TRAMA

Un uomo, senza apparente motivo, entra in un caffé ed uccide la moglie ed il figlio di Abe Dale (Nathan Fillion). Abe tenta il suicidio ma viene salvato in tempo; in quel frangente l'uomo ha un'esperienza di pre-morte nella quale vede il tunnel di luce. La cosa gli lascia la strana capacità di vedere un'aura intorno a quelle persone che da lì a poco sono destinate a morire. Quello che Abe scoprirà suo malgrado è che le persone salvate da morte certa, dopo tre giorni vengono possedute dal Diavolo ed mandano a morte molta altra gente.


WHITE NOISE 2: The Light
titolo or.: White Noise 2: The Light - USA/Canada - 2006 - 99' - Col.

di Patrick Lussier

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Dignitoso mainstream che si basa su assunti tanto complessi quanto assurdi. Ma forse va bene così.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Dimmi, non c'è niente che posso fare?" "Tu devi morire"

Seguito non connesso di White Noise (2005) che come il film di riferimento non ha nessun specifico pregio artistico ma ha di converso quelle pacifiche qualità mainstream per garantire un intrattenimento disimpegnato. Il lavoro di Lussier, che si è fatto le ossa come editor di Wes Craven, capitalizza il limitato seguito di pubblico derivato dal film del 2005 richiamando il titolo, ma dà una piega totalmente diversa alla storia. La base del film con Michael Keaton sedeva tutta sui fenomeni EVP (Electronic Voice Phenomenon), cioé sulla possibilità che gli apparati elettronici possano captare i messaggi dei morti i quali "trasmetterebbero" su frequenze non percepibili naturalmente dagli esseri umani. In White Noise 2, invece, l'argomento EVP è ridotto a fenomeno accessorio e tutto il plot s'incentra sull'esperienza pre-morte del protagonista e su un concatenamento di eventi derivato dalla modificazione del destino delle persone (qualcosa di non troppo diverso da ciò che si vede in Final Destination, 2000). In effetti dal momento che Abe Dale collega la visione dell'aura alla morte delle persone, da quel momento il fenomeno EVP viene definitivamente accantonato per passare alla fase dell'eroe involontario che salva le vite. Anche così, totalmente slegato dal senso del titolo, il film ha qualche potenzialità per risultare interessante e non manca di alcuni momenti in cui la paura fa capolino; in maniere non troppo originali ma comunque accettabili. L'evoluzione degli avvenimenti che si sforzano di risultare arzigogolati e diversi dal solito non si discostano invece dai diversi clichés del cinema horror "per tutti" e nel tentativo di stupire la platea con elementi che vorrebbero essere stupefacenti ma che devono invece rifarsi alla cultura mainstream per essere compresi, il film s'incista (...e fa 'r bozzo!) esattamente come io ho appena fatto con la sintassi di questa frase. Partendo dal presupposto risaputo, errato (e diseducativo) secondo il quale la morte è un evento malvagio voluto da un'entità malvagia (la Morte), si dà per conseguenza che opporsi al volere della Nera Signora sia uno sgarro pericoloso; nel caso in questione il Diavolo viene in soccorso della Morte (che evidentemente non è la "Sorella Morte" di stampo francescano) e siccome il Diavolo ha il vezzo di fare tutto il contrario di ciò che fa Dio e siccome Gesù è resuscitato il terzo giorno, allora tre giorni dopo aver salvato la gente dalla Morte, il Diavolo fa di queste dei suoi sicari. Le prove? Nella Bibbia il 666 dell'Apocalisse di San Giovanni equivale alla somma del valore numerico delle lettere che compongono la locuzione "Tria Mera", ovvero il Terzo Giorno*. Ha senso tutto questo? Evidentemente no. Ha più senso prendere il film per quello che è, un horror thriller curato a livello visivo ed effettistico che può far passare una discreta ora e mezza. Gli attori, entrambi provenienti dalle produzioni televisive, sono più che discreti: Nathan Fillion (Slither, 2006) è convincente nei panni dell'uomo desolato che si trova ad essere un eroe senza nessuna voglia di esserlo, mentre la premurosa infermiera Sherry, interpretata dalla solare Katee Sackhoff, veste i panni della controparte femminile di Abe, altrettanto ferita sentimentalmente. Forse Lussier avrebbe potuto sottolineare la dimensione personale relativa all'incontro di due persone diverse ma accomunate dal senso di perdita ma probabilmente si sarebbe trattato di tutt'altro film; e poi c'era il fattore azione da tenere attivo. White Noise 2 comunque non annoia e sebbene non lasci nessun indelebile segno nella memoria dello spettatore ha una propria identità e digntà da pellicola buona per una serata disimpegnata.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato a Vancouver, Columbia Britannica (Canada).

* La locuzione "Terzo Giorno" non è resa in greco corretto, né è il modo in cui "Il Terzo Giorno" è scritto nella Bibbia. In greco "terzo giorno" si dice "triti mera", mentre "tria" indica il numero 3. La locuzione presente nella Bibbia è infatti Triti Mera. Inoltre se si provasse a trasformare la locuzione in valore numerico usando il greco si otterrebbe 557 e non 666. Con i valori dati nel film, Triti Mera otterrebbe il valore 1074. Molto poco satanico!

Quando Marty, il collega di Abe, parla con lui di supereroi, lo soprannomina Capitan Calzamaglia (Captain Tightpants). Nel episodio Shiding del serial Firefly, il personaggio interpretato da Nathan Fillion è chiamato con il soprannome di "Captain Tightpants".

Il film cita A venezia... un dicembre rosso shocking (1973) quando mostra un'inquietante bambina coll'impermeabile rosso.

Abe in ufficio ha il poster de La Cosa (1982).

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