La Frase dal Film:
"Un buffone è nel cuore un saggio ma se si guarda allo specchio ci vede un buffone"
Poco coerentemente rispetto agli eventi narrati nel primo capitolo, torna il Warlock questa volta niente poco di meno che nei panni del figlio del Maligno; con un padre tale il Warlock, sempre interpretato dal gessoso Julian Sands, non può aspettarsi nulla di buono ed infatti avrà solo sei giorni per trovare le rune che apriranno al Male le porte della Terra. Il film funziona solo in parte e sebbene alcuni momenti siano riusciti e curiosi (direi weird) la somma di questi non riesce a dar vita ad un prodotto davvero interessante, anche se nel complesso l'elemento d'intrattenimento è salvaguardato. Dietro la mdp lavora Anthony Hickox, regista esperto del genere con uno smaccato gusto per lo splatter ed un'attitudine verso il comico. Non troppo diversamente dal suo Waxwork (1988), Hickox arricchisce la storia del Warlock con siparietti comico-orrorifici che hanno il difetto di frammentare il racconto ma il pregio di essere realizzati con un'originale verve inventiva. Julian Sands funziona meglio in questo secondo capitolo rispetto al primo solo perché non esiste nessun altro personaggio o attore degno di nota ad oscurare la sua rigida interpretazione. Hickox, d'altra parte, sembra preferire di gran lunga concentrare l'attenzione sul cattivo piuttosto che sui buoni del racconto, col risultato che le originali malvagità del Warlock (come avverrà per il Wishmaster, 1997) sono la cosa più spassosa del film. Nessun altro attore, a parte Sands ed in una certa misura Steve Kahan (nel film il padre di Kenny), merita attenzione. Il Warlock, così, si trova a livello filmico a spadronaggioare sul campo una storia abbastanza banale che vede in opera il cliché del Male opposto al Bene; un Bene druidico ma speculare ai soliti esorcisti di tradizione cattolica. Fra i momenti più riusciti della pellicola quello che si svolge in un circo in cui si reca lo stregone per recuperare una runa magica; in una dimensione quasi avulsa dal contesto, la sequenza si segnala per una scenografia originale ed un'atmosfera inquietante. Segmento davvero bizzarro, anche se tale pregevole bizzarria è totalmente fuori luogo rispetto all'andamento generale del film. Non male anche l'incontro fra il Warlock e il collezionista d'arte. Nelle due scene appena segnalate si riconosce palesemente la mano di Hickox. Altri momenti sembrano invece derivativi: il Warlock esce dal ventre della donna posseduta, con l'aspetto di un baccello informe e schifoso così come si era visto in Xtro (1982), mentre l'addestramento druidico di Kenny sembra un fallimentare rimando alla sequenza d'addestramento dello Jedi ne L'Impero Colpisce Ancora (1980). Benché non direttamente legato al primo film, Warlock II mantiene intatto il semplice concetto di base che vedeva la lotta fra lo stregone ed i buoni, arricchendo un plot non originalissimo con qualche trovata originale, qualche effetto speciale curioso e un tasso di belle donne e sangue in più. Prodotto per appassionati che si accaparra la sufficienza.
Preceduto da Warlock - Il Signore delle Tenebre (1988) e seguito da Warlock III - La Fine dell'Innocenza (1998).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 3 milioni di dollari.