Scrivo questa recensione l' 11 ottobre
2004, esattamente lo stesso giorno in cui ho ricevuto la
notizia della morte di Christopher Reeve, che si è
spento per un arresto cardiaco dopo aver vissuto per 9 anni
paralizzato dalla testa in giù dopo un incidente
a cavallo. Ammettiamolo, Reeve non è mai stato il
migliore attore del mondo (ed il destino non gli ha dato
neppure la possibilità di provare a diventarlo),
eppure il suo volto rimane indelebilmente legato al personaggio
di Superman. Il fatto di vedere il super-uomo legato ad
una sedia e ad un destino crudele, un Superman che poteva
ormai volare solo con la fantasia, é stata una grande
ferita per il cinema, per il pubblico oltre che per l'uomo,
ovviamente. Ma ora è tornato a volare. Ave atque
vale Christopher! Tornando al film, possiamo dire che tecnicamente
Carpenter fa un buon lavoro, così come gli attori,
ma la pellicola, nell'ovvio raffronto con il suo originale,
ovvero Il Villaggio
dei dannati (1960) - con l'articolo - , ci perde parecchio.
Carpenter sposta l'azione dall'Inghilterra agli USA, inserendo
tematiche diverse quali l'eventuale coinvolgimento dell'esercito
od il problema etico dell'aborto, ma non riesce a creare
una vera atmosfera inquietante che invece permeava la precedente
opera. Un film sotto tono che latita sia in "blood
level" che in "fear level" (come ci si sarebbe
aspettati da un remake anni '90) e fa pensare che sia stato
creato per il mainstream; con tutta probabilità,
comunque, attori come Reeve e la Alley non avrebbero partecipato
ad una pellicola maggiormente cupa o sanguinolenta. Per
chi non avesse visto il film del '60, può apparire
intrigante la prima parte del film dove non si capisce cosa
possa essere accaduto agli abitanti di Midwich. Quando iniziano
ad apparire sullo schermo i bambini con gli occhi assurdi
ed i capelli platinati, soltanto i protagonisti non si accorgono
che c'è qualcosa di alieno nell'aria. Nulla di speciale
questo Villaggio dei Dannati, una pellicola senza
infamia e senza lode che diviene ai nostri giorni soltanto
un nostalgico pretesto per vedere Reeve in un ruolo diverso
rispetto a quello che l'ha portato alla fama.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il regista compare nel film nei panni di
un uomo ad un telefono a pagamento.
Questo fu l'ultimo film fatto da Christopher
Reeve prima dell'incidente a cavallo avvenuto il 27 maggio
1995.