La Frase dal Film:
"La reincarnazione è quando ritorni in forma diversa, l'eterno ritorno invece è quando rivivi la stessa vita in continuazione. L'eterna clessidra dell'esistenza viene capovolta e poi viene di nuovo capovolta, e tu con essa"
Prodotto, fra gli altri, da George Clooney e Steven Soderbergh, Wind Chill è una discreta ghost story con riferimenti filosofici, o almeno è ciò si dà da intendere citando la teoria dell'eterno ritorno di Nietzsche. In un sistema di combinazioni non infinite, in un tempo infinito, tutte le combinazioni possibili avranno luogo un numero infinito di volte; il che, tradotto nei termini dell'esistenza umana, significa che coloro che non si affrancano dal passato, cioé i non Oltre-Uomini (o Superuomini), vivono una vita che si è ripetuta esattamente nello stesso modo nel passato e si ripeterà nel futuro. Un passato e futuro infiniti. Desolante, soprattutto se penso che mi toccherà ri-vedere Bambola (1996) con la Marini in eterno. La premessa filosofica sembra prefiguarare una pellicola complessa ed infinitamente intrigante ma a dirla tutta Wind Chill abbandona, sulla via dello svolgimento, le sottili riflessioni e si ferma sul bordo della strada a sfruttare le "solite" apparizioni di spiriti in ambiente altamente suggestivo. La dimensione claustrofobica ed intima della macchina in panne in cui si svolge la maggior parte dell'azione ben si adatta allo sviluppo delle dinamiche dei due protagonisti, anche se però queste non vanno in profondità come ci si sarebbe attesi. La Emily Blunt de Il Diavolo veste Prada (2006) e Ashton Holmes di A History of Violence (2005) sono attori validi ma la sceneggiatura non consente di andare al di là di prevedibili dialoghi e momenti. Grazie anche all'ambientazione montana e notturna, il film riesce, gioco forza, ad inanellare qualche momento di sana paura, ma in Penny Dreadful (2005), oltretutto una produzione economicamente più contenuta, si era riusciti a sfruttare meglio il senso di minaccia vissuto da una ragazza rimasta isolata in macchina. Come sovente accade in quei film in cui tutto si svolge in uno spazio strettamente circoscritto, una volta che i protagonisti si allontanano da dato spazio ecco che la tensione vien meno. Wind Chill si giova di qualche momento valido anche "distante" dalla macchina (vedi anguille che escono dalla bocca) ma ha anche diverse situazioni poco logiche messe lì tanto per fare tensione: mi si spieghi, ad esempio, cosa significherebbe ai fini del racconto la permanenza forzata in bagno della protagonista. Non si apre la porta come non si apre la portiera, tutto torna, teoria dell'eterno ritorno...ok, ma molto molto debole. Nel complesso Wind Chill è gradevole ma è dilatato nei tempi, quello che aveva da dire l'avrebbe potuto svolgere nel lasso di un "episodio", quindi ritengo che se fosse stato "segmento" di un qualche Creepshow o di una puntata de Ai Confini della Realtà, si sarebbe meritato l'applauso, mentre così com'è (e anche a motivo di una scarsa pubblicizzazione), il film si riduce ad "uno dei tanti da Blockbuster night". Più furbo che ben fatto, Wind Chill gioca con suggestioni alte come il nichilismo nietzschano, ma a ben guardare è solo un dignitoso horror di fantasmi. Che comunque non è poco.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato fra il primo febbraio ed il 25 marzo 2006. Le locations tutte in Canada sono: Brenda Mines Road (Peachland), Manning Park (Columbia Britannica), Vancouver.
Non c'è nessuna Route 606 in Pennsylvania.