castità perché
è un frate e non un monaco. Ma i frati prendono gli
stessi voti dei monaci (povertà, castità,
...) solo che i monaci stanno nei monasteri mentre i frati
no.
Nel film si vede una mappa che mostra il
percorso che la carrozza compie dai Carpazi a Budapest e
la traiettoria mira a sud, mentre in verità quella
città sta a ovest rispetto ai Carpazi.
Dracula cita Istanbul. Tuttavia quel nome
non fu usato fino al 1923 quando l'Impero Ottomano crollò
e nacque la Turchia. Fino ad allora Istanbul si chiamava
Costantinopoli e solo dagli anni '60 appare il nome Istanbul
sulle mappe occidentali. Alcune mappe greche riportano ancora
il nome Costantinopoli.
Pochi secondi prima di cadere nel pozzo
sottostante il mulino incendiato, Anna (Kate Beckinsale)
si beve una sorsata d'assenzio. Ora, chiunque abbia provato
a bere l'assenzio, sa che è impossibile "buttarlo
giù" senza avere degli effetti collaterali,
se non altro a livello dell'espressione del viso. Tenete
conto che l'assenzio fa 75°!
Nell'ultima scena Van Helsing guarda il
mare e vede il sole tramonatare; nella scena successiva
cavalca nella direzione opposta al mare e ha ancora di fronte
il tramonto!
Ai tempi in cui si svolgono i fatti narrati
nel film, la Transilvania non apparteneva alla Romania ma
all'Ungheria; fu annessa alla Romania solo nel 1920.
L'ultima scena girata dall'attore Will
Kemp (Velkan) è quella della sua morte, scena girata
al Griffith Park di Los Angeles. Nella scena si vede Velkan
appoggiato ad una roccia. Ciò che la crew non sapeva
è che in quell'area c'erano una sacco di ragni e,
quando l'attore completò la scena e tornò
a casa, si trovò la schiena e le braccia piene di
morsi di ragni.
Una delle scene finali vede Van Helsing
trasformarsi da licantropo a uomo. Questa sarebbe dovuta
essere una scena di nudo per Hugh Jackman. Il regista, però,
pensò che la nudità dell'attore avrebbe distratto
il pubblico non permettendogli di concentrarsi sul momento
drammatico. La scena in effetti fu girata con l'attore nudo
ma in post produzione venne coperto nelle parti basse tramite
la computer grafica.