TRAMA

Olga (Audreu Campbell) gestisce un giro di droga, contrabbando e tratta delle bianche. Una voce fuori campo ci illustra il sadismo con cui rieduca le sue schiave.


WHITE SLAVES OF CHINATOWN
titolo or.: White Slaves of Chinatown - USA - 1964 - 72min - b/n

di Joseph P. Mawra

GENERE
KINKY - ROUGHIE
IN BREVE
Ha un suo valore storico ma preso per quello che è risulta noioso a meno di non aver gusti "particolari".
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: ""Two-bit whore! I'll show you what we do to tramps like you!"*

White Slaves of Chinatown fu il primo film ad essere distribuito fra quelli che che formarono il trittico kinky realizzato dal fantomatico Mawra** e prodotto da George Weiss, lo stesso che aveva finanziato l'esordio di Ed Wood Jr. con Glen or Glenda (1953). Il pubblico aveva dimostrato una certa noia verso le pellicole nudies che mostravano scollacciate ballerine e/o campi di nudisti; il lavoro di Mawra aiuterà a muovere il limite un po' in avanti, riaccalappiando l'interesse della platea grindhouse tramite un rimescolamenteo di suggestioni provenienti dal cinema denuncia, dalla pseudodocumentaristica (mondo-movies) e dal porno che ai tempi circolava solo in canali underground. In effetti il passo in avanti che Mawra e soci fanno compiere al cinema exploitation avviene in direzione di quel porno che "esploderà" negli anni '70. Il "porno" di Mawra è un prodotto erotico in catene, sia in senso figurato che in senso letterale: non esiste ancora nel cinema la libertà di mostrare donne totalmente nude o il sesso in maniera esplicita, quindi tutto il sesso offerto è obliquo e serpeggiante, finendo però per essere più deviato di quanto sarebbe avvenuto mostrando esplicitamente un rapporto sessuale. D'altrocanto il tema portante del film è il sadismo e quindi le donne tenute prigioniere dalla terribile Olga sono davvero in catene, palesando l'intenzione di Mawra di rifarsi al porno-bondage underground e a pionieristiche riviste quali "Bizarre" (uscita nel 1946). Nonostante il livello del sesso esplicito nel film sia assai contenuto, l'impatto generale della pellicola è molto forte e viene attenuato solo dalla radicale inettitudine recitativa e realizzativa. Mawra, con la sua staticità di ripresa e la più o meno volontaria ruvidità fotografica, si avvicina molto al nascituro genere porno ed il fatto che vengano illustrate una serie interminabile di torture gioca in sinergia con lo stile secco e claustrofobico derivato dalla limitatezza delle locations. In ogni caso, cosa mostra White Slaves of Chinatown? Con un sorriso sardonico ed una frusta alla mano come la futura Ilsa (Ilsa la belva delle SS, 1974 e seguiti), Olga segrega e tortura donne, alcune destinate alla prostituzione, altre allo spaccio della droga. Per essere un film che dura poco più di un'ora le cose mostrate sono parecchie: aborti clandestini, schiave eroinomani, dungeons per tortura e la stessa Olga che trova pure il tempo di innamorarsi di una sua "detenuta". Va precisato che tanta violenza viene stroncata dall'inettitudine recitativa dei protagonisti che se non sono ceppi di legno poco ci manca. Nessuna delle torturate riesce a rendere minimamente il senso di sofferenza; mi è parso che alcune ridacchiassero pure. Comprensibile. Tutto il film è narrato fuori campo dalla voce di Joel Holt che, con prevedibile effetto comico, si mette anche a doppiare fuori sync i dialoghi dei protagonisti (che però a volte non hanno neppure la bocca aperta!). Notevolmente trash l'utilizzo di musica classica a sottolineare le torture ("Una Notte sul Monte Calvo" di Mussorgsky, e "La Cavalcata delle Valchirie" di Wagner). In conclusione: film non per tutti e, fuori dai denti, di una noia solenne. Magari qualche amante del bondage e del SM potrebbe gradire il film nell'ottica di uno stuzzicante ripassino vintage.

Il trittico kinky di Mawra è completato da Olga's House of Shame (1964) e Olga's Girls (1964). Seguirono due epigoni apocrifi: Mme. Olga's Massage Parlor*** (1965) e Olga's Dance Hall Girls (1969).

* Trad: "Puttana da quattro soldi! Ti mostrerò cosa facciamo a vagabonde come te!"

** Secondo i più informati, dietro lo pseudonimo di Mawra si nasconderebbe il regista José Pireto, regista di pellicole exploitation (Nature's Sweethearts, 1963; Mondo Oscenità, 1965; Murder in Mississippi, 1965; Shanty Tramp, 1967; Fireball Jungle, 1968).

*** Mme. Olga's Massage Parlor (1965) è un film che viene considerato definitivamente perduto. Il DVD di White Slaves of Chinatown della Something Weird mostra negli extra alcune parti del film del 1965 ma il film nella sua interezza non è più reperibile.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

L'attrice Audrey Campbell, nel film Olga, ebbe a dire una volta: "I made a career out of playing lesbians. Nobody did as many of them as I did" (Ho costruito una carriera recitando parti di lesbiche. Nessuna ne ha impersonate tante come me). Plauso.

Il produttore Weiss compare nel film nei panni del medico abortista ma la cosa non compare nei credits.

L'inizio del film che mostra la sequela di quotidiani rotanti è stato preso da un vecchio film degli anni '30, di quelli che venivano mostrati nelle fiere di paese (roadshows).

Joel Holt, quello che nel film ci mette la voce, fu uno dei produttori del mondo movie L'Amore Primitivo (1964) di Luigi Scattini.

Il film Mondo Oscenità (1965) presenta dei segmenti presi da questo film.

Il film mosse a protesta gli abitanti del quartiere newyorkese di Chinatown, per la qual cosa il titolo, per un periodo limitato di tempo, fu ridotto a Olga's White Slaves.

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