TRAMA

Un gruppetto di amici decide di farsi una vacanza in una vecchia fattoria sulle sponde del Crystal Lake. Il solito vecchio pazzo cerca di dissuaderli e, come al solito, fallisce. Sempre come al solito segue l'immancabile carneficina compiuta da Jason Voorhees che questa volta indossa la sua bella maschera da hockey.


WEEK-END DI TERRORE
(titolo or.: Friday the 13th Part 3 - USA - 1982 - 95min - Colore)

di Steve Miner

GENERE
SLASHER
IN BREVE
Per la prima volta Jason si mette la maschera da hockey. Tutto qua.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "E così imparerai la lezione. Una bella ragazza non deve mai stare sola di notte"

Uno degli episodi più deboli della serie, se non il più scarso, pensato per il 3D in anni in cui si tentava di rilanciare questa tecnica che ha generato in pratica solo pellicole pacchiane. Questa volta il gruppo dei ragazzi è composto da soggetti che oltre ad essere senza spessore sono pure "tristi" (il simpaticone bruttino, il freakettone attempato, ...), e la percezione di assistere a qualcosa di già visto (sensazione avvertita anche nel secondo episodio) si fa più marcata. L'originalità, insomma, non sta più di casa a Crystal Lake e, come potete leggere più sotto, sono molte le situazioni, compreso il finale, che vengono recuperate dal primo Venerdì 13. Si dice che gli effetti 3D fossero eccellenti ma la cosa conta poco se non avete la possibilità di avere accesso alla pellicola in 3D; a tutti gli altri (cioé per tutti) non resta che sorbirsi inquadrature tipicamente compiute per sfruttare il 3D senza poter "recuperare" l'effetto. Se il problema del film fosse solo questo, si potrebbe anche stare tranquilli. In verità sarete impegnati a tenere a bada le risate che scaturiranno naturali per la visione della banda di bikers più trashona della storia, un sub-plot del film che vede tre cattivoni alle prese con un atto di vandalismo che non riesce, proprio perché Jason ci si mette in mezzo. Fra le altre pecche uno dei bikers, quello nero, prima muore poi, inspiegabilmente, torna in vita alla fine. Si respira aria soprannaturale, dunque, ed in effetti Jason inizia ad avere quella "fisicità inarrestabile" che diverrà pura indistruttibilità negli episodi futuri. Per ora, il mortale Jason si accaparra solamente la sua famosa maschera da hockey (presa da uno dei ragazzi) dalla quale da questo film in poi non si separerà più; e per concludere posso dire che questa pellicola ha diritto di sopravvivere solo perché si vede Jason per la prima volta con quella maschera. Nulla più. Anzi dimenticavo...notevolissimi i titoli di testa in pseudo 3D corredati di musica elettro-pop puri anni '80...very very camp!!!

La saga di Venerdì 13 è così composta: Venerdì 13 (1980), L'assassino ti siede accanto (1981), Week-end di terrore (1982), Venerdì 13: capitolo finale (1984), Venerdì 13: il terrore continua (1985), Venerdì 13: Jason vive (1986), Venerdì 13: il sangue scorre di nuovo (1988), Venerdì 13 parte 8: incubo a Manhattan (1989), Jason va all'inferno (1993), Jason X (2001), Freddy Vs. Jason (2003), Venerdì 13 (2009), Friday the 13th: Part 2 (2010).

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Debbie legge sull'amaca una copia di Fangoria e inizia dall'articolo che tratta di Tom Savini, il direttore degli SFX di alcuni film della serie Venerdì 13.

Non tenendo conto di alcune scene di Venerdì 13 parte 2, questo è il solo film della serie in cui nessuno pronuncia il nome "Jason".

Il regista Steve Miner fa un cameo: è il giornalista televisivo.

Dana Kimmell, che nel film ha il ruolo di Chris (la protagonista), fece in modo che dallo script fossero tolte molte scene sexy (bene) e altre troppo splatter (brava).

Molte delle scene in questo terzo capitolo sono simili o identiche a quelle del primo Venerdì 13: 1) A Debbie viene fatto passare un coltello attraverso il collo mentre è sdraiata come accadde a Kevin Bacon; 2) Chris pensa di aver ucciso Jason e va a dormire sulla canoa come aveva fatto Alice; 3) Quando questa si sveglia salta fuori dall'acqua ...(no spoiler)... come aveva fatto il giovane Jason nel primo film.

Richard Brooker fu scelto per interpretare il ruolo di Jason essenzialmente perché Miner aveva bisogno di un uomo alto. Essendo alto 192 cm ma non abbastanza massiccio, i vestiti di Brooker furono foderati per farlo risultare più grosso, oltre che alto.

Il body count continua a salire: in questo film ci sono 12 vittime.

Il cinema indipendente "The Royal" a Toronto, possiede una delle poche copie del film nel suo originale formato 3D. Lo proiettano una volta all'anno.