TRAMA

Philip Winthorp (Mark Damon) va a fare visita alla fidanzata Madeline (Myrna Fahey) nella sua casa di famiglia nel New England. Phil è accolto dal fratello di lei, Roderick (Vincent Price), che dice a Philip che Madeline è malata e che sarebbe meglio che lasci perdere la sorella. Philip insiste nel voler restare nonostante Roderick cerchi di fargli comprendere che da tale insistenza non potrà venire nulla di buono. In effetti Madeline muore e viene sepolta nella tomba di famiglia. Poco prima di lasciare la casa, Philip scopre che la donna soffre di catalessia e che è stata sepolta viva. Ma qual è la malattia che affligge gli Usher?


I VIVI E I MORTI
titolo or.: The Fall of the House of Usher - USA - 1960 - 79' - Col.

di Roger Corman

GENERE
GOTHIC HORROR - THRILLER
IN BREVE

Un film che rappresentò una svolta nella carriera di Corman. Un affascinatissimo adattamento di Poe per la creazione di un gothic horror di tutto rispetto.

WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Due pallide gocce di fuoco che scavano nell'oscurità profonda e paurosa. Io e mia sorella Madeline tra breve cesseremo di bruciare"

In seguito al successo che ebbero gli adattamenti dei classici della Universal da parte della Hammer, con titoli che avevano come protagonisti Frankenstein e Dracula, Corman si persuase del fatto che l'interesse per il gotico fra il pubblico fosse arrivato a buon punto. Il regista, fino ad allora noto per b-movie a basso budget, diresse la sua attenzione verso un alto modello d'ispirazione, ovvero Edgar Allan Poe e i suoi racconti d'orrore. Invece di produrre l'ennesimo low budget, il regista riuscì a convincere Samuel Z. Arkoff e James H. Nicholson della AIP (American International Pictures) a farsi dare tanti soldi quanti in genere gli sarebbero bastati per girare due o tre film dei suoi soliti; stiamo parlando di un periodo storico e di una casa cinematografica che, al tempo, prima creava una locandina suggestiva e poi, su questa, ci faceva un horror con un mostro. Ma questa volta l'operazione sarebbe stata realizzata in cinemascope e in technicolor e si vocifera che, ai produttori, Corman disse che per questo progetto il mostro sarebbe stato addirittura la casa in sé. Quelli della AIP insistettero che il titolo del racconto di Poe venisse abbreviato per poterlo fare stare sulla locandina (a loro importava solo quella!), ma contemporaneamente cedettero alle richieste di Corman. The Fall of the house of Usher, o più semplicemente House of Usher, sarà un grande spartiacque nella carriera di Roger Corman. Ciò che fece il regista fu di fondere le suggestioni gotiche della Hammer con una certa inquietudine intellettuale e psicologica che si rifaceva a Ingmar Bergman, cineasta molto ammirato da Corman; non per nulla nel suo altro film La maschera della Morte Rossa (1964) sono rintracciabili le eco de Il Settimo Sigillo (1956). Questa fusione di stile portò alla creazione di film melodrammatici di forte impatto emotivo ancor più che orrorifico: prova ne è il finale de I vivi e i morti, finale che non sto qua a scrivere per non fare spoiling. Più cose concorrono alla riuscita di questo film: la recitazione di Price, angosciata e altezzosa, diventerà un marchio di fabbrica per i successivi lavori dell'attore per almeno un ventennio. L'adattamento del racconto di Poe da parte di Richard Matheson che dilata ai tempi cinematografici un breve racconto senza snaturarne l'essenza. Altro elemento interessante è la sperimentazione con i filtri colorati operata dal direttore alla fotografia (Floyd Crosby) per rendere l'idea del sogno; la cosa, che accresce il weird level della pellicola, è una tecnica che verrà ripresa in altre pellicole per realizzare il piano onirico. Non meno riuscita risulta la ricerca scenografica di Daniel Haller che va a sfruttare una zona devastata dalle fiamme sulle Beverly Hills per rendere la desolazione delle lande attraversate da Damon a cavallo, lande fatte di alberi schelettrici che, insieme alla facciata e all'interno della casa degli Usher, accrescono la dimensione gotica. Notevoli, poi, i dipinti realizzati da Bert Schoenberg che "vestono" i muri della villa, realizzati in uno stile che richiama, in qualche modo, "L'Urlo" di Munch. Tutti questi elementi fanno de I Vivi e i Morti un gothic horror di tutto rispetto che non potrà che piacere agli appassionati del genere e, forse, stregare anche una fetta di pubblico mainstream.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Gli altri film di Corman basati sui racconti di Poe, sono: Il pozzo e il pendolo (1961), Sepolto vivo (1962), I Racconti del Terrore (1962), I Maghi del Terrore (1963), La città dei mostri (1963; che però è tratto da Lovecraft), La maschera della Morte Rossa (1964), La tomba di Ligeia (1964).

Il film, che esordì sugli schermi il 22 giugno 1960, costò circa 270.000 dollari e ne incassò più di un milione. Gli esterni furono filmati sulle Hollywood Hills (Los Angeles), mentre gli interni al Raleigh Studios - 5300 Melrose Ave., Hollywood, (Los Angeles).

Gli altri adattamenti cinematografici del racconto di Poe "La rovina della casa degli Usher", sono: La Chute de la maison Usher (1928) di Jean Epstein adattamento francese curato da Buñuel. The Fall of the House of Usher (1928), corto di Watson e Webber. The Fall of the House of Usher (1948) versione inglese di Ivan Barnett. The Fall of the House of Husher (1966), prodotto TV. Histoires extraordinaires: La chute de la maison Usher (1981) film TV con Fanny Ardant. La Casa degli Usher (Zánik domu Usheru, 1981) corto animato cecoslovacco. The Fall of the House of Usher (1982) film per la tv inglese con Martin Landau. Revenge in the House of Usher (1982) di Jesus Franco. Il Mistero di Casa Usher (The Fall of the House of Usher, 1988) di Alan Birkinshaw con Oliver Reed. The Fall of the Louse of Usher (2002), una variazione musical rock di Ken Russell. The House of Usher (2006), thriller di Hayley Cloake.

La landa "malconcia" che percorre Mark Damon si trovava in realtà sulle colline di Beverly Hills dopo che erano state devastate da un incendio. Corman aveva sentito dell'incendio alla radio e si era precipitato là il giorno dopo con la crew per filmare.

Corman era venuto a sapere che c'era un vecchio edificio nella Orange County che doveva essere demolito. Ottenne il permesso di girare e di dargli fuoco alla fine delle riprese, in modo da poter filmare anche l'incendio. Tali riprese vennero così bene che furono utilizzate non solo per il finale di questo film, ma anche per gli altri film successivi tratti dai racconti di Poe. Corman (che forse non aveva preventivato il successo della pellicola) pensava che il pubblico non avrebbe riconosciuto le stesse riprese piazzate in differenti film.

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