TRAMA

Tre uomini finiscono su un'isola e sono catturati da una tribù capeggiata da Karl The Butcher e suo figlio, che pare un Conan cirrotico. I tre vengono liberati col fine di essere cacciati dalla tribù in una specie di caccia grossa. I superstiti, con l'aiuto di altri, si coalizzano per sferrare un attacco alla tribù.


VIOLENT SHIT 3 - Infantry of Doom
(titolo or.: Violent Shit 3 - Infantry of Doom - GERMANIA - 1999 - 85min - Colore)

di Andreas Schnaas

GENERE
HORROR
IN BREVE
Un po' (poco) meglio dei precedenti. Ma è sempre Schnaas.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Schnaas si "allarga" e porta la sua filosofia di hardgore "take away" in formato panoramico, con un numero di comparse considerevoli e con SFX migliori di quelli che ci aveva propinato in passato. Parliamoci chiaramente però, Violent Shit 3 non è un bel film. Non penso proprio, d'altronde, che a Schnaas importi fare film belli, o che gli interessi incontrare il gusto del mainstream, o le richieste degli appassionati di horror che ricercano una certa qualità. Il regista tedesco tira dritto per la sua strada fatta di assurdi scontri di kung-fu fra ninja che si incontrano in su un isola abitata da una tribù di folli capeggiati da un morto vivente e supportati da un mad doctor a metà fra Mengele e Adolf Hitler. Il tutto condito da sangue, sangue e ancora sangue. Dialoghi, tecnica di ripresa, montaggio, fotografia?...Ma va, Non importa! Una tale sciatteria portata avanti con tale pervicacia quasi merita ammirazione. Per chi cerca gore "senza pensieri" questo terzo capitolo della saga è una vera manna: toraci squarciati, visi dilaniati (à la Hellraiser, 1987), colonne vertebrali strappate tramite uncini infilati nell'ano, vagine penetrate da animaletti che si muovono in stop motion (di quello fatto male), decapitazioni, amputazioni, eccetera eccetera. Il plot che vuole un gruppo di sfigati braccati sull'isola da un manipolo di folli ricorda da vicino La pericolosa partita (1932) e relativi remakes, però nella fattispecie Schnaas mischia horror ad action, inserendo scene di lotta stile kung-fu movie: peccato che il regista non sappia minimamente come ci si comporti con la mdp in tale genere di riprese. Così anche la remota possibilità di inserire in mezzo a tutto questo sangue degli elementi "altri" fallisce miseramente o cade nel ridicolo. Non importa! Il pubblico di adolescenti inquieti che hanno eletto Schnaas a guru del gore estremo sembrano non essere interessati agli evidenti limiti del loro regista di culto e seppelliscono le critiche sotto un mare di "non farti infartare e goditi lo show!". Forse è giusto così, o per lo meno è buono e giusto per Schnaas che non si fa pregare e dà al suo pubblico ciò che lui vuole, e glielo dà in quantità massicce. Ma, come fanno notare Curti e La Selva nel loro ottimo libro Sex and violence - percorsi nel cinema estremo: "Non basta battere il record mondiale di emoglobina utilizzata sul set [...] per potersi fregiare di un passaporto da outsider. L'estremo non è una questione di quantità: anzi, il fattore-disagio pare diminuire in maniera inversamente proporzionale all'aumento di materia prima, soprattutto quando quest'ultima è offerta con noncurante prodigalità" (p.413). Parole sante. Resta il fatto che Schnaas se ne frega e continua a fare soldi, soprattutto ora che l'era del DVD offre cofanetti speciali che raccolgono la trilogia di Violent Shit a prezzi concorrenziali. Che dire? Beato lui!

La saga di "Violent Shit" è composta da: Violent Shit (1989), Violent Shit 2 - Mother hold my hand (1992), Violent Shit 3 - Infantry of Doom (1999). Nikos (2003) è stato titolato anche Violent Shit 4 - Nikos, ma non c'entra nulla con la saga.

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