LA FRASE dal film:
"Tutti, moriremo tutti. Nella maniera più
orribile: uccisi e poi divorati"
Bruno Mattei si appioppa lo pseudonimo
V. Dawn in onore dell'ALBA dei morti viventi di Romero (Zombi,
1978) e mescola zombie-movie, cannibal e confeziona il tutto
con qualche immagine mondo. Per l'esattezza il regista pesca
un po' da La Vallée (1972) di Barbet Schroeder,
dal mondo-movie giapponese di Akira Ide Nuova Guinea,
l'isola dei cannibali (1974), e usa le musiche dei
Goblin già utilizzate in Zombi, Buio
Omega e Contamination.
Risultato? "uno dei più dementi e sgangherati
zombie movie mai girati" (Stracult, Giusti, 2004).
La Nuova Guinea "ricostruita" da Mattei alle porte
di Barcellona potrebbe anche generare qualche interesse
se gli attori del film in questione avessero provato a recitare,
evitando di sgranare gli occhi di continuo (e mi riferisco
alla Newton) oppure avessero agito in una maniera sensata
nei confronti degli zombie (ma questo è probabilmente
più un problema di script che di recitazione). Il
trucco dei morti viventi, cioè due dita di fard verde
sulle guance, è pietoso e la camminata zombesca verso
la telecamera non ha per nulla la stessa forza che possiamo
ritrovare nelle pellicole di Romero. Il sottofondo antinucleare,
antimperialista e protonoglobal è solo di facciata
ed il guaio è che dietro la facciata non si nasconde
neppure una sana volontà exploitation. Chi è
in cerca di roba "forte", comunque, avrà
l'occasione di vedere un bambino preso a fucilate (guardate
la foto a sinistra...l'avrei fatto anch'io) e, negli inserti
presi dallo shockumentary giapponese, un rito funerario
con morto gonfio e (chicca delle chicche...ma non ci metterei
la mano sul fuoco che sia vera) una donna che spilucca i
vermi da un cadavere e se li mangia...slurp! Scene stracultistiche
e weird a parte, la trama annoia, gli interpreti scandalizzano
e l'azione fa ridere. Il team di militari è composto
da squilibrati in tuta da meccanico che non usano mai le
armi quando dovrebbero e se lo fanno non le usano mai nel
modo giusto. Cioé: se hai capito che gli zombie si
uccidono solo con un colpo in testa, perché ti ostini
per tutto il film a sventagliare il mitragliatore ovunque
e non miri mai alla testa? Pochi momenti veramente gore
(il migliore è alla fine, vedi immagine a lato) e
molti momenti trash: dai lampi in cielo fintissimi stile
anni '40, alle crisi di nervi del militare Santoro che sclera
con i morti viventi, dalle immagini documentaristiche inserite
a casaccio, agli effetti speciali poco speciali. La cosa
più imperdonabile, poi, è la noia. Solo per
appassionati e revisionisti (ma sarà un duro lavoro).
Noto all'estero come: Virus Cannibale
(Francia), Hell of the Living Dead, Zombi 5:
Ultimate Nightmare, Night of the Zombies (USA),
Zombie Creeping Flesh (UK), Zombie Inferno,
Zombie of the Savanna, Apocalipsis canibal (Spagna),
Die Holle der Lebenden Tote (Germania).
Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.