Un film hollywoodiano high budget confezionato
al meglio e diretto al più ampio pubblico che però,
allo stesso tempo, sa mantenere una sua forte personalità.
Questo Jack lo Squartatore c'è piaciuto. Merito (come
accade spesso ai film nei quali è protagonista) di
Deep che con le sue interpretazioni di luci ed ombre riesce
a salvare anche l'insalvabile (vedi La maledizione dei
pirati). Il film prende spunto dal notissimo fatto
di cronaca di fine Ottocento e si indirizza verso una delle
soluzioni che con il passare dei decenni sono state proposte
dagli studiosi del caso (ma ne accenna anche altre come
quella del principe). E' chiaro che si tratta di un film
per il mainsteram: la prostituta Heather Graham è
bellina, pulitissima (a differenza delle sue colleghe) e
romantica, una prostituta suo malgrado in puro stile Pretty
Woman ... mai che siano convinte di quello che stanno facendo!
Il livello d'efferatezza dei crimini è ben dosato
e si concede qualche sprazzo di violenza aggiuntiva, visto
soprattutto il pubblico al quale è diretto il film,
eppure per un tema del genere sarebbe stato più logico
"mostrare" qualcosa di più. La donna sventrata
è mostrata da lontano e ciò che disteso sul
tavolo autoptico ci viene fatto intuire (Il silenzio
degli innocenti ha osato di più). Nello stesso
tempo questo film riesce a sfidare il pubblico della domenica
con soluzioni alle quali quest'ultimo non è abituato:
una su tutte, il finale non positivo...senza spoiler, of
course! La ricostruzione storica ed ambientale è
accurata ed affascinante e sono notevoli le panoramiche
della Londra fine Ottocento, le locations che variano dal
quartiere basso di Whitechapel, alla sede della nobiltà.
La fotografia contribuisce, insieme ai luoghi, a dare al
tutto un'atmosfera gotica alla pellicola, cosa rara ormai.
Parlando delle performances degli attori e tralasciando
Deep che come al solito titaneggia, è notevole Ian
Holm ed è curioso vederlo qui e hobbit ne Il
signore degli anelli...e sempre in un ruolo ambiguo!
La Graham non è poi così convincente, ma forse
questo dipende dalla poca simpatia che a pelle provo per
questa attrice. In conclusione, La vera storia di Jack
lo squartatore (che se si fosse mantenuto il titolo
originale era meglio, come al solito...) è un film
da vedere una volta e pure una seconda, è un ottimo
prodotto da noleggiare per una Blockbuster night, è
un'ottima idea per la propria collezione privata di DVD.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il film è tratto, oltre che dalla
storia vera, anche da un romanzo a fumetti (Melodramma
in 16 parti), scritto da Alan Moore e disegnato da
A. Campbell (1991/98, pubblicato in Italia nel 2000).
Originariamente i fratelli Huges volevano
Daniel Day-Lewis per il ruolo principale ma quello rifiutò.
Vagliarono Sean Connery, Jude Law e Brad Pitt prima di scegliere
Depp.
La crew costruì quattro isolati
del quartiere Whitechapel nella location a Praga, compresa
una chiesa a metà. Si impiegò molta cura nella
riproduzione delle case, studiando fotografie risalenti
al 1888.
Il titolo "From Hell" si riferisce
ad una lettera mandata a George Lusk, il presidente della
Vigilanza di Whitechapel, spedita da uno sconosciuto che
sosteneva di essere l'assassino. Al posto del nome del mittente
c'era appunto scritto "from hell", ed apparentemente
vi era allegato la parte di un rene di una vittima.
Dopo che lo Squartatore ha ucciso la sua
ultima vittima, l'ufficiale di polizia descrive la scena
del delitto in modo che possa essere registrata come elemento
d'indagine. Queste parole sono state prese direttamente
dal vero report dell'originale scena del crimine.
L'assassinio di Ada, l'amica di Mary Jane
Kelly, è stato l'unico riportato nel film che non
ha seguito in modo preciso lo stile dell'originale del 1888.
La scena fu resa meno violenta perché la produzione
temeva di beccarsi il divieto ai minori. Nella realtà,
a parte il fatto che fu uccisa Mary Jane Kelly, la vittima
fu trovata con entrambi i seni recisi, il volto completamente
deturpato e scarnificato e il ventre squarciato con gli
organi interni tutti sparsi per la camera. C'è una
ben nota fotografia di questa vittima, inclusa in ogni libro
che parla del Ripper (e anche su internet).