TRAMA

Film "biografico" di Leonard Zelig (che in ebraico vuol dire "benedetto"): un semplice uomo che per il timore di non essere accettato ha sviluppato la stranissima capacità di assumere l'aspetto, la voce ed il comportamento di chiunque incontri.


ZELIG
(titolo or.: Zelig - USA - 1983 - 79min - Colore e B&W)

di Woody Allen

GENERE
MOCKUMENTARY
IN BREVE
Un produzione weird, comica e tragica. Qualcosa di davvero diverso.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Woody Allen è uno di quegli artisti per il quale vale quell'odiosissimo modo di dire secondo il quale "o lo odi o lo ami". Beh, io adoro il suo stile ed i suoi film. Detto questo, Zelig si discosta dalla maggior parte dei suoi lavori anche se un certo gusto per il mockumentary era già ravvisabile in Prendi i soldi e scappa (1969) ed in parte anche ne Il dittatore dello stato libero di Bananas (1971, ovviamente non si poteva lasciare il titolo originale Bananas). Questo film è forse meno divertente di quanto lo siano in media i suoi film ma non macano le battute ciniche e pungenti, o semplicemente sarcastiche alle quali il suo pubblico si è affezionato: riferimenti alla cultura ebraica, al sesso, alla politica e alla psicoanalisi. Essenzialmente Zelig è un ottimo esercizio di stile cinematografico (uno stile inusuale, weird, quello del mockumentary...vedi la pagina dei generi per saperne di più) innestato in una grande metafora sulla natura insicura, ambigua e camaleontica di tutte le persone. E' una critica ed uno specchio del desiderio di piacere a tutti i costi, di integrarsi e sulla "capacità" della società di innalzare a mito un uomo per farlo crollare nel baratro subito dopo, come un semplice oggetto di consumo; ma è anche una riflessione sulla propria attività artistica e forse qui Allen diventa ridondante. Ma ci piace così. Tecnicamente il film è stato realizzato assai bene: il lavoro di Gordon Willis alla fotografia è superbo ed i filmati d'epoca e quelli moderni sono integrati alla perfezione: memorabile Leonard alle spalle di Hitler che sta pontificando (come al solito...) mentre saluta la Farrow fra la folla. Un piccolo gioiello un po' dimenticato, un must per coloro che amano Allen, una chicca per i curiosi del cinema, una menata insopportabile per i mainstreamers.