La Frase dal Film:
"Dov'è? Dov'è finito il mio sogno?"
Velluto Blu è il film
che ha consacrato Lynch come uno dei registi più
visionari del cinema moderno, molto dopo l'imperscrutabile
e misconosciuto Eraserhead (1977), e prima che
il suo nome riecheggiasse in tutto il mondo grazie al
serial più arcano mai trasmesso dalla TV (Twin
Peaks, 1990). La tematica che farà il successo
del sopra citato serial televisivo, ovvero il marcio che
si nasconde dietro un'apparente quanto mai melensa realtà,
è anche il motore primo di questa opera controversa,
comparsa in un periodo cinematografico in cui imperversavano
film perbenisti (seppur belli) tipo Ritorno al futuro
(1985). Considerato da alcuni come uno dei più
grandi film degli anni '80, e avversato da coloro che
rimasero delusi per i limitati momenti shockanti e/o gore,
Velluto Blu è un film sulla "visione",
sull'occhio che spia, sulla telecamera che si fa occhio
in un viaggio di un "normale" ragazzo nei reconditi
recessi dell'anima. Ma a ben guardare Jeffrey non è
così innocente: è avvinto dalla curiosità,
prima mentale, poi voyeuristica, quindi sessuale quanto
perversa fino al punto di essere pronto a perdere l'amore
"tranquillo" di Sandy per cedere al gioco oscuro
della "non così vittima" Dorothy. Che
dire di Frank? Essenzialmente lo psicopatico Frank non
è che il doppelganger (ovvero il doppio malefico)
di Jeffrey, ed il suo linguaggio volgare fa da nemesi
ai dialoghi banali, sdolcinati ed un po' vacui che strutturano
il rapporto fra Jeffrey e Sandy. Non è un caso
che il film si apra sul primo piano di un orecchio mozzato
appartenete a una persona invischiata nel giro losco,
e si chiuda su un primissimo piano dell'orecchio di Jeffrey,
come a sottolinearne il legame. Jeff esce dall'incubo
in cui è stato attore ed osservatore e torna al
suo mondo tranquillo in un finale che è iperbolicamente
positivo: ma Jeff è rimasto quello di prima? Velluto
Blu è uno strale contro la perfetta vita di
una certa perfetta America che si configura come un libro
dalla copertina patinata ma con le pagine spiegazzate
e sporche. Nei recessi di un prato all'inglese ben curato
e verde da fare invidia, si nascondono masse di scarafaggi
brulicanti. Solo l'amore, si dice alla fine, può
sistemare tutto. Ma c'è da crederci? Lynch, con
il suo solito stile visionario, intermezza scene da film
classico ad incubi che ricordano quelli di Elephant
Man (1980), gioca con l'amore di
due collegiali per poi far piombare lo spettatore nella
perversione di un folle che sniffa amilnitrato da una
bombola, che ha un feticismo per il velluto, che picchia
le donne e che dice parolacce ad ogni pie' sospinto. Il
tutto in un gioco di luci e scelte scenografiche che ricordano,
quelli sì, gli strani incubi di Twin Peaks.
Quello di Lynch è proprio "uno strano
mondo" parafrasando una frase ripetuta dai protagonisti
del film. Eccellente la performance di Hopper; ottima
quella coraggiosa della Rossellini (che come fa notare
Mereghetti "non ha avuto timore di esibire un
corpo che non è certo da spot di Lancôme").
Perfetta la seppur breve prestazione di Stockwell che
la maggior parte ricorderà per il ruolo di "Osservatore"
nel serial Quantum Leap (1989-1993). Film eccellente
questo Velluto Blu, ma non adatto al mainstream,
che potrebbe potrebbe ridurre il tutto ad un thriller
un po' lento con qualche momento porcone. Non adatto neppure
ai troppo giovani.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Isabella Rossellini era davvero nuda
sotto il vestito di velluto nella scena dello stupro compiuto
da Frank. Il fatto è che di questo era inconsapevole
Hopper finché non si è iniziato a girare
la scena e la Rossellini gli ha aperto le gambe davanti
alla faccia. Questa era la prima volta che i due attori
si incontravano su un set. Non male come prima volta...
