TRAMA

Max Renn (James Woods) è un produttore per una tv via cavo porno. Casualmente, aiutato da un suo amico pirata dell'etere, intercetta un programma: Videodrome, torture e morte in diretta. Max è interessatissimo a questo nuovo spettacolo che sembra rispondere alla domanda del pubblico per qualcosa di più crudo. La sua ragazza, Nicki Brand (Deborah Harry) mostra anche lei di gradire Videodrome e mostra a Max il suo lato masochistico nascosto. Da questo momento in poi la vita di Max si mischia fra realtà e allucinazioni indotte dallo stesso Videodrome, e l'uomo si trova in mezzo ad una guerra fra una fazione che inneggia alla "nuova carne" ed un'altra fazione pseudoreligiosa.

 


VIDEODROME
(titolo or.: Videodrome - CANADA - 1982 - 89min - Colore)

di David Cronenbreg

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Reale/Irreale, coscienza di massa, potere mediatico. Cronenberg precursore in stile weird
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Cos'è Videodrome?" "Ah, niente...torture, omicidi..." "Eh, sembra eccitante!" "Ma non c'entra niente col sesso" "Lo dici tu!"

O ancora "Lunga vita alla nuova carne", per citare la frase più famosa e più pregna di significato del film. Videodrome arriva nel 1982 (anche se alcuni attestano 1983) e scuote le fondamenta dell'horror e del cinema con la sua portata filosofica, sociologica, con gli audaci SFX di Baker, e con le suggestioni sado-maso. Non piacque a tutti, anzi, al botteghino fece un discreto fiasco ma con il tempo acquistò una nutrita schiera di fans. E a buona ragione. La poetica visionaria di Cronenbreg c'è tutta: mutazioni anatomiche simil-sessuali (vagina sul petto come pene sub-ascellare in Rabid, 1976), tecnologia sinistra plug'n'play col corpo (e chi si scorda la console di eXistenZ, 1999), il sesso perverso e foriero di morte (Crash, 1996), la confusività fra realtà e delirio (ancora eXistenZ, ma anche Inseparabili [1988], oppure Spider [2002]); insomma chi ama Cronenberg non sarà deluso, gli amanti del weird avranno pane per i propri denti, altra cosa, invece se siete mainstreamers. Videodrome fa a pugni con i soliti schemi narrativi e con la logica: molte cose non tornano, altre sembrano e sono dei plot-holes (buchi, incongruenze nella trama), in generale risulta difficile, come accade al protagonista, riuscire a distinguere ad un certo punto cosa è vero e cosa è allucinazione indotta. Ma questo è il bello, e se non ci si lascia trasportare ed avvincere dallo stile narrativo del film ciò che resta è qualcosa di ostico, perché, nonostante gli anni, Videodrome rimane un bel pugno nello stomaco. Grandiosamente Cronenberg anticipa i tempi e coglie, anche se non è stato il primo al cinema, la relazione fra pubblico e media, fra realtà e iper-realtà della tv. "E' vero ciò che vediamo in quanto lo vediamo", il ricorso al concetto di una coscienza "mediatica" di massa, è qualcosa che risuona fino ai nostri giorni in film come Matrix (1999); non va dimenticato, in tutti i casi, che Cronenberg è giunto a queste riflessioni anni prima dell'avvento della stessa rete internet. James Woods, con una performance nervosa (una delle sue!), riesce ad essere molto convincente nei panni di Max, sia quando deve dimostrarsi scafato esperto dei prodotti hard in tv, che quando inneggia alla nuova carne nelle vesti di allucinato profeta New Age. Interessante per quanto breve la prestazione della Harry, soprattutto notevole l'uso diverso che fa delle sigarette! In conclusione, questo film di Cronenberg, in cui il corpo umano diventa campo di battaglia mediatica, lascerà sicuramente allibiti i mainstreamers ma non è mai stata preoccupazione del regista canadese piacere al pubblico più vasto. Per gli altri dico che, fra i film di Cronenberg, questo è uno dei più significativi (se non il più!) e perciò ritenetelo un must.

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Andy Warhol definì questo film come "L'Arancia Meccanica degli anni '80".

Si era pensato ad un epilogo che non venne mai realizzato. In questo, Max Renn, Bianca O'Blivion e Nicki Brand appaiono sul set di Videodrome. Bianca e Nicki hanno sull'addome l'apertura dalla quale emerge uno strano organo sessuale mutato. Questa scena venne scartata insieme a molte altre a causa dei costi, di alcuni contrattempi (Deborah Harry si prese una gastroenterite e James Woods dovette andare a far visita a dei parenti), e per evidenti limiti nel realizzare gli SFX.

L'attore David Tsubôchi, che nel film ha la parte del venditore di pellicole orientali, divenne ministro nella provincia dell'Ontario. La sua presenza in questa pellicola venne sfruttata negativamente dal partito politico d'opposizione.

Nella scena che vede Woods con la sua "vulva addominale" sdraiato sul divano, fu applicata l'effetto prostetico (che nella fattispecie si chiamava "chest slit", ovvero "feritoia toracica"), incollandolo direttamente a Woods. L'attore giurò che non avrebbe più lavorato in film dove gli avrebbero dovuto attaccare qualcosa addosso.

Quando furono filmate le sequenze con la flesh-gun ("pistola di carne" che emetteva spruzzi di vapore freddo), Woods fece uno scherzo a Cronenberg, colorandosi la mano di blu e fingendo che gli si fosse congelata.

Sopra il televisore di Max/Woods si possono vedere due Joystick dell'Atari 2600 e una copia del gioco Combat. Roba d'annata dal momento che Combat è del 1978.

Fra le scene che dovevano essere realizzate ce n'era una in cui la TV di Max Renn emergeva dalla vasca da bagno, mentre, accesa, mostrava delle immagini. Gli effettisti si domandarono come realizzarla, visto che infilare un elettrodomestico acceso in acqua non è la cosa più semplice, nè più sicura soprattutto dal momento che Max era anche lui nella vasca. Furono sviluppate varie soluzioni. Riempire la vasca con un liquido simile all'acqua ma non conduttore di corrente ma quel liquido costava 25$ al litro. Oppure prendere una vera TV e ricoprirla internamente con materiale isolante; la cosa funzionò e immersero la TV in una piscina ma questa galleggiava per l'aria presente all'interno. La scena fu scartata poco prima che si iniziasse a filmarla.