TRAMA

Il cacciatore di mostri Van Helsing (Hugh Jackman) ed il suo fido asistente Carl (David Wenham) si recano in Transilvania per scontrarsi con Dracula (Richard Roxburgh), le sue mogli e i licantropi. In questo saranno affiancati da Anna Valerious (Kate Beckinsale) che ha tutto l'interesse a sconfiggere il Conte dal momento che la morte di questo garantirebbe alla sua famiglia l'entrata in Paradiso. Van Helsing scoprirà anche che Dracula sta macchinando per far nascere miriadi di figli e per questo gli servirà il segreto della vita nascosto nel corpo del mostro di Frankenstein (Shuler Hensley).


VAN HELSING
(titolo or.: Van Helsing - USA/RepCECA - 2004 - 132min - Colore)

di Stephen Sommers

GENERE
HORROR - ACTION - THRILLER
IN BREVE
Ostentato, rutilante e divertente. La telecamera non sta mai ferma, quindi dipende quanto voi, da bambini, amavate volare sempre più su quando andavate in altalena...Metaforico... :-)
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "C'è un lato positivo della morte?" "Sì, è solo più difficile vederlo"

Due aggettivi: frainteso e ostentato. Spiego. Supponete di voler andare a magiarvi una succulenta fiorentina e di finire, per puro caso, a trovarvi in bocca un BigMac. Il problema non è tanto se sia meglio la bistecca al sangue o l'hamburger (dipenede dalle circostanze), il danno si ha nel momento in cui ci si trovi a mangiare una cosa al posto di quello che si sarebbe voluto. E' un esempio del cacchio, lo so. Quello che voglio dire è che se siete legati ad uno stile di gotico classico ed in quell'atmosfera amate proiettare personaggi quali Dracula, il mostro di Frankenstein, l'Uomo Lupo e compagnia bella, difficilmente potrete essere clementi verso questo rutilante film di Sommers che fa dell'action e della CG il suo punto di forza perdendosi l'inquietudine gotica alle spalle. L'horror-action con abbondante uso di sfx digitali è un genere relativamente nuovo a cui il pubblico di "afecionados della paura" deve ancora abituarsi e tale pubblico tende ancora a porre dei paralleli fra film e film, fra genere e genere che forse non andrebbero posti, oppure posti con più cautela. In caso contrario l'horror-action sembrerà sempre una baracconata infantile. Van Helsing parte già di per sé da premesse inverosimili ed eccessive: riunire in un'unica pellicola il gotha dei vecchi mostri della Universal (tranne l'Uomo Invisibile). Ci si era già provato ai tempi (Frankenstein contro l'uomo lupo, 1943; Al di là del Mistero, 1944) ma mai nessuno si era spinto a mettere contemporaneamente davanti alla mdp Dracula, L'Uomo Lupo, il Mostro di Frankenstein, Igor, Van Helsing, e altre amenità, ivi compreso Mr. Hyde che, scorrazzando su Notre Dame, rammenta pure il noto Gobbo. Insomma, una Greatest Hits o, come direbbe Verdone, "un Macielllo!". Però, quando ai tempi Indiana Jones andava sulle montagne russe dentro il Tempio Maledetto (1984), o quando volava giù da un eareo su un gommone giallo, nessuno si lamentava, anzi. Forse perché il Tenerone ci insegnava ad essere più tolleranti! Credo che il segreto stia tutto nel recuperare il lato "anabolico" della nostra fantasia che sa, per natura, abbandonarsi all'eccesso inverosimile e un po' stupido, divertendosi. Non voglio difendere a spada tratta Van Helsing, anche perché la pellicola di Sommers ha più di un difetto: sopra ogni altro la sceneggiatura basic fatta di frasi ad effetto e scambi di battute più o meno riuscite. Però il regista lo conosciamo (Deep Rising, 1998; La Mummia, 1999; La Mummia - Il ritorno, 2001) e sappiamo che il suo modo di fare cinema è tale per cui si viene a creare un mondo in bilico fra violenza e valori, eccessivo e divertente, ma soprattutto visivamente accattivante. E' paradossale come il pubblico mainstream, cioé quello che in genere ha meno cultura cinematografica, continui a vedere la presenza di effetti speciali all'interno dei film come un elemento negativo, una specie di peccato mortale che andrebbe ad inficiare il valore artistico del fare cinema, di cui però non capiscono granché visto che vivono il cinema come puro intrattenimento. Un po' come dire: "Fammi sognare ma non troppo". E' una posizione "colta", questa, che in Italia ha uno stuolo di sostenitori (e lasciamo perdere i sottesi politici) che riescono ad arrivare a compromessi con l'effetto speciale solo se fatto artigianalmente, come se la prostetica fosse un non-effetto (o meglio un qualcosa fatto a mano e quindi pregevole) mentre il computer e i suoi derivati fossero degli strumenti freddi e impersonali. Balle, gente, balle enormi: chiunque abbia trattato con la computer grafica a svariati livelli (vettoriale, fotoritocco, 3d) potrà dirvi di quanta creatività, impegno ed arte si tratti. La CG ha un sacco di "calore umano", tanto quanto la pittura su tela, solo che utilizza altri mezzi, ma è difficile che lo capiscano coloro che hanno difficoltà a spedire una email. E' grazie a queste persone che il cinema del fantastico in Italia è colato a picco ed è grazie ai loro giudizi che i produttori non hanno più sganciato un soldo se non per pellicoline in cui i protagonisti sono reciclati dalla tv. Ma è anche umanamente comprensibile che l'illimitato oceano della fantasia possa far sentire a disagio e sperduto l'essere umano legato agli schemi. Ma supponiamo che il problema di Van Helsing non sia tanto l'uso della CG ma lo "smodato" uso della CG che soppianta altri elementi ritenuti necessari. Il problema, in questo caso, sta alla fonte: che cosa per il regista Sommers è necessario? A me pare ovvio che l'indole artistica di Sommers sia fatta di azione, fuoco e scintille, di sogni oscuri in cui non è tanto la paura a dover essere incisiva, bensì l'accumulo visivo, la spettacolarizzazione dell'orrore ed il tramutarsi di esso in divertimento. Perciò, tornando all'esempio balorodo con cui ho iniziato questa strana recensione, direi che l'hamburger "Van Helsing" sarà tanto buono quanto voi sarete stati consapevoli di entrare in un fast food e non in un ristorante di specialità tipiche. Dopodiché rimane il sentire soggettivo che ci fa dire che una cosa ci è piaciuta e l'altra meno, che ad alcuni l'hamburger fa vomitare mentre ad altri il bisteccone nausea. Nel suo genere (l'horror-action) Van Helsing è oggettivamente un buon film, accattivante, dinamico, tecnicamente curato, con degli interpreti azzeccati (anche se la bella Beckinsale l'ho trovata sotto tono) e con degli effetti speciali sorprendenti. Forse un po' più di horror cattivello non avrebbe guastato, ma Sommers sa comunque il fatto suo. E l'ostenta. Vedere questo film o no? Comprarlo o meno? La soluzione ce la insegna Ockham con il suo rasoio, per cui la risposta giusta è quella più semplice: vi piacciono gli effetti speciali nei film? Se la risposta è sì, non perdetevi Van Helsing.

Seguito da Van Helsing: The London Assignment (2004), film di animazione direct-to-video.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Le riprese di questo film, costato circa 148 milioni di dollari, iniziarono nel gennaio 2003 e terminarono nel giugno dello stesso anno. Queste le locations: Praga, Città del Vaticano, Downey Studios - 12214 Lakewood Boulevard (Rockwell Defense Plant - Bellflower & Imperial Highway, Downey, California), Frazier Park (California), Griffith Park (Los Angeles, California), Infinite Horizon Studios (Orlando, Florida), Paramount Ranch (Agoura, California), Parigi, Universal Studios (Orlando, Florida), Universal Studios (Universal City, California).

All'inizio del film il logo della Universal diventa bianco e nero e prende fuoco dissolvendosi in una torcia tenuta in mano da un arrabbiatissimo paesano. Non compaiono titoli di testa, neppure il titolo del film; questi appaiono solo nei credits finali.

Il film è dedicato al padre del regista.

Il film inizialmente (nel 1994) era stato pensato come il sequel diretto di Dracula del 1922, con Anthony Hopkins nel ruolo del conte.

Hugh Jackman, nel film, indossa delle extensions ai capelli.

Alcune scene del film X-Men 2 (2003) furono girate mentre Hugh Jackman si prendeva qualche giorno di pausa dalle riprese di Van Helsing.

Il regista disse di aver deciso di cambiare il nome del protagonista da Abraham Van Helsing (come risultava dal film del 1922) a Gabriel Van Helsing, perché non intendeva avere il protagonista del film con un nome come Abraham. Lo scrittore Bram Stocker, che scrisse Dracula, creò quel personaggio dandogli il suo nome, infatti Bram è il diminutivo di Abraham.

Il ruolo di Igor fu scritto specificatamente per Kevin J. O'Connor, amico e collaboratore del regista Sommers.

La sequenza iniziale ricorda la scena originale di Frankenstein del 1931 in cui il mostro viene portato alla vita, finché almeno non appare Dracula.

I contenitori in cui vennero messe le pizze poi distribuite nei cinema, riportavano l'etichetta "The Vatican Detective".

Il laboratorio di Frankenstein fu arredato con strumenti medici d'epoca acquistati su eBay.

Van Helsing è palesemente un omaggio ai mostri della Universal creati fra gli anni '30 e '40, mentre l'inserimento di Mr. Hyde è una stranezza, dal momento che tale personaggio fu sfruttato inizialmente dalla rivale MGM. Tuttavia nel 1953, la Universal inserì quel mostro nella commedia Gianni e Pinotto contro il dr. Jekyll (Abbott and Costello Meet Dr. Jekyll and Mr. Hyde).

Gli aiutanti di Dracula, i Duerghi, sarebbero trolls appartenenti al folklore tedesco.

La scena in cui Dracula impugna la croce che prende fuoco è pressoché identica ad una scena visibile nel Dracula del 1979.

La locations in cui Van Helsing e Anna combattono contro le tre mogli di Dracula, è il medesimo luogo in cui fu filmato Frankenstein (1931), Dracula (1931) e L'Uomo Lupo (1941). Il posto è chiamato "La Corte dei Miracoli" ed è visibile nel tour guidato agli Universal Studios di Hollywood.

Il personaggio interpretato da David Wenham, cioé Carl, prende il nome da Carl Laemmle, il boss della Universal ai tempi in cui furono creati Dracula, Frankenstein e L'uomo Lupo.

Questo è il primo film, al di là della trilogia de Il Signore degli Anelli, ad aver usato il software Massive, sviluppato appostitamente per la produzione del film girato da Peter Jackson. Il Massive crea e gestisce scene in cui vi sono "presenze numerose" (che siano uomini, mostri, animali).

La cittadina transilvana sarebbe stata la location principale per un serial tv. Secondo i produttori era troppo ben fatta per demolirla dopo la produzione di Van Helsing.

La vendita dei DVD in Nord America portò, solo nella prima settimana, 65 milioni di dollari, cioé più della metà di quelli che erano stati gli incassi al botteghino.

Ci sono tre scene ben distinte in cui un licantropo cade dall'alto nell'acqua sottostante, producendo uno "splash" leggero ma udibile. Queste tre scene sono dei simpatici richiami a Wile E. Coyote.

Carl (David Wenham) sostiene che lui non deve rispettare il voto di castità perché è un frate e non un monaco. Ma i frati prendono gli stessi voti dei monaci (povertà, castità, ...) solo che i monaci stanno nei monasteri mentre i frati no.

Nel film si vede una mappa che mostra il percorso che la carrozza compie dai Carpazi a Budapest e la traiettoria mira a sud, mentre in verità quella città sta a ovest rispetto ai Carpazi.

Dracula cita Istanbul. Tuttavia quel nome non fu usato fino al 1923 quando l'Impero Ottomano crollò e nacque la Turchia. Fino ad allora Istanbul si chiamava Costantinopoli e solo dagli anni '60 appare il nome Istanbul sulle mappe occidentali. Alcune mappe greche riportano ancora il nome Costantinopoli.

Pochi secondi prima di cadere nel pozzo sottostante il mulino incendiato, Anna (Kate Beckinsale) si beve una sorsata d'assenzio. Ora, chiunque abbia provato a bere l'assenzio, sa che è impossibile "buttarlo giù" senza avere degli effetti collaterali, se non altro a livello dell'espressione del viso. Tenete conto che l'assenzio fa 75°!

Nell'ultima scena Van Helsing guarda il mare e vede il sole tramonatare; nella scena successiva cavalca nella direzione opposta al mare e ha ancora di fronte il tramonto!

Ai tempi in cui si svolgono i fatti narrati nel film, la Transilvania non apparteneva alla Romania ma all'Ungheria; fu annessa alla Romania solo nel 1920.

L'ultima scena girata dall'attore Will Kemp (Velkan) è quella della sua morte, scena girata al Griffith Park di Los Angeles. Nella scena si vede Velkan appoggiato ad una roccia. Ciò che la crew non sapeva è che in quell'area c'erano una sacco di ragni e, quando l'attore completò la scena e tornò a casa, si trovò la schiena e le braccia piene di morsi di ragni.

Una delle scene finali vede Van Helsing trasformarsi da licantropo a uomo. Questa sarebbe dovuta essere una scena di nudo per Hugh Jackman. Il regista, però, pensò che la nudità dell'attore avrebbe distratto il pubblico non permettendogli di concentrarsi sul momento drammatico. La scena in effetti fu girata con l'attore nudo ma in post produzione venne coperto nelle parti basse tramite la computer grafica.

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