La Frase dal Film: "Quando i morti camminano, signori, bisogna smettere di uccidere... o si perde la guerra"
Adorato dal pubblico ed odiato da alcuni
critici, Zombi riesce a conciliare una storia avventurosa,
personaggi con una loro profondità psicologica
ed effetti gore ben realizzati. Dawn of the dead fu uno dei primi film "mainsteram" che mostrava
immagini decisamente splatter e che fece da apripista ad
un'orda di prodotti ultragore che sarebbero giunti sullo
schermo di lì a poco. La storia produttiva della pellicola è intrecciata con l'Italia dal momento che nel progetto entrò anche Dario Argento. Il regista romano è un grande ammiratore del lavoro di Romero e così Romero nei confronti del Dario nazionale. Quando Argento venne a sapere che il regista americano stava preparando un seguito a La notte dei morti viventi (1968) lo invitò a Roma per completare lo script in santa pace. Romero completò il lavoro in tre settimane e benché Argento leggesse a mano a mano ciò che creava Romero, non mise mai becco nelle sue decisioni. Giustamente. Successivamente Argento aiutò Romero nella raccolta dei soldi necessari alla produzione del film. A film completato il nostro regista curò la versione diretta ai paesi non anglofoni: la versione di Dario Argento dura 121 minuti a differenza di quella di Romero che ne dura 126, ha una colonna sonora differente e, sostanzialmente ha un taglio concettuale diverso. Romero ha voluto il suo Dawn of the Dead orientato verso l'horror intriso di elementi di black humor, mentre Argento in Zombi ha tolto alcune scene umoristiche e ha reso il film più orientato all'azione. La particolarità di questa pellicola di Romero, la sua vera personalità che emerge al
di là dell'esposizione alle immagini di sangue, è
l'analisi della società moderna, dell'era del consumismo,
di noi, i morti viventi imboccati, assuefatti, abbindolati
dal prodotto, dal colore, dal negozio e dal bene di consumo
in esso contenuto. Stephen commenta l'andirivieni degli
zombi nel centro commerciale dicendo che "si tratta
di un qualche istinto" che gli spinge a tornare nei
posti in cui si recavano da vivi. Il regista mette in scena
la rappresentazione del parallelismo fra capitalismo e cannibalismo.
Ma c'è anche una critica al militarismo e all'istituzione
del matrimonio. Romero non è l'ultimo arrivato e
manovra le sue creature con grande sapienza, con un certo
gusto per la risata amara, con uno sfoggio del gore che
non è mai fine a se stesso. Anche le parti
del film che possono sembrare un po' lente e noiose sono
state ben studiate ed hanno un loro preciso significato.
Ottima prova degli attori (fra cui un protagonista sempre
di colore) e ottimi gli effetti di Tom Savini che ci mette anche la faccia. Un must per tutti gli
appassionati di horror; non piacerà sicuramente al
pubblico mainstream il quale non riuscirà ad andare
oltre l'aura da film degli anni '70 che, fra le altre cose,
è pure un pregio della pellicola.
Preceduto da La notte dei morti viventi (1968), seguito da Il
giorno degli zombi (1985), La terra dei morti
viventi (2005), Diary of the Dead (2007) e Diary of the Dead Sequel (2009).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Monroeville
in Pennsylvania con un budget di soli 500.000 dollari.
Ha incassato oltre 40 milioni di $ in tutto il mondo. La voce secondo cui il film sarebbe costato 1.5 milioni di dollari è inesatta, infatti il produttore Rubinstein ammise (extra del DVD Ultimate Final Cut) che si mentì, facendo girare voci di spese superiori al reale, per colpire alcuni acquirenti esteri. In quei 500.000 dollari ci stette dentro tutto, compreso il compenso di Romero e dello stesso Rubinstein che si decurtarono la paghetta!
