TRAMA

Una mano sfuggita all'incendio del museo delle cere del precedente film, segue Sarah (Monika Schnarre) fino a casa e le uccide il padre. La ragazza viene accusata di omicidio ma Mark (Zach Galligan) conosce la verità. I due anno bisogno di una prova e attraversano una porta dimensionale per procurarsela. Incontreranno Frankenstein, gente in una casa stregata, astronauti assediati da un alieno, ed un intrigo satanista dei tempi medievali.


WAXWORK II - Persi nel Tempo
titolo or.: Waxwork II: Lost in Time - USA - 1991 - 104' - Colore

di Anthony Hickox

GENERE
HORROR - COMEDY
IN BREVE
meno riuscito del primo, forse per la volontà di far ridere a tutti i costi. L'intrattenimento non scompare dl tutto.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Tu sei un perverso, tu sei un sadico, un tetro egoista, un incestuoso, assetato di sangue, pervertito!" "Devo arguire che tu non mi stimi"

Sèguito del simpatico Waxwork (1988) che ne mantiene il doppio tono comico ed orrorifico e la struttura episodica citazionista e cinefila; questo fa di Waxwork II un film godibile soprattutto da coloro che conoscono la materia e possono divertirsi a scoprire le pellicole horror alle quali Hickox si è rifatto. Il regista conferma con questo film il suo stile legato al cinema fantastico e splatter, dimostrando per l'ennesima volta che il suo entusiasmo è di gran lunga superiore ai risultati ottenuti; ma l'entusiasmo traspare e va a tutto vantaggio del fim e della sua forza d'intrattenimento. Il plot spinge abbastanza pretestuosamente i due protagonisti a spasso nel tempo in avventure legate ai miti dell'orrore; non tutti i siparietti riescono bene, però. Non è esaltante il mondo del Barone Frankenstein interpretato da Martin Kemp che stranamente decide di dare un taglio al suo personaggio come se si trattasse di un folle comandante tedesco. Anche il blocco finale, quello più lungo di tutti, risulta tedioso e mischia suggestione da Edgar Allan Poe e dal ciclo bretone di Re Artù, intrighi satanici e combattimenti all'arma bianca. Robetta. Molto meglio il blocco in bianco e nero che prende per i fondelli Gli Invasati (1963) e che sa regalare qualche brivido. Qui troviamo Bruce Campbell (La Casa, 1982) in un ennesino ruolo spassoso; l'attore, nei panni di John Loftmore, si trova legato ad un palo con la cassa toracica esposta sulla quale, involontariamente, vengono gettati elementi irritanti (sale, aceto, ...). Il risultato è spassoso. Curioso il blocco che vede il recupero delle atmosfere fantascientifiche di Alien (1979), più riuscito appunto per le atmosfere che all'atto partico. Zach Galligan nei panni del coraggioso protagonista Mark, riesce meglio in questo film che nel precedente mentre la bella Schnarre è giusto la bella di contorno. Waxwork II risulta più ricco a livello produttivo rispetto al precedente (soprattutto relativamente alle scenografie), ma in pratica risulta anche più camp e meno divertente forse proprio perché pretende di esserlo di più; il risultato è un passatempo di moderata qualità. La durata della pellicola, oltretutto, è eccessiva. Picco trash di gusto anni '80 nel finale con titoli di coda accompagnati dal video rap old school degli L.A.Posse che cantano "Lost in Time", con filmati dei dietro le quinte e gli attori che ballano a ritmo di rap. Esempio di come concludere in maniera poco dignitosa un film horror.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

La pellicola fu filmata fra il 29 aprile 1991 e il primo maggio dello stesso anno.

Il film fa riferimento a diverse pellicole: Nosferatu (1922), Frankenstein (1931), Dr. Jekyll e Mr. Hyde (1941), La Maschera di Cera (1953), Godzilla (1954), L'Invasione degli Ultracorpi (1955), Il Maghi del Terrore (1963), Gli Invasati (1963), La Maschera della Morte Rossa (1964), 2001: Odissea nello Spazio (1968), Dopo la Vita (1973), Monty Python e il Sacro Graal (1975), La Febbre del Sabato Sera (1977), Zombi (1978), Alien (1979), Shining (1980), Ritorno al Futuro parte II (1989).

Il padre di Sarah sta guardando in TV un film. Si tratta di I Marziani Invadono la Terra (Lobster Man from Mars, 1989).

Il regista Hickox offrì a Dolph Lundgren la parte del mostro di Frankenstein ma l'attore rifiutò.

Sarah, nel castello di Scarabis, dice di essere a 700 anni indietro rispetto al 1991 ma siccome George cita Shakespeare è più probabile che sia andata indietro nel tempo di "soli" 500 anni.

Nei credits finali si scrive che Godzilla viene interpretato da "se stesso" e che il film è stato girato interamente nella 4^ dimensione.

Questo fu l'ultimo film di John Ireland (1914-1992), qui nei panni di Re Artù. Ireland, la cui carriera era quella di attore, diresse però tre film: solo uno è un horror e lo codiresse con Guido Zurli anche se non è stato accreditato. Si tratta del film Lo Strangolatore di Vienna (1970).

Gli L.A. Posse conobbero qualche notorietà fra il 1987 e il 1991, quindi quando fu girato questo film erano già in fase più che calante.

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