TRAMA

Da una fabbrica chimica si sprigiona un vapore tossico che trasforma le persone in zombie bramosi di carne umana. Un team di militari che dovrebbe appartenere a una qualche sorta di forza speciale (ma pare più una combriccola di meccanici) incontra una giovane giornalista che sa come muoversi in Nuova Guinea (cioé a seno nudo), località dove si svolge l'azione. Dopo varie peripezie trashone il gruppetto finisce per essere sopraffatto dagli innumerevoli zombies. Si verrà poi a scoprire che la sostanza chimica è stata prodotta come arma batteriologica per sfoltire la popolazione del terzo mondo. Davvero una genialata.


VIRUS - l'inferno dei morti viventi
(ITALIA/SPAGNA - 1980 - 99min - Colore)

di Vincent Dawn [Bruno Mattei]

GENERE
HORROR
IN BREVE
Poco gore, qualche picco shockumentaristico, molte ridicolaggini.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

LA FRASE dal film: "Tutti, moriremo tutti. Nella maniera più orribile: uccisi e poi divorati"

Bruno Mattei si appioppa lo pseudonimo V. Dawn in onore dell'ALBA dei morti viventi di Romero (Zombi, 1978) e mescola zombie-movie, cannibal e confeziona il tutto con qualche immagine mondo. Per l'esattezza il regista pesca un po' da La Vallée (1972) di Barbet Schroeder, dal mondo-movie giapponese di Akira Ide Nuova Guinea, l'isola dei cannibali (1974), e usa le musiche dei Goblin già utilizzate in Zombi, Buio Omega e Contamination. Risultato? "uno dei più dementi e sgangherati zombie movie mai girati" (Stracult, Giusti, 2004). La Nuova Guinea "ricostruita" da Mattei alle porte di Barcellona potrebbe anche generare qualche interesse se gli attori del film in questione avessero provato a recitare, evitando di sgranare gli occhi di continuo (e mi riferisco alla Newton) oppure avessero agito in una maniera sensata nei confronti degli zombie (ma questo è probabilmente più un problema di script che di recitazione). Il trucco dei morti viventi, cioè due dita di fard verde sulle guance, è pietoso e la camminata zombesca verso la telecamera non ha per nulla la stessa forza che possiamo ritrovare nelle pellicole di Romero. Il sottofondo antinucleare, antimperialista e protonoglobal è solo di facciata ed il guaio è che dietro la facciata non si nasconde neppure una sana volontà exploitation. Chi è in cerca di roba "forte", comunque, avrà l'occasione di vedere un bambino preso a fucilate (guardate la foto a sinistra...l'avrei fatto anch'io) e, negli inserti presi dallo shockumentary giapponese, un rito funerario con morto gonfio e (chicca delle chicche...ma non ci metterei la mano sul fuoco che sia vera) una donna che spilucca i vermi da un cadavere e se li mangia...slurp! Scene stracultistiche e weird a parte, la trama annoia, gli interpreti scandalizzano e l'azione fa ridere. Il team di militari è composto da squilibrati in tuta da meccanico che non usano mai le armi quando dovrebbero e se lo fanno non le usano mai nel modo giusto. Cioé: se hai capito che gli zombie si uccidono solo con un colpo in testa, perché ti ostini per tutto il film a sventagliare il mitragliatore ovunque e non miri mai alla testa? Pochi momenti veramente gore (il migliore è alla fine, vedi immagine a lato) e molti momenti trash: dai lampi in cielo fintissimi stile anni '40, alle crisi di nervi del militare Santoro che sclera con i morti viventi, dalle immagini documentaristiche inserite a casaccio, agli effetti speciali poco speciali. La cosa più imperdonabile, poi, è la noia. Solo per appassionati e revisionisti (ma sarà un duro lavoro).

Noto all'estero come: Virus Cannibale (Francia), Hell of the Living Dead, Zombi 5: Ultimate Nightmare, Night of the Zombies (USA), Zombie Creeping Flesh (UK), Zombie Inferno, Zombie of the Savanna, Apocalipsis canibal (Spagna), Die Holle der Lebenden Tote (Germania).

Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.