TRAMA

Una strada tra i boschi, una distrazione fatale, un incidente automobilistico. Così Chris (Desmond Harrington) incontra Jessie (Eliza Dushku) e i suoi amici. Le auto sono irrimediabilmente distrutte e i ragazzi hanno bisogno d'aiuto per trovare una via d'uscita ma, contrariamente a quanto pensano, non sono soli. Qualcuno li sta spiando e non ha intenzione di lasciarli scappare. Si dice, infatti, che tra quegli alberi si nasconda una famiglia di terribili serial killer, scherzi della natura capaci di atrocità inimmaginabili. Dal retro del DVDBox


WRONG TURN
titolo or.: Wrong Turn - USA/Germania - 2003 - 84min - Colore

di Rob Schmidt

GENERE
HORROR
IN BREVE
Lineare ed onesto nella sua semplicità. Troppo derivativo però.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "La ringrazio molto, stia bene, ok!?" "Preoccupati per te"

A metà strada fra Non aprite quella porta (1974) e Un tranquillo week-end di paura (1972) con dei tocchi slasher à la Venerdì 13, Wrong Turn è un prodotto volutamente semplice e diretto, speculare a certi film anni '70 o '80: personaggi basic, idem i dialoghi, splatter q.b., corri o muori. Chi di dovere alla produzione ed il regista Schmidt (Delitto+castigo a Suburbia, 2000) rifiutano il trend attuale hollywoodiano che vuole trame complesse e scavo psicologico dei personaggi e confezionano un horror "puro". Con tutti i limiti che questo può avere, naturalmente. L'intrattenimento è buono se si fa finta di non aver visto altre decine di film consimili in cui gente normale (o subnormale) si trova persa in una situazione senza uscita mentre dei rednecks sballati e/o deformi tentano in tutti i modi di braccarli. L'azione non manca e questa è affiancata da una buona cura negli SFX. Il gore si mischia allo schifo e al disordine della catapecchia in cui vivono gli assassini ed il senso di alienazione e distanza pazzesca dalla civiltà riesce ad assalire lo spettatore; ma anche questa non è roba nuova. I giovani attori fanno bene il loro lavoro anche perché non devono impegnarsi più di tanto in dialoghi shakespeariani o in pose da teatro giapponese: c'è il giovane intelligente e risoluto, la scream queen vigorosa e bella, e tutti gli altri che fanno quello che fanno le giovani spalle nei film del genere, cioé muoiono...più o meno con stile. La produzione ha cercato di farne l'inizio di una saga e lo si capisce non solo dal finale "a sorpresa" che tutti si aspettano e che lascia presagire un seguito, ma dal fatto che i tre folli hanno già un nome che fa "storia": Three Finger (Tre dita), Saw-Tooth (Dente a sega), One-Eye (Monocchio). Wrong Turn non è un film pessimo ma molto molto lineare ed onesto nella sua semplicità, si può guardare se piace il genere e se si hanno birra ghiacciata, frittatona di cipolle e un'oretta e mezza a disposizine...vabbé, rutto libero, ovviamente.

La saga di Wrong Turn così si compone: Wrong Turn (2003), Wrong Turn 2 (2007), Wrong Turn 3 - Svolta Mortale (2009) e Wrong Turn 4 - Detour (2011).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

In una scena Desmond Harrington si ruppe la caviglia destra. La cosa fu problematica soprattutto quando l'attore fu colpito alla gamba sinistra dal proiettile (per finta, chiaramente) e doveva recitare zoppicando ed appoggiando il peso sulla gamba destra.

La promozione del film fu minimale a causa del fatto che la MPAA aveva giudicato troppo violenti la maggior parte degli spot e dei trailers. Anche quelli che furono mostrati furono pesantemente tagliati.

In una delle ultime scene la bella Eliza Dushku ha davvero buttato nel fuoco l'attore Julian Riching (Tre Dita).

Per tutto il film la Dushku indossa una maglietta con l'emblema albanese: un'acquila con 2 teste. Lei comunque è nata a Boston nell'1980 ed è mezza danese e mezza albanese ma è dagli anni '20 che la sua famiglia è in America.

Parecchi membri subirono le conseguenze del contatto con l'Edera Velenosa "Poison Ivy" poiché alcune sedie erano state messe in mezzo a quella che inizialmente si pensava fosse semplice erba.

Emmanuelle Chiriqui si è slogata una spalla nella scena del salto sugli alberi. Si dice che se si ascolta bene si sente nel film la sua spalla che fa "pop". Non c'ho fatto caso.