La Frase dal Film:
"Darren, è meglio tornare indietro"
"Perché?" "Perché
ho visto tanti film del terrore da capire che di un tipo
con la maschera non c'è da fidarsi"
Novello mostro di Frankenstein rianimato
dalla folgore, Jason torna a colpire e, a ben riflettere,
non l'avrebbe fatto se il protagonista Tommy Jarvis, non
avesse avuto la malsana idea di dissepellirlo. Ma si sa,
in questa saga una scusa vale l'altra, e così come
non ci si spreca a dare un vero senso di continuità
alla storia (e men che meno di logica), così ogni
mezzuccio può fare la differenza. In questo sesto
capitolo la cosa più notevole rimane l'elemento comico
che non si riduce alle ritrite battutine sessuali dei soliti
adolescenti infoiati (che comunque non mancano), ma si cerca
anche qualche sottigliezza più ricercata e citazionista.
Ad esempio l'incipit di Jason che si volta verso la camera
e "spara" come 007, oppure il bambino che prima
di dormire legge Sartre. Il resto più o meno annoia.
Per non incappare nelle ire funeste dell'MPAA il regista
McLoughlin limita di molto il sangue e gli ammiccamenti
sessuali, il che, in uno slasher movie, è una pecca
notevole. Ciò che rimane è il "buon"
vecchio Jase (che da questo capitolo assume un aspetto putrefatto)
il quale preferisce sfondare le porte piuttosto che aprirle,
un po' a risarcire la delusione dei fans che avevano visto
nel capitolo precedente, e nel suo Jason "impostore",
un tradimento dello spirito della saga. Meglio assurdo ma
vero, dunque, il che è veramente assurdo. Il generoso
bodycount (18) fa trascorrere "allegramente" l'ora
e mezza, ma la sensazione di aver già visto e rivisto
certe scene fino alla nausea inizia a essere non più
soltanto una mera impressione. Brutta storia quando anche
lo spettatore di un horror ne diventa vittima! Solo per
chi ha visto il l'1, il 2, il 3 e il 4.
La saga di Venerdì 13 è così
composta: Venerdì 13
(1980), L'assassino
ti siede accanto (1981), Week-end
di terrore (1982), Venerdì
13: capitolo finale (1984), Venerdì
13: il terrore continua (1985), Venerdì 13:
Jason vive (1986), Venerdì
13: il sangue scorre di nuovo (1988), Venerdì
13 parte 8: incubo a Manhattan (1989), Jason
va all'inferno (1993), Jason X
(2001), Freddy Vs. Jason
(2003), Venerdì 13 (2009), Friday the 13th: Part 2 (2010).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Nel film, Megan Garris menziona una strada
di nome "Cunningham Road". Questo è un
riferimento a Sean Cunningham, creatore e regista di Venerdì
13.
Il film è stato girato a Covington,
Georgia, una cittadina a 30 minuti da Atlanta. Il campo
si chiama Camp Daniel Morgan e per chi volesse visitarlo,
posso dirvi che è ancora identico a come lo potete
vedere nel film. E' anche per questo che nel film, Crystal
Lake è stato rinominato Forest Green, perché
questo è il nome della riserva naturale intorno al
campo Daniel Morgan.
Tutte le scene più pericolose del
film ai danni di Jason (sparato, nel fuoco, ...) sono state
compiute dallo stuntman C.J. Graham.
La scena in cui Jason si becca l'elica
della barca sul collo è stata girata nella piscina
dei genitori del regista.
I primi giorni di riprese sotto i panni
di Jason c'era Dan Bradley, e questo è il motivo
per cui il Jason delle scene in cui accoppa i "militari"
della guerra simulata è differente dal Jason dai
C.J.Graham. Per lo stesso motivo il colore degli occhi di
Jason cambia durante il film. La Paramount aveva visto i
primi girati e ha chiesto di cambiare l'attore; il ruolo
fu dunque asseganto a Graham.
Le mani di Tommy Jarvis quando toglie la
maschera da hockey a jason sono in verità quelle
del regista.
Il bodycount è di 18 persone. Il
più alto fino ad ora nella saga. Successivamente
si farà di meglio.