TRAMA

Dopo un prologo che si svolge nel 1958 in cui alcuni "camp counsellors" sono uccisi da non si capisce chi, si torna al presente con Annie che fa l'autostop per arrivare al campeggio Crystal Lake dove un gruppo di camp counsellors (cioé di animatori di campeggio) si stanno addestrando alla nuova stagione. C'è chi prova ad avvertire Annie che quel luogo è maledetto ma, come si sa, tali consigli non vengono mai seguiti. Quando cala la notte i giovani si danno al sesso e ad altri svaghi ma uno per uno iniziano a scomparire. Ben presto rimane solo Alice, la vergine del gruppo, che si trova faccia a faccia con il misterioso killer del Lago Cristallo.


VENERDÌ 13
(titolo or.: Friday the 13th - USA - 1980 - 95min - Colore)

di Sean S. Cunningham

GENERE
SLASHER
IN BREVE
Esistono horror molto più belli, ma qui si tratta delle basi di un genere
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Non farla andare via, mamma. Lei non deve vivere"

A differenza dell'altra notissima saga slasher che ha come protagonista Freddy Krueger (cioé Nightmare, per chi non lo sapesse), Venerdì 13 non getta subito in pasto allo spettatore il crudelissimo "eroe" Jason Voorhees; in questo primo film il suo spirito aleggia sul Crystal Lake ma non compare praticamente mai e men che meno indossa la sua nota maschera da hockey (cosa che avverrà solo nel terzo capitolo, Week-end di terrore, 1983). Si potrebbe dire che i primi quattro film della saga formino un escalation che va a strutturare l'origine e lo sviluppo di una nuova icona horror. Venerdì 13 incarna alla perfezione le convenzioni dello slasher anni '80: giovani vittime, splatter mai ultraviolento, paura a buon mercato, e una certa faciloneria (tecnica e di sceneggiatura) che rasenta il trash. Ma Cunningham, che vale la pena ricordare come coautore della sceneggiatura de L'ultima casa a sinistra (1972), non è l'ultimo dei registi e riesce a mantenere una discreta tensione in questo film che essenzialmente narra di qualcosa che striscia nel buio. La mdp si muove bene fra le fratte e gli alberi e gli effetti del grande Tom Savini riescono là dove non arriva la regia quando cerca di far paura ma si fa prevedere ad ogni inquadratura. "Il sottofondo apparentemente moralista e sessuofobico fece discutere, ma inquadrò suo malgrado una società e una generazione"*. A questo proposito val la pena di sottolineare la comparsa di una nuova figura cinematografica femminile. E' proprio in questo film e nel genere slasher, per estensione del concetto, che fa la comparsa quella che Carol Clover** definisce la "Final Girl": ovvero l'eroica giovane donna che alla fine sopravvive e sconfigge il killer (almeno fino al sequel). Si tratta di quelle regole di sopravvivenza legate anche ad un atteggiamento morale (chi fa sesso muore, etc...) sulle quali ruota lo slasher-movie e che vengono espresse alla perfezione nel metafilmico Scream (1996) di Craven che appunto segna la rinascita dello slasher (o new-slasher). Nonostante ad uno spettatore avvezzo all'horror e alle giovani leve abituate a "ben altro" questo Venerdì 13 riesca pochissime volte a fare davvero paura, bisogna riconoscere che alcuni momeni di tensione ottengono i loro risultati e faccio riferimento soprattutto alla scena finale, di cui non dico altro. Un po' per i dialoghi insulsi e a volte demenziali, un po' per alcuni momenti eccessivamente lenti, un po' per il gore che non raggiunge picchi elevati, così come per l'approfondimento psicologico dei personaggi che è nullo, è normale che questo primo Friday possa risultare noioso e banale, ma non va dimenticato che è in questo film (nonché in Halloween) che il genere slasher ha le sue fondamenta, genere che ai tempi portò la critica americana a definire lo slasher "un nuovo, disturbante trend" e a criticare la Paramount per l'acquisto di quest'opera a basso costo di Cunningham, opera che si rivelerà un successo al botteghino e che diverrà una pietra miliare dell'horror.. Per un interessantissimo approfondimento sul ruolo della donna in questo genere cinematografico e sui cambiamenti sociali avvenuti all'inizio degli anni '80 che si riflettono in questi film vi rimando a pp.234-235 del eccellente libro di Curti, La Selva, Sex and Violence - percorsi nel cinema estremo. Della serie: ogni tanto spegniamo lo schermo e leggiamoci un buon libro.

*- Mereghetti, Dizionario dei film 2004. ** - Men, Women and Chain Saws: Gender in the Modern Horror Film

La saga di Venerdì 13 è così composta: Venerdì 13 (1980), L'assassino ti siede accanto (1981), Week-end di terrore (1982), Venerdì 13: capitolo finale (1984), Venerdì 13: il terrore continua (1985), Venerdì 13: Jason vive (1986), Venerdì 13: il sangue scorre di nuovo (1988), Venerdì 13 parte 8: incubo a Manhattan (1989), Jason va all'inferno (1993), Jason X (2001), Freddy Vs. Jason (2003), Venerdì 13 (2009), Friday the 13th: Part 2 (2010).

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Il film è costato circa 700.000 dollari. Il lago del film è in verità il Cedar Lake presso Denville Township, mentre il camping è il Camp Nobebosco, 11 Sand Pond Road, Blairstown. Entrambi i luoghi si trovano in New Jersey.

Nelle prime settimane di proiezione lo stesso effettista Tom Savini andava nei cinema gli ultimi 5 minuti per vedere la reazione del pubblico all'apparizione del piccolo Jason che emergeva di colpo dall'acqua per acchiappare Alice.

Il finto finale di cui sopra è stato girato 3 volte. Una in settembre, una in ottobre e una in Novembre, quando la temperatura esterna era di 28 gradi Fahreneheit. La cosa non mi torna...(ma 28 gradi Fahrenheit sono -2°C...Mah!).

Questo film è stato parodiato un numero infinito di volte, fra le quali la più palese è quella di Saturday the 14th (1981).

E' di Savini l'idea di far apparire di colpo Jason alla fine del film.

Si dice che Sean Cunningham abbia detto che gli attori che cercava per questo film erano "dei giovani ragazzi di bell'aspetto che si potrebbero vedere in una pubblicità della Pepsi".

Nella scena in cui Bill viene trovato impalato ad una porta da delle frecce, si vedono gli occhi del ragazzo che si muovono. Questo perché il makeup usato da Savini bruciava gli occhi dell'attore e gli causava un dolore terribile.

Adrienne King (Alice) all'inizio non voleva far parte del cast perché non approvava la violenza del film...poi ha cambiato idea (sarà quando ha visto i soldi?).

Betsy Palmer disse che se non fosse stato per il fatto che aveva un disperato bisogno di una macchina nuova, non avrebbe mai accettato il ruolo di Pamela Voorhees. In effetti dopo aver letto lo script definì questo film "una merdata".

All'uccisione di Kevin Bacon si nota che dal collo gli escono, oltre al sangue, delle piccole bolle. In origine la cosa doveva essere sistemata ma il tubo che doveva pompare sangue non funzionò mai bene. Così gli effettisti finirono per dover soffiare nel tubo per far scorrere il sangue ed ecco il perché delle bolle!