La Frase dal Film:
"Dobbiamo stare qui e aspettare, aspettare, pazienti.
Pazienti come topi"
Tratto dal romanzo Ratman's Notebooks di
Stephen Gilbert nonché remake di Willard dei
dopi girato nel 1971 da Daniel Mann, Willard il
paranoico (ma la paranoia non c'entra nulla) è
un film più drammatico che horror che narra di solitudine,
in modo grottesco certo, ma sempre di solitudine si tratta.
Con un piglio dark che ricorda in qualche modo Tim Burton,
viene rappresentata la vita di Willard Stiles il quale,
senza donna, senza amici e senza futuro, vive con una madre
vecchia e malata in rapporto con quest'ultima come fosse
un tenero Norman Bates in Psycho
(1960). Quelli che per Willard inizialmente sono i nemici
numero uno da eliminare, cioé i topi, divengono i
suoi migliori amici e confidenti; come lui incompresi, cacciati,
nascosti nel buio. La presenza di due topi a capo dell'enorme
nidiata, Ben il gigante e Socrate il bianco, è illuminante.
Si potrebbe dire che i due topi rappresentino i due lati
della mente di Willard: Socrate è la coscienza, il
raziocinio, la saggezza, la parte buona (bianca) insomma.
Ben, il megatopone, è la rabbia e la vendetta. Con
la morte di Socrate (il cui nome non è scelto a caso)
gli istinti più oscuri, ovviamente, hanno il sopravvento
e l'accoppiata Willard/Ben si dimostrerà quantomai
negativa. Assolutamente funzionale in tutto questo risulta
la prestazione di Crispin Glover che recita con grande enfasi
nel ruolo di Willard, passando da vitrei sguardi ammutoliti
ad esplosioni di rabbia memorabili. Funereo ed impacciato
come Edward Mani di forbice (1990) ma molto più
letale. Buona anche la prestazione di Laura Harring (Mulholland
Dr., 2001) nei panni della collega di lavoro Cathryn;
sopra le righe ed urlata come al solito la prestazione di
R. Lee Ermey, lo stranoto sergente di Full Metal Jacket
(1987) che qui recita nei panni del cinico capo Mr.Martin.
Sul piano horror la storia non funziona benissimo poiché,
al di là del pochissimo sangue e del fear-level pari
a zero, la visione continua dei topi e la loro "umanizzazione"
da parte di Willard li rende più simpatici che schifosi.
L'uso della computer grafica nelle scene in cui i topi sarebbero
dovuti essere moltissimi, è stata usata con parsimonia
ma non si può dire che sia stata realizzata al meglio;
oltretutto sarebbe stato il caso di dare più spazio
alla personalità del protagonista piuttosto che cedere
alla smania di mostrare topi su topi in maniera così
compiaciuta. Le scene d'impianto comedy (su tutte quella
del gatto in casa con i topi, ripresa dal film del 1971)
sono ben inserite e non tolgono mordente alla struttura
base che rimane comunque quella di una favola oscura e triste.
Willard il paranoico non è un capolavoro,
certo, ma è una pellicola diversa dal solito di un
certo fascino, per quanto derivativo. Buttateci un occhio.
FORSE NON TUTTI NON SANNO CHE...
Tutte le foto del padre di Willard, Martin
Stiles, sono dell'attore Bruce Davison che recitò
nei panni di Willard nel film originale Willard
(1971).
Nel film si sente la canzone "Ben"
di Michael Jackson, la canzone fu scritta in modo specifico
per il film Ben (1972) che è il sequel dell'originale
Willard del '71.
Sia Joaquin Phoenix che Macaulay Culkin
furono vagliati, e scartati, per il ruolo di Willard.
L'enorme ratto Ben è un Ratto Gigante
del Gambia (cricetomys gambianus), "parente" del
ratto norvegese (rattus norvegicus) che è la specie
usata nel film. Il Ratto del Gambia, benché abbastanza
docile, può diventare lungo fino a 43 cm coda esclusa,
con una coda lunga altrettanto. Il peso può raggiungere
i 3 kg.
Il film inizialmente fu pensato per il
rating R. Tuttavia, in seguito al successo di altri film
dal rating PG-13 come The Ring (2002), i produttori
alla New Line chiesero al regista di tagliuzzare qualcosa.
Questo fu fatto più che altro diminuendo la presenza
su schermo di R. Lee Ermey (nel film Mr. Martin) ed eliminando
alcuni dei suoi dialoghi.
Il gatto che Cathryn porta a Willard si
chiama Scully. Glen Morgan (produttore) e James Wong (produttore)
lavorarono a lungo come produttori/soggettisti per la serie
X Files.
Il film costò circa 22.000.000 di
$.