La Frase dal Film:
"E' uno degli embrioni più perfetti che
abbia mai visto" "Sì, ma è...
è normale?" "E' più che
normale. E' un embrione di sette mesi dopo soli cinque mesi"
Riduzione cinematografica del racconto
"The Midwich Cuckoos" scritto nel 1957 da John
Wyndham, Il Villaggio dei Dannati è un film
che ben rappresenta la paranoia inscritta nelle produzioni
horror/fantascientifiche degli anni '50. Foraggiata dalle
retoriche maccartiste e in qualche modo provata dal ruolo
dell'URSS nella Seconda Guerra Mondiale, la paranoia antisovietica
assunse proprio quella dimensione proiettiva che faceva
in modo di vedere, traslata, la minaccia rossa sotto forma
di alieni minacciosi pronti a sovvertire lo status quo.
Questo film, però, rispetto a produzioni consimili
tipo Fluido Mortale (1958)
o L'Invasione degli Ultracorpi (1955), aggiunge
due elementi che risultano vincenti. In primo luogo gli
eventi si svolgono nel Regno Unito e le atmosfere pacate
inglesi ben si adattano a essere stravolte da un inatteso
evento, o meglio, un evento inaspettato e sinistro riesce
ad avere molto più impatto emotivo nel momento in
cui avviene fra la flemmatica gente di lassù. Ne
Il Villaggio dei Dannati gli alieni non sono esseri
mostruosi o deformi ma bensì "innocenti"
bambini dal bell'aspetto, tanto normali e perfetti da risultare
alieni. Il secondo punto riguarda proprio questa perfezione
dei bambini, biondi, con una mente collettiva, senza emozioni
e letali. Impossibile non rilevare un parallelismo fra questi
pargoli e la parabola Nazista: gente bionda che crede di
essere una razza superiore ed opera per spazzare via i non
ariani (o alieni). Questa doppia paranoia (uguale e contraria,
aggiungerei) viene esasperata dal fatto che la minaccia
d'invasione penetra in maniera profonda sia ad ogni livello
sociale (sia proletario che borghese) sia fisico (con l'inseminazione);
tutto questo perfettamente supportato dalla regia controllata
di Rilla che instilla angoscia senza puntare sul facile
effetto. Assolutamente audace la scelta del modo in cui
le donne vengono fecondate, soprattutto visti gli anni in
cui il film venne prodotto: gravidanze indesiderate ed extraconiugali,
allusioni all'Immacolata Concezione, infanticidio e uccisione
dei genitori. C'è di che esaltare gli psicologi e
far infuriare i bigotti! Carismatica l'interpretazione di
George Sanders nei panni di uno scienziato che proverà
a razionalizzare l'accaduto, cercando di salvare la faccia
al figlio tanto desiderato, finché non si renederà
conto che deve arrendersi alla terribile evidenza e prenderne
le redini. Eccezionale l'inizio del film con tutta la città
che cade addormentata e molto accattivante (alla Ai
confini della Realtà) la scena dei militari
che cercano di capire cosa stia succedendo a Midwich mandando
in avanscoperta un soldato che cade subito dopo aver superato
la linea bianca. Non meno bello il finale. Il Villaggio
dei Dannati è un film molto intelligente e soprattutto
ben realizzato che non sfigurerà certo nella vostra
videoteca privata: un classico da non perdere.
Seguito da La Stirpe dei Dannati
(1963) e remeccato da Carpenter col Villaggio
dei Dannati (1995).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato a Letchmore Heath (Hertfordshire,
UK), costò circa 200.000 dollari.
Il film si trova anche in versione colorizzata
digitalmente.
La parrucca che indossavano i bambini aveva
sotto una struttura che faceva in modo che la scatola cranica
dei ragazzini sembrasse più grossa.
Il film nacque nel 1957 come progetto della
American Picture ed il protagonista sarebbe dovuto essere
Ronald Colman (attorone della Golden Era), ma tutto fu messo
nel cassetto perché si credeva che la pellicola potesse
risultare troppo controversa, in special modo rispetto alla
sua sinistra rappresentazione "dell'immacolata concezione".
In effetti, alla notizia del progetto, la Catholic Legion
of Decency si era già messa in allarme.
L'effetto speciale che rendeva luminescenti
gli occhi dei ragazzini fu ottenuto sovrapponendo all'iride
"normale" un'immagine negativa dell'iride. A quanto
si dice, il regista non era particolarmente contento di
questo effetto e lo avrebbe evitato.