La Frase dal Film:
"Senti Jean Claude, ma veramente non provi nessun interesse per la piccola?" "Be', a dire la verità per piacermi mi piace anche troppo forse, e questo è un guaio, non ci si può innamorare più alla nostra età" "Ah ah, parla per te, mio caro Jean Claude. Io mi innamoro continuamente" "Ma guarda che quello si chiama in un altro modo, vecchio porco!"
Insomma, i dialoghi ineteressanti non mancano. Ausino, non il più prolifico regista del nostro cinema, tenta l'horror (tanto tentan tanti) e salta fuori La Villa delle Anime Maledette, un tardo gotico-thriller-giallo-horror di basso basso profilo che però osa citare Shining (1980) in alcune riprese da corridoio. Alcune volte il recupero stracultistico di alcuni prodotti del nostro cinema bis risulta proprio difficile. Eppure, siccome mi è stato scritto che la mia recensione di Virus (1980) è idiota perché il lavoro di Mattei è POCHI gradini sotto quello di Romero, ora tremo all'idea di parlar male de La Villa delle Anime Maledette in quanto forse di poco inferiore al lavoro di Kubrick! Mi sarà forse sfuggito il talento nascosto di Ausino, però questo film proprio non mi pare fra quelli che possano assurgere a cult post-mortem. Il regista sfrutta la solita esoterica Torino ed una villa inquietante, ma siccome non tutti sono Dario Argento (vedi Profondo Rosso, 1975) la pellicola s'impantana in quattro mura e quattro protagonisti fra cui Beba Loncar (alla sua ultima interpretazione) e Ardisson, attore della vecchia guardia (I lunghi capelli della morte, 1964; Il tuo dolce corpo da uccidere, 1970; Ciak si muore, 1974) la cui presenza dovrebbe dare lustro al cast. In un rispetto gessoso delle convenzioni del genere ed in un'assenza quasi totale di sangue, il film nicchia fra stanze scure e personaggi che dovrebbero essere inquietanti (es. il giardiniere) per arenarsi dopo 80 interminabili minuti in una dimensione paranormale che lascia a braccia incrociate. I comparto tecnico galleggia sulla sufficienza, ma si hanno anche cadute tecnico-stilistiche nel montaggio confuso e mal curato. La Villa delle Anime Maledette è un horror girato da chi non ha esperienza con l'horror e mira al classico intelligente di stampo anglosassone per finire invece in un baratro di pallosità e già visto, problema che fra l'altro affligge proprio diverse vecchie pellicole UK. Non sono per lo splatter a tutti i costi ma in questo caso un po' di frattaglie "ignoranti" avrebbero giovato al ritmo. Stelvio Cipriani, alle musiche, questa volta passa inascoltato. Concludendo mi sento di dire che se doveste scegliere fra vedere Shining e La Villa delle Anime Maledette io vi consiglierei il primo e vi sconsiglio vivamente il secondo, ma non escludo che, armati di spirito revisionista, scavando nei meandri artistici di questo film del 1982, potreste giungere alla conclusione che dopotutto Ausino è solo pochi gradini sotto Kubrick.
Il sottotitolo del film è The Damned. Noto all'estero come: Don't look in the attic (USA), La casa de las almas maldidas (Spagna), House of the Damned (UK), House of the Cursed Spirits (altro titolo con cui è girato in Europa)
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Nei titoli di testa dell'edizione export per l'inghilterra, il titolo era scritto sbagliato: House of the DANNED.