La Frase dal Film: "Non
farla andare via, mamma. Lei non deve vivere"
A differenza dell'altra notissima saga
slasher che ha come protagonista Freddy Krueger (cioé
Nightmare,
per chi non lo sapesse), Venerdì 13 non
getta subito in pasto allo spettatore il crudelissimo "eroe"
Jason Voorhees; in questo primo film il suo spirito aleggia
sul Crystal Lake ma non compare praticamente mai e men che
meno indossa la sua nota maschera da hockey (cosa che avverrà
solo nel terzo capitolo, Week-end
di terrore, 1983). Si potrebbe dire che i primi
quattro film della saga formino un escalation che va a strutturare
l'origine e lo sviluppo di una nuova icona horror. Venerdì
13 incarna alla perfezione le convenzioni dello slasher
anni '80: giovani vittime, splatter mai ultraviolento, paura
a buon mercato, e una certa faciloneria (tecnica e di sceneggiatura)
che rasenta il trash. Ma Cunningham, che vale la pena ricordare
come coautore della sceneggiatura de L'ultima
casa a sinistra (1972), non è l'ultimo dei registi
e riesce a mantenere una discreta tensione in questo film
che essenzialmente narra di qualcosa che striscia nel
buio. La mdp si muove bene fra le fratte e gli alberi
e gli effetti del grande Tom Savini riescono là dove
non arriva la regia quando cerca di far paura ma si fa prevedere
ad ogni inquadratura. "Il sottofondo apparentemente
moralista e sessuofobico fece discutere, ma inquadrò
suo malgrado una società e una generazione"*.
A questo proposito val la pena di sottolineare la comparsa
di una nuova figura cinematografica femminile. E' proprio
in questo film e nel genere slasher, per estensione del
concetto, che fa la comparsa quella che Carol Clover** definisce
la "Final Girl": ovvero l'eroica giovane donna
che alla fine sopravvive e sconfigge il killer (almeno fino
al sequel). Si tratta di quelle regole di sopravvivenza
legate anche ad un atteggiamento morale (chi fa sesso muore,
etc...) sulle quali ruota lo slasher-movie e che vengono
espresse alla perfezione nel metafilmico Scream
(1996) di Craven che appunto segna la rinascita dello slasher
(o new-slasher). Nonostante ad uno spettatore avvezzo all'horror
e alle giovani leve abituate a "ben altro" questo
Venerdì 13 riesca pochissime volte a fare
davvero paura, bisogna riconoscere che alcuni momeni di
tensione ottengono i loro risultati e faccio riferimento
soprattutto alla scena finale, di cui non dico altro. Un
po' per i dialoghi insulsi e a volte demenziali, un po'
per alcuni momenti eccessivamente lenti, un po' per il gore
che non raggiunge picchi elevati, così come per l'approfondimento
psicologico dei personaggi che è nullo, è
normale che questo primo Friday possa risultare
noioso e banale, ma non va dimenticato che è in questo
film (nonché in Halloween)
che il genere slasher ha le sue fondamenta, genere che ai
tempi portò la critica americana a definire lo slasher
"un nuovo, disturbante trend" e a criticare
la Paramount per l'acquisto di quest'opera a basso costo
di Cunningham, opera che si rivelerà un successo
al botteghino e che diverrà una pietra miliare dell'horror..
Per un interessantissimo approfondimento sul ruolo della
donna in questo genere cinematografico e sui cambiamenti
sociali avvenuti all'inizio degli anni '80 che si riflettono
in questi film vi rimando a pp.234-235 del eccellente libro
di Curti, La Selva, Sex and Violence - percorsi nel
cinema estremo. Della serie: ogni tanto spegniamo lo
schermo e leggiamoci un buon libro.
*- Mereghetti, Dizionario
dei film 2004. ** - Men,
Women and Chain Saws: Gender in the Modern Horror Film
La saga di Venerdì 13 è così
composta: Venerdì 13 (1980), L'assassino
ti siede accanto (1981), Week-end
di terrore (1982), Venerdì
13: capitolo finale (1984), Venerdì
13: il terrore continua (1985), Venerdì
13: Jason vive (1986), Venerdì
13: il sangue scorre di nuovo (1988), Venerdì
13 parte 8: incubo a Manhattan (1989), Jason
va all'inferno (1993), Jason X
(2001), Freddy Vs. Jason
(2003), Venerdì 13 (2009), Friday the 13th: Part 2 (2010).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il film è costato circa 700.000 dollari. Il lago del film è in verità il Cedar Lake presso Denville Township, mentre il camping è il Camp Nobebosco, 11 Sand Pond Road, Blairstown. Entrambi i luoghi si trovano in New Jersey.
Nelle prime settimane di proiezione lo
stesso effettista Tom Savini andava nei cinema gli ultimi
5 minuti per vedere la reazione del pubblico all'apparizione
del piccolo Jason che emergeva di colpo dall'acqua per acchiappare
Alice.
Il finto finale di cui sopra è stato
girato 3 volte. Una in settembre, una in ottobre e una in
Novembre, quando la temperatura esterna era di 28 gradi
Fahreneheit. La cosa non mi torna...(ma 28 gradi Fahrenheit
sono -2°C...Mah!).
Questo film è stato parodiato un
numero infinito di volte, fra le quali la più palese
è quella di Saturday the 14th (1981).
E' di Savini l'idea di far apparire di
colpo Jason alla fine del film.
Si dice che Sean Cunningham abbia detto
che gli attori che cercava per questo film erano "dei
giovani ragazzi di bell'aspetto che si potrebbero vedere
in una pubblicità della Pepsi".
Nella scena in cui Bill viene trovato impalato
ad una porta da delle frecce, si vedono gli occhi del ragazzo
che si muovono. Questo perché il makeup usato da
Savini bruciava gli occhi dell'attore e gli causava un dolore
terribile.
Adrienne King (Alice) all'inizio non voleva
far parte del cast perché non approvava la violenza
del film...poi ha cambiato idea (sarà quando ha visto
i soldi?).
Betsy Palmer disse che se non fosse stato
per il fatto che aveva un disperato bisogno di una macchina
nuova, non avrebbe mai accettato il ruolo di Pamela Voorhees.
In effetti dopo aver letto lo script definì questo
film "una merdata".
All'uccisione di Kevin Bacon si nota che
dal collo gli escono, oltre al sangue, delle piccole bolle.
In origine la cosa doveva essere sistemata ma il tubo che
doveva pompare sangue non funzionò mai bene. Così
gli effettisti finirono per dover soffiare nel tubo per
far scorrere il sangue ed ecco il perché delle bolle!