TRAMA

Un nuovo gruppo di giovani si reca a far baldoria sulle sponde del Crystal Lake. Sesso, droga e Rock'n'Roll. Bravi. Peccato che Jason, sfuggito dall'obitorio, non apprezzi la goliardica compagnia dei giovani. Però questa volta il mostrone trova in un piccolo ragazzino di nome Tommy, che abita in una casa vicina, un osso davvero duro contro il quale combattere.


VENERDÌ 13: Capitolo Finale

titolo or.: Friday the 13th: The Final Chapter - USA - 1984 - 90' - Col.

di Joseph Zito

GENERE
SLASHER
IN BREVE
Il plot varia dal solito ma il risultato non brilla.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ehi Ted, dov'è il cavatappi, quell'affare che svergina le bottiglie?!"

Dopo il solito prologo riassuntivo che questa volta riprende i tre capitoli precedenti mostrandoci le immagini più cruente, eccoci di fronte a quello che dovrebbe essere l'ultimo capitolo di una saga che è poi andata ben oltre il quarto episodio. Joseph Zito, con la sua regia, si discosta sia dallo stile di Miner che dalla tematica piatta e ormai logora dei giovani al campo fatti fuori l'uno dopo l'altro. Non che qui ci si trovi di fronte ad un capolavoro di originalità, ma la presenza del piccolo Tommy (Corey Feldman, più noto per il ruolo di Clark Deveraux in The Goonies, 1985; e di Teddy Duchamp in Stand by Me, 1986) e della sua famiglia che vive a due passi dai ragazzi e che mette i bastoni fra le ruote a Jason, interferisce positivamente con la solita carneficina fine a se stessa. Mentre i dialoghi sono sempre "basic" e i momenti di comicità sono degni del peggior Martufello, il gore è abbondante (bodycount 13) e le allusioni sessuali sono più che semplici allusioni. Peccato che il risultato finale sia poi poco entusiasmante anche per un appassionato di slasher e che i momenti di paura si riducano ai soliti clichées del "qualcosa" che spunta di colpo o che di colpo sfonda la finestra. Chi ha visto i primi tre episodi, comunque, non si aspetta più molto da questa saga. Non resta che accontentarsi di qualche tetta al vento, di qualche felice nuova invenzione di Jason che si sbizzarrisce usando qualsiasi oggetto (cavaturaccioli!) per accoppare giovani, e dell'ansia di vedere che fine fa lo stesso Jason in questa pellicola che promette di mostrarne la fine. Pubblicità ingannevole. Consigliato ai feticisti della famiglia Voorhees.

La saga di Venerdì 13 è così composta: Venerdì 13 (1980), L'assassino ti siede accanto (1981), Week-end di terrore (1982), Venerdì 13: capitolo finale (1984), Venerdì 13: il terrore continua (1985), Venerdì 13: Jason vive (1986), Venerdì 13: il sangue scorre di nuovo (1988), Venerdì 13 parte 8: incubo a Manhattan (1989), Jason va all'inferno (1993), Jason X (2001), Freddy Vs. Jason (2003), Venerdì 13 (2009), Friday the 13th: Part 2 (2010).

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Sulla lapide di Pamela Voorhees si legge la data di nascita e di morte: 1930-1979. Ma Venerdì 13 si svolgeva il 13 giugno del 1979 e in quell'anno il 13 giugno cadeva il mercoledì e non il venerdì.

Si disse che il solo motivo per cui Tom Savini avesse accettato di lavorare in questo film come direttore degli SFX era per poter "uccidere" il personaggio che aveva creato, cioé Jason.

In una scena Rob Dier parla a Trish di sua sorella Sandra. Sandra Dier era una delle vittime di Jason in L'assassino ti siede accanto (Venerdì 13 parte 2, 1981).

Quando fu girata la scena in cui Samantha (Judie Aronson) si rilassa sul canotto in mezzo al laghetto era pieno inverno. Faceva così freddo che Judie iniziò a piangere. L'attore che impersonava Jason, Ted White, ci rimase male e disse al regista Zito che lui se ne sarebbe andato se non avessero fatto uscire dal lago la ragazza e non le avessero dato qualcosa per riscaldarsi. Così fu.

Nel capitolo precedente (Week-end di terrore), Jason aveva le unghie pulite e curate ma in questa IV parte ha le unghie nere e lunghe, anche se il film si dovrebbe svolgere solo il giorno dopo rispetto agli avvenimenti del III. Solo quando Jason uccide l'autostoppista ha le mani "normali", ma questo perché in quella scena lo stesso Tom Savini aveva vestito i panni di Jason e si era dimenticato di truccarsi le mani.

Sempre riguardo gli errori di continuità, si può notare che Jason non ha, il giorno dopo, né macchie di sangue né ferite alla mano e alla gamba, cose che dovrebbe avere visto le ferite ricevute nel III capitolo.

Ted White, che interpretava Jason, rifiutò di parlare con gli altri attori sul set, perché pensava che la confidenza avrebbe diminuito la loro "paura di Jason". Mah...

Sempre il solito Ted White si disse che avesse accettato la parte solo per soldi. In più, egli rivelò che aveva insistito al fine di far togliere il suo nome dai credits perché non si sentiva a suo agio ad aver interpretato un personaggio del genere.

MI VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se la casa è stregata, perché vai in cantina?!

Non ho scritto nulla riguardo i primi 3 episodi ma ora non rieco più a trattenermi. Lo chiamano Crystal Lake ma è una pozza di fango che di notte diventa nera più della pece. Ovviamente i ragazzi amano farci il bagno, soprattutto nudi, preferibilmente di notte.

Ad un certo punto un ragazzo chiede ad una ragazza di ballare una canzone heavy metal. Lei, giustamente, gli dice che non è facile ballare in due quella musica. No. Lui gli mostra come si fa. Delirio. Ho visto muoversi così male solo Jerry Calà ne I Fichissimi (1981).

Tommy per imitare Jason da piccolo si taglia i capelli alla cazzo. Bene. Quando tutto il casino finisce e la sorella chiede di vederlo all'ospedale, Tommy ha ancora i capelli tagliati alla cazzo. Cioé, all'ospedale nessuno ha pensato di levargli quelle ciocche ridicole!? Ahahaha.....!!!