TRAMA

Il veterinario Berner (John Aldrich) la sua fidanzata (Lorraine De Selle) e l'ispettore Braun (Ugo Bologna) cercano di riportare l'ordine in città dopo che gli animali sono diventati feroci dopo aver bevuto acqua contaminata da un allucinogeno. Le cose peggiorano quando anche dei bambini bevono dalle fontanelle pubbliche.


WILD BEASTS - Belve Feroci
Italia - 1983 - 87min - Colore

di Franco Prosperi

GENERE
HORROR
IN BREVE
Eco-revenge alla Prosperi con tanti bei movimenti di camera ma zero attori decenti. Comunque discreto.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Pompeo, vecchia bestiaccia!" "Attento, non avvicinarti!" "Ma lui è un bravo ragazzo, Pompeo è sempre stato un amore, vero Pompeo?" "Sarà"

Risposta italiana a film internazionali sugli animali che "gone wild" tipo Il Grande Ruggito (1981) e Future Animals (1976), diretta dal quel Franco Prosperi più noto per la documentaristica shock (Mondo Cane, 1962; La Donna nel Mondo, 1963; Africa Addio, 1966; Addio Zio Tom, 1971). L'esperienza del regista gioca a favore del film che rimane un prodotto non innovativo né tantomeno ricco produttivamente ma realizzato con un certo gusto che però funziona più nella costruzione delle scene con gli animali, e nelle interessanti riprese dedicate ad essi, piuttosto che nello sviluppo dei personaggi, nella scelta degli attori che avrebbero dovuto impersonare i protagonisti e nei dialoghi fra questi. Infatti la De Selle (Cannibal Ferox, 1981) è del tutto sostituibile, John Aldrich, che assomiglia in maniera inquietante a Gigi dello scoppiato duo comico Gigi & Andrea, non ha nessuno spessore come attore (infatti ha fatto solo questo film e poi è sparito) e, per finire, la presenza di Ugo Bologna, caratterista di tanti film comici italiani, pare un miscasting di notevole portata. Anche così piagato da un cast nullo o quasi, Wild Beasts risulta essere un film sufficientemente interessante. Eco-revenge che si svolge per la maggior parte di notte, il film porta con sé non solo le prime inquietudini ambientalistiche ma anche quelle sociali; si vedano le iniziali immagini con carrellate sugli angoli di strada ricolmi di siringhe. Sono gli anni '80, quelli del boom del buco (nel braccio!), e l'idea che a causare la pazzia degli animali sia una droga prende due piccioni con una fava: assolutamente non casuale che questa discesa nell'abisso tossico-ecologico avvenga nella stessa città che era stata palcoscenico di Christiane F (1981). Al calar delle tenebre e all'impazzire degli animali, Prosperi avrà la possibilità di mettere in campo tutta una serie di trovate tecnico-registiche per esaltare il dinamismo della pellicola e cercare di far vivere allo spettatore la prospettiva degli animali. Non manca un certo cinismo da vecchio lupo di mare del mondo-movie quando si vedono gruppi di topi vivi dati alle fiamme per amore di "verosimiglianza". Prosperi si spinge più in là ed esce piacevolmente fuori tema quando "permette" che anche i bambini finiscano contaminati (ci si sarebbe potuto fare un film solo con questo), elemento che porta la pellicola ad un livello ulteriormente più drammatico e nichilista perché, anche volendosi difendere, come insegna Serrador: come si può uccidere un bambino? Oltre al fatto che un bambino impazzito ed omicida è estremamente più inquietante, almeno a livello filmico, di un animale. Prosperi non mancherà di dare in pasto allo spettatore diverse sequenze crude: elefanti che calpestano teste, una tigre che aggredisce della gente chiusa in uno scompartimento della metropolitana, un orso polare che minaccia dei bambini. Buona la tensione, lo splatter c'è ma non eccede; se ci fossero stati anche gli attori e si fosse prestata più attenzione ai dialoghi si avrebbe di certo avuto un prodotto notevole; così com'è i protagoniti sono di contorno e l'atmosfera che serpeggia, per limiti di budget, è quella del B. Comunque sia Wild Beast - Belve Feroci (ma in alcune fonti indicato come Wild-Beast - Bestie Feroci) è un dignitoso tentativo di casa nostra di cavalcare la tigre del ciclo animali furibondi per errore umano. Ritenuto da alcuni appassionati, in preda ad entusiasmo belluino, un film di culto.

Noto all'estero come: Yöpedot (Finlandia), Les bêtes féroces attaquent (Francia), Moujuu Dai-Dassou (Giappone), De Beesten zijn los (Belgio, titolo fiammingo), Wild Beasts (Belgio, Germania), The Wild Beasts (Canada, USA, UK).

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