TRAMA

La Morte di Yuri, trovato a pezzi in una lavatrice, è il caso che deve risolvere l'ispettore Stacev (Philippe Caroit). Al centro dell'indagine ci sono tre sorelle Vida (Katarzyna Figura), Ludmilla (Barbara Ricci) e Maria (Ilaria Borrelli). Fra misteri, sesso ed inganni, l'ispettore si trova invischiato più di quanto dovrebbe.


VORTICE MORTALE
Italia/Francia/Ungheria - 1993 - 89min - Colore

di Ruggero Deodato

GENERE
ITALIAN GIALLO - EROTIC
IN BREVE
Più erotico che altro. Un tardo giallo girato da un regista con poca dimestichezza col mystery. Un po' lento.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Why do you think she spied on us, half naked, every time we came home, standing in the shadows, pretending not to be seen? We could see her watching us, which only made it more exciting. We’d do things for her alone, making sure she could always see us. That night we gave her quite a show, we could have sold tickets. Does this excite you Inspector?”*

Tardo ritorno al giallo compiuto da un regista che col giallo ha avuto poco a che fare e che è passato alla storia piuttosto per il cannibal (Cannibal Holocaust, 1979). Deodato gira in quel di Budapest, sfruttando le aperture seguenti alla caduta del Muro, in un paese dove i costi produttivi erano (e sono) più alle portata delle produzioni cinematografiche italiane. Gira con cipiglio alla Argento, gioca con le atmosfere quasi gotiche di Budapest, evita eccessi iperviolenti e infarcisce di situazioni erotiche, alcune anche di una certa finezza. Poi però la cosa sfugge di mano e la tetta prende il sopravvento su tutto il resto e si arriva alla soluzione dell'enigma stanchi e confusi, con l'impressione che l'ingarbugliato intrigo sia tutta paccottiglia messa intorno alle scene di sesso; l'ideale sarebbe stato il contrario. Lo stesso Deodato non rimase entusiasta del risultato, soprattutto perché avrebbe voluto davanti alla mdp dei volti più noti che invece non riuscì ad ingaggiare. La storia dell'ispettore che indaga sulle sorelle prostitute e che "ovviamente" deve fare sesso con tutte e tre suona un po' come una Rocco Siffredi production, e siccome siamo nella capitale dell'Ungheria la sensazione si rafforza. L'attenzione dello spettatore va "per natura" più verso i nudi delle tre protagoniste piuttosto che verso la drammaticità degli eventi narrati o il progressivo ingarbugliamento di rapporti e plot. Deodato però, anche se non riesce del tutto, per lo meno tenta di non sbilanciare la storia verso il sesso, come ad esempio faceva il regista Polselli. Nella migliore tradizione giallo italica la percezione dello spettatore viene deliberatamente confusa: la morte di Yuri viene riproposta varie volte, in flashback e sequenze oniriche, ed ognuna in modo diverso, mai comunque riflettenti la verità. Non mancano suggestioni cannibaliche e stregonesche; si scopre anchesì la passione di Deodato per la lirica. Il finale, come tutti i finali dei gialli all'italiana, punta al carpiato con avvitamento e, in questo caso, ci riesce se non ci si fissa su logica e coerenza. Freddo nell'esecuzione, forse un po' lento, accompagnato da una discreta musica dell'onnipresente Simonetti, Vortice Mortale aka The Washing Machine, vale più per la ruspante avvenenza delle sue protagoniste che per la storia e Deodato, inaspettatamente, dimostra di saper trattare l'erotismo in maniera più che discreta. Peccato che la spietata legge della domanda e dell'offerta lo abbiano portato negli anni successivi alle produzioni televisive (I Ragazzi del Muretto, Noi siamo angeli, e compagnia bella). Per cul-tori.

* Trad: "Perché pensi che lei ci spii, mezzi nudi, ogni volta che torniamo a casa, nascosta nell'ombra, fingendo di non essere vista? Possiamo vederla mentre ci guarda, il che rende solo la cosa più interessante. Potremmo fare cose per lei sola, facendo in modo che possa sempre vederci. Quella notte le abbiamo offerto quasi uno spettacolo, avremmo potuto vendere i biglietti. Questo ti eccita ispettore?"

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