TRAMA

Mentre George (Jake Weber), la moglie Kim (Patricia Clarkson) ed il figlioletto Miles (Erik Per Sullivan) si stanno recando in macchina verso un cottage di montagna, investono un cervo e la cosa irrita dei cacciatori locali, soprattutto il rude Otis (John Speredakos). La vacanza dei tre sembra essere funestata da Otis che si aggira intorno al cottage, inoltre Miles incontra un indiano che gli narra il mito del Wendigo, mostruoso essere che si aggirerebbe in quei luoghi.


WENDIGO
titolo or.: Wendigo - USA - 2001 - 91min - Colore

di Larry Fessenden

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE

Approccio serioso e rispettoso della logica e della naturalezza espressiva. Non è un film per tutti forse ma Fessenden conferma le sue qualità come regista.

WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Nessuno crede più agli spiriti ma questo non vuol dire che non esistano"

Terzo film di Fessenden (La Sindrome di Frankenstein, 1991; Habit, 1997) che a piccoli colpi di low budget di riconosciuta qualità artistica si è conquistato la stima del pubblico di appassionati e finanziamenti maggiori per i film successivi (The Last Winter, 2006). Wendigo è un suggestivo horror moderno con un'attidudine verso le pellicole atmosferiche e non graficamente eccessive come raramente ne sono state prodotte nei paesi Occidentali dopo il 2000. Come i precedenti lavori, anche questo film porta con sé alcune tematiche che sembrano ricorrere nel cinema di Fessenden: una serpeggiante paranoia tipica delle persone di città, il senso di alienazione e di minaccia metafisica. In un film che risulta pacato e lento in un'accezione positiva dei termini, il regista riesce ad evocare un'atmosfera di inquietudine derivante dall'ambiente desolato e sinsitro (esaltato dalla fotografia di Terry Stacey) e dai contrasti fra i personaggi della pellicola, tutti resi con grande naturalezza dagli attori. La bravura del regista va rintracciata nell'essere stato capace di sviluppare un senso di minaccia a partire da eventi ordinari ma resi in un modo tale da essere percepiti come molto pericolosi. Nel racconto, almeno fino ad un certo punto, la logica non si perde e il modo in cui i personaggi continuano ad agire nella narrazione è di una vivida naturalezza che pare una qualità naturale ma che è una delle cose più difficile da realizzare. Per buona parte della pellicola l'elemento meramente drammatico della vicenda e la suggestione paranormale rimangono in perfetto equilibrio e concorrono a far crescere la suspance; nel finale tuttavia il regista spinge la vicenda verso un confuso finale a metà fra il paranormale e l'allucinatorio che potrebbe risultare cosa gradita agli amanti del "bizzarro" ma che tende a sfilacciare un'atmosfera costruita sapientemente. La vicenda in effetti si conclude in maniera troppo rapida ed anche se lascia aperta la porta ad un'interpretazione ambivalente questo non sembra ripagare ciò che il plot aveva costruito. Oltretutto, la piccola "magia" di atmosfere desolate nel territorio e nell'animo dei personaggi ha un costo a livello di stile narrativo: la storia è lenta, probabilmente troppo lenta se paragonata allo stile medio delle pellicole alle quali il pubblico è abituato. Se è innegabile che il film sia ricco d'atmosfera, è altrettanto innegabile che è povero d'azione e non a tutto il pubblico piace questo approccio intellettuale ed introspettivo. Occorre aspettare oltre i due terzi del film per vedere "succedere" qualcosa. Questo lo dico per una questione di onestà verso coloro che mal sopportano gli horror del tipo "molto rumore per nulla". In verità Wendigo non fa molto rumore ma neppure ha nulla da proporre! E' un film dalle molte qualità con un ottima regia e delle validissime interpretazioni, ma con un finale che non tiene testa allo svolgimento. E' un film che ha un suo stile ben preciso, e questo stile, che non potrebbe piacere a tutti, potrebbe essere potenzialmente il suo peggior difetto. Ma ripeto, è solo un avviso, in quanto io ho gradito molto lo stile con cui Fessenden ha costruito un film che sa esplorare il nostro comune bisogno di miti e il bisogno che i miti hanno di noi. Da scoprire.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato a Kingston, Phoenicia e nella Ulster County; tutti e tre i posti si trovano nello stato di New York.

Quando George cade dalla slitta, la neve dietro di lui ha già la forma dell'impronta del corpo ancor prima che l'uomo ci cada sopra.

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