Ci sono 4 differenti "cuts" del
film, ovvero quattro versioni diverse. 1) DIRECTOR'S CUT:
sarebbe la versione originale e dura 140 minuti ed è
quella pensata da Romero e presentata a Cannes, mancano
le musiche dei Goblins ed il plot è più lento
con un maggior scavo psicologico sui protagonisti. 2) EUROPEAN
CUT, ovvero Zombi, cioè la versione che noi conosciamo
e che è stata curata da Dario Argento che ha collaborato
al montaggio, alle musiche e alla sceneggiatura: questa
versione dura 126/128 minuti anche se in Italia gira una
versione da evitare di 120 minuti. 3) THEATRICAL CUT: la
versione tagliata dallo stesso Romero quindi più
corta ma anche la preferita dal regista
4) ULTIMATE FINAL CUT: (156') versione semi-ufficiale rilasciata
dalla Astro filmworks tedesca. Ogni versione ha qualche
scena aggiunta o tolta eccetto l'ultimate final cut che
ha tutte le scene messe insieme (male).
Romero appare per l'esattezza tre volte nel film. La prima
nello studio TV e la seconda come uno dei motociclisti vestito
da Babbo Natale, lo si può vedere brevemente in background
mentre i motociclisti tirano le torte agli zombi. La terza è una fugace apparizione testimoniata negli extra della versione DVD Ultimate Final Cut boxset.
Esiste una grande disputa rispetto ad un fantomatico finale alternativo del film in cui Peter si uccide con un colpo di pistola alla testa e Fran si suicida mettendo la testa fra le pale dell'elicottero. Gli effettisti Tom Savini e Taso Stavrakis sostengono che la scena fu filmata, mentre il regista Romero nega. Però, nel documentario Document of the Dead (1990) che fu girato durante le riprese ed è presente in alcune copie DVD come extra, Romero dichiara a Roy Frumkes (regista del doc) che il finale alternativo era stato filmato ma non erano state fatte le riprese degli SFX. A Gaylen Ross (Fran) fu fatto un calco della testa per l'effetto speciale e siccome Savini non voleva che quel calco andasse sprecato lo "trucco" per farlo apparire come la testa di un uomo afro-americano: è la testa che viene fatta saltare col fucile all'inizio del film (Savini sparò alla testa davvero con un fucile!). In conclusione pare che Romero decise di non usare il finale alternativo perché lo riteneva troppo negativo e, in parte dietro suggerimento di Christine Forrest (nel film assistente TV e poi... futura moglie di Romero!), diede a Peter e Fran un finale che lasciava una speranza di vita.
L'armeria che si vede nel film non è mai esistita nel centro commerciale di Monroeville. Romero filmò le scene in un'armeria di Pittsburgh e montò le scene in modo che sembrasse un negozio del centro commerciale.
Nella scena in cui Roger investe uno zombi con il camion, il morto vivente (interpretato da Tom Savini) lascia una macchia di sangue sul parabrezza (sesta immagine a sx dall'alto). L'effetto fu realizzato da Savini che si lanciò contro il camion fermo e sputò una boccata di sangue finto sul vetro.
I due bambini zombies che attaccano Peter all'areoporto erano interpretati da Donna Savini e Mike Savini, nipoti di Tom Savini. Casualmente sono gli unici morti viventi nei film di Romero che corrono al posto di camminare lentamente.
La maggior parte del sangue finto utilizzato era un misto di colorante per alimenti, burro di noccioline e sciroppo di zucchero di canna.
Tom Savini usò lo stesso manichino per gli SFX per tutto il periodo delle riprese. Quel manichino subì un'esplosione, bruciature, spari, morsi ed altro ancora.
Alcuni delle comparse che interpretavano gli zombies erano dei veri amputati.
