La Frase dal Film:
"Due pallide gocce di fuoco che scavano nell'oscurità
profonda e paurosa. Io e mia sorella Madeline tra breve
cesseremo di bruciare"
In seguito al successo che ebbero gli adattamenti
dei classici della Universal da parte della Hammer, con
titoli che avevano come protagonisti Frankenstein e Dracula,
Corman si persuase del fatto che l'interesse per il gotico
fra il pubblico fosse arrivato a buon punto. Il regista,
fino ad allora noto per b-movie a basso budget, diresse
la sua attenzione verso un alto modello d'ispirazione, ovvero
Edgar Allan Poe e i suoi racconti d'orrore. Invece di produrre
l'ennesimo low budget, il regista riuscì a convincere
Samuel Z. Arkoff e James H. Nicholson della AIP (American
International Pictures) a farsi dare tanti soldi quanti
in genere gli sarebbero bastati per girare due o tre film
dei suoi soliti; stiamo parlando di un periodo storico e
di una casa cinematografica che, al tempo, prima creava
una locandina suggestiva e poi, su questa, ci faceva un
horror con un mostro. Ma questa volta l'operazione sarebbe
stata realizzata in cinemascope e in technicolor e si vocifera
che, ai produttori, Corman disse che per questo progetto
il mostro sarebbe stato addirittura la casa in sé.
Quelli della AIP insistettero che il titolo del racconto
di Poe venisse abbreviato per poterlo fare stare sulla locandina
(a loro importava solo quella!), ma contemporaneamente cedettero
alle richieste di Corman. The Fall of the house of Usher,
o più semplicemente House of Usher, sarà
un grande spartiacque nella carriera di Roger Corman. Ciò
che fece il regista fu di fondere le suggestioni gotiche
della Hammer con una certa inquietudine intellettuale e
psicologica che si rifaceva a Ingmar Bergman, cineasta molto
ammirato da Corman; non per nulla nel suo altro film La
maschera della Morte Rossa (1964) sono rintracciabili
le eco de Il Settimo Sigillo (1956). Questa fusione
di stile portò alla creazione di film melodrammatici
di forte impatto emotivo ancor più che orrorifico:
prova ne è il finale de I vivi e i morti,
finale che non sto qua a scrivere per non fare spoiling.
Più cose concorrono alla riuscita di questo film:
la recitazione di Price, angosciata e altezzosa, diventerà
un marchio di fabbrica per i successivi lavori dell'attore
per almeno un ventennio. L'adattamento del racconto di Poe
da parte di Richard Matheson che dilata ai tempi cinematografici
un breve racconto senza snaturarne l'essenza. Altro elemento
interessante è la sperimentazione con i filtri colorati
operata dal direttore alla fotografia (Floyd Crosby) per
rendere l'idea del sogno; la cosa, che accresce il weird
level della pellicola, è una tecnica che verrà
ripresa in altre pellicole per realizzare il piano onirico.
Non meno riuscita risulta la ricerca scenografica di Daniel
Haller che va a sfruttare una zona devastata dalle fiamme
sulle Beverly Hills per rendere la desolazione delle lande
attraversate da Damon a cavallo, lande fatte di alberi schelettrici
che, insieme alla facciata e all'interno della casa degli
Usher, accrescono la dimensione gotica. Notevoli, poi, i
dipinti realizzati da Bert Schoenberg che "vestono"
i muri della villa, realizzati in uno stile che richiama,
in qualche modo, "L'Urlo" di Munch. Tutti questi
elementi fanno de I Vivi e i Morti un gothic horror
di tutto rispetto che non potrà che piacere agli
appassionati del genere e, forse, stregare anche una fetta
di pubblico mainstream.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Gli altri film di Corman basati sui racconti
di Poe, sono: Il pozzo e il
pendolo (1961), Sepolto vivo (1962), I Racconti del
Terrore (1962), I
Maghi del Terrore (1963), La città dei mostri (1963; che però è tratto da Lovecraft), La maschera
della Morte Rossa (1964), La tomba di Ligeia (1964).
Il film, che esordì sugli schermi
il 22 giugno 1960, costò circa 270.000 dollari e
ne incassò più di un milione. Gli esterni
furono filmati sulle Hollywood Hills (Los Angeles), mentre
gli interni al Raleigh Studios - 5300 Melrose Ave., Hollywood,
(Los Angeles).
Gli altri adattamenti cinematografici del
racconto di Poe "La rovina della casa degli Usher",
sono: La Chute de la maison Usher (1928) di Jean Epstein adattamento francese curato
da Buñuel. The Fall of the House of Usher (1928), corto di Watson e Webber. The Fall of the House of Usher (1948) versione inglese di Ivan Barnett. The Fall of the House of Husher (1966), prodotto TV. Histoires extraordinaires: La chute de la maison Usher (1981) film TV con Fanny Ardant. La Casa degli Usher (Zánik domu Usheru, 1981) corto animato
cecoslovacco. The Fall of the House of Usher (1982)
film per la tv inglese con Martin Landau. Revenge in
the House of Usher (1982) di Jesus Franco. Il Mistero di Casa Usher (The Fall of the House of Usher, 1988) di Alan
Birkinshaw con Oliver Reed. The Fall of the Louse of
Usher (2002), una variazione musical rock di Ken Russell. The House of Usher (2006), thriller di Hayley Cloake.
La landa "malconcia" che percorre
Mark Damon si trovava in realtà sulle colline di
Beverly Hills dopo che erano state devastate da un incendio.
Corman aveva sentito dell'incendio alla radio e si era precipitato
là il giorno dopo con la crew per filmare.
Corman era venuto a sapere che c'era un
vecchio edificio nella Orange County che doveva essere demolito.
Ottenne il permesso di girare e di dargli fuoco alla fine
delle riprese, in modo da poter filmare anche l'incendio.
Tali riprese vennero così bene che furono utilizzate
non solo per il finale di questo film, ma anche per gli
altri film successivi tratti dai racconti di Poe. Corman
(che forse non aveva preventivato il successo della pellicola)
pensava che il pubblico non avrebbe riconosciuto le stesse riprese piazzate in differenti film.