Lynch ridusse personalmente la durata
del film da 4 ore a 2 ore. Nonostante i molteplici tentativi
nessuno è stato in grado di recuperare le due ore
perse. Esistono solo fotografie di quell'enorme taglio.
Don Stockwell usa una lampada da lavoro
nella scena della canzone "In Dreams" anche
se inizialmente doveva usare un microfono. L'idea venne
a Lynch dopo aver visto l'attore maneggiare la lampada
nelle prove d'illuminazione.
Dennis Hopper dice "fuck" (che
diventa "cazzo" nella versione italiana) praticamente
in ogni scena in cui compare ed è l'unico personaggio
del film ad usare quella parola a parte Stockwell che
la dice una volta, ma esortato da Hopper.
Il ruolo di Jeffrey era stato offerto
a Val Kilmer, il quale rifiutò perché ritenne
lo script "pornografico", anche se poi ammise,
dopo aver visto il risultato, che sarebbe stato il caso
di partecipare al film. Al tempo preferì il ruolo
secondario in Top Gun (1996).
Parecchi attori vennero vagliati per
il ruolo di Frank ma quasi tutti trovavano quel ruolo
ripugnate e troppo forte. Dennis Hopper, invece, si dice
che abbia esclamato: "Io devo recitare nei panni
di Frank, perché Frank sono io!".
Lynch inizialmente aveva in mente di
far inalare elio a Frank nelle scene di sesso con Dorothy.
Ma Hopper optò per l'amilnitrato anche se anni
dopo disse di aver compreso il valore weird di far parlare
un maniaco con la voce distorta e acuta, tipica conseguenza
dell'inalazione di elio.
Lynch pensò la parte di Dorothy
per Hanna Schygulla. Quando questa rifiutò diresse
le sue attenzioni su Helen Mirren, prima di incontrare
casualmente la Rossellini in un ristorante a New York.
Il produttore Dino De Laurentiis ha dovuto
fondare la compagnia di distribuzione D.E.G. per far andare
il film nelle sale, dal momento che nessun altro distributore
voleva aver a che fare col film. E questo fa capire molte
cose.
Il poster che Sandy ha in camera è
quello di Montgomery Clift.
La scena in cui Dennis Hopper colpisce
la Rossellini fu editata in modo che non si vedesse la
mano che colpiva il viso di Isabella, e questo per evitare
gli strali dell'MPAA riguardo la rappresentazione della
violenza sulle donne. Lynch disse che quel cambiamento
non faceva altro che rendere la scena ancor più
disturbante.
Nel film si vede uno dei marchi di fabbrica
del regista David Lynch: l'autostrada di notte.
Come anche in Mullholland Dr.
(2001), dove una donna dai capelli blu è seduta
su una balconata, questo Velluto Blu presenta
molti riferimenti all'assassinio di Abramo Lincoln. A
Jeffrey Beaumont si dice di non recarsi in Lincoln Street
dove si trovano gli appartamenti Deep River. Frank Booth
ricorda il nome John Wilkes Booth, l'assassino di Lincoln.
Don Valens è colpito alla testa pressapoco nello
stesso modo in cui lo fu Lincoln.
La Rossellini riferì che durante
le riprese della scena dello stupro, Lynch non la smetteva
di ridere dietro la telecamera per la stranezza della
situazione. Benché ai tempi rimase perplessa per
la cosa, a posteriori ammette che ogni volta che rivede
quella scena scoppia a ridere anche lei. Hopper, invece,
è ancora lì che sniffa amilnitrato per riprendersi
dalla vista della topona della Rossellini! (scherzo).