Le riprese avvennero durante l'inverno 76-77 al Monroeville Mall con una pausa di tre settimane per permettere lo shopping natalizio (periodo in cui la crew girò altre scene, es.: nello studio televisivo). Le riprese al Mall iniziavano alle 22 subito dopo che i negozi chiudevano e terminavano alle 6 di mattina. Il centro commerciale a dire il vero apriva alle 9 a.m. ma alle 6 partiva in automatico la filodiffusione e nessuno era capace di disattivarla.
Joseph Pilato, che ne Il Giorno degli Zombi (1985) è il Capitano Rhodes, qui compare nei panni di un poliziotto al porto.
Tom Savini, da buon effettista che cerca l'effetto realistico, era insoddisfatto del sangue finto prodotto dalla 3M, in quanto nelle riprese appariva troppo vivo. A Romero invece piaceva la cosa in quanto sottolineava la dimensione fumettistica del tutto.
Le comparse del film furono pagate con 20$ in contanti, con un cesto per il pranzo e con una maglietta del film.
Per risparmiare sui costi Romero filmò tutto in 35mm ma sviluppò in 16mm, su questo materiale lavorò. Dopo aver scelto scene e montato, sviluppò in 35mm per la bobina master.
L'MPAA minacciò Romero di affibbiare l'X rating al film se non avesse fatto tagli ma Romero non voleva farne, allo stesso tempo il regista non voleva l'X rating che notoriamente è legato alle produzioni pornografiche. Alla fine Romero ottenne di far uscire il film senza rating, benché in tutte le pubblicità e i trailers compariva un avvertimento segnalante il fatto che benché non ci fossero scene di sesso, la visione del film, causa natura violenta, era interdetta ai minori di 17 anni.
Mentre lavoravano allo script del film La notte dei morti viventi (1968) Romero e Russo si chiedevano quale potesse essere il mezzo per distruggere gli zombies. L'attrice e truccatrice Marylin Eastman scherzando suggerì che potessero essere uccisi a colpi di torte in faccia. Senza dubbio questa battuta fu la base per la scena delle torte in questo film del '78.
Tom Savini scelse di truccare la pelle degli zombies di grigio dal momento che il film del '68, in bianco e nero, non mostrava ovviamente nessuna colorazione cutanea. Successivamente Savini ammise che quella scelta fu un errore in quanto il risultato fu che su pellicola la pelle sembrava blu.
Alcuni degli attori del film che recitavano nei panni dei morti viventi, la sera si ubriacavano al Brown Derby, un bar che stava all'interno del centro commerciale. Una notte rubarono una macchinina di quelle che si usano sui campi da golf ed andarono a sbattere contro una colonna di marmo, facendo 7000 dollari di danni.
Molti degli zombies, specialmente quelli filmati in primopiano, erano amici e parenti delle persone che lavoravano al film.
La scena in esterna in cui ci sono cacciatori, vigili del fuoco, polizia e soldati che sparano agli zombies fu realizzata con volontari. Diversi cacciatori locali si presentarono sulla scena con le proprie armi, la Guardia Nazionale del posto si presentò in assetto tattico e così fecero ambulanzieri, polizia e pompieri, tutti di propria spontanea volontà.
La maggior parte dei membri della banda di motociclisti era composta da veri bikers appartenenti al Pagans Motorcycle Club. Le moto elaborate erano tutte loro.
La scena in cui Roger e Peter nel camion scherzano riguardo la loro altezza fu totalmente improvvistata dai due attori.
Le scene in elicottero con Stephen, Peter, Roger e Fran furono filmate senza che mai l'elicottero fosse decollato e neppure acceso. In postproduzione fu sovrapporto un filtro blu per le scene diurne e uno nero per quelle notturne.
La macchina guidata nel centro commerciale era una Volkswagen Scirocco del 1977.
L'elicottero usato nel film era un Bell Jet Ranger II, numero di registrazione N90090.
Molti degli scontri affrontati da Fran nel film furono proprio "cercati" dall'attrice che si rifiutò di interpretare un personaggio che non avrebbe combattuto con le proprie mani contro gli