TRAMA
Il primo episodio si svolge nel periodo Edo (1603-1868). Tomoso ruba e va a trafficare con la donna di altri, le uniche due cose che non avrebbe dovuto fare. Secondo episodio: anni '20. Shuji Ogata, uscito di prigione, va dal boss della gang rivale, dando vita ad una disputa territoriale. Terzo episodio: contemporaneo; un furto ai danni della famiglia Hashiba porta ad una serie di vendette assortite.





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YAKUZA'S LAW |
titolo
or.: Yakuza Keibatsushi: Rinchi! -
Giappone - 1969 - 96' - Col. |
di Teruo Ishii [Teruo Kitagawa]
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| GENERE |
HORROR - CRIME |
| IN BREVE |
Exploitation di qualche fascino fosse solo perché venendo dal Giappone suona esotico. Non per tutti. |
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La Frase dal Film: "La Yakuza ha due regole: non rubare e non fare casini con la donna altrui"
Detto così sembra che la Yakuza offra una versione più snella dei Dieci Comandamenti, la differenza è che se fai peccato il prete non ti cava gli occhi mentre la Yakuza... Sarà per questo rigido sistema morale con il quale si regge il noto gruppo malavitoso giapponese e per un certo folklore fatto di tatuaggi, fratellanza, donne, katana, Kitano e soprattutto film che tutte queste cose hanno esaltato, ma la Yakuza ha sempre solleticato l'immaginazione dello spettatore. Peccato che, come la Mafia, la Yakuza risulta affascinate solo se viene fatta passare attraverso il filtro cinematografico, che poi è quello dell'arte. In ogni caso, in Giappone, soprattutto negli anni '60, esplode la moda dei film che vedono al centro un antieroe che alla Yakuza è affiliato e che è perennemente scosso da dilemmi interni: onore, dovere, amore? Nel tempo l'immagnario relativo alla Yakuza si modificherà, così come nuovi registi proporranno nuovi approcci al fenomeno: le meditazioni minimaliste di Kitano (Brother, 2000), la regia più dinamica e fumettistica di Takashi Miike (Ichi the killer, 2000). Teruo Ishii (1924-2005) negli anni '60, ebbe un ruolo non indifferente nella costruzione del mito della Yakuza con diverse pellicole violente ma efficaci, anche se poi rimarrà più noto per il crudo japan-kinky Shogun's Joy of Torture (Tokugawa onna keibatsu-shi, 1968). Da quest'ultima pellicola, il regista media l'attitudine a mostrare con gran compiacimento scene di tortura che in un film strutturato fondamentalmente ad episodi come Yakuza's Law assumono un ruolo spesso troppo centrale. Cioé l'impressione è che la storia sia un riempitivo necessario a tener insieme le sequenze di tortura. Già all'inizio della pellicola, ci viene mostrata una carrellata di torture che grazie ad un casereccio effetto visivo di split-screen possono essere presentate a tre a tre in una volta sola: estrazione di bulbi oculari, uomini arrostiti come maialini sullo spiedo, altri sbudellati, etc. A Ishii non manca la fantasia. Il film seguita come un portmanteau composto da tre episodi che illustrano come la Yakuza, in tempi storici differenti, abbia sempre punito duramente coloro che tradivano le regole. Le storie, prese per quello che sono, non risultano particolarmente avvincenti e la preferenza cade in base ai gusti; ho trovato il primo episodio, quello che si svolge nel periodo Edo, il più squisitamente tradizionale ed affascinante. Il terzo episodio, il più lungo e banale, è forse però il più creativamente violento (uomini appesi ad un elicottero, accendini per bruciare gli occhi, macchine con dentro persone schiacciate nella pressa). La scelta della struttura ad episodi mina sia la profondità dei personaggi che lo spessore di ciò che viene narrato senza lasciare nessun dubbio sul fatto che Yakuza's Law sia un exploitation che mira all'accumulo; a differenza di molti altri prodotti consimili però il film di Ishii tenta la costruzione di una cornice narrativa, il più delle volte gli attori fanno un discreto lavoro e, siccome l'investimento produttivo fu abbastanza elevato, non sono male né i costumi né le scenografie. Molto europop il sountrack che suona come quelli presi dai nostri film di genere dello stesso periodo. Nel complesso interessante ma questo è anche dato dal fatto che le pellicole giapponesi, viste da qua, risultano esotiche e per questo più affascinanti. A mente fredda Yakuza's Law è una pellicola buona per coloro che amano il mafia-movie e l'atmosfera camp che si respira nel cinema di genere; le numerose torture, un po' per gli SFX alla buona, non dovrebbero risultarvi troppo disturbanti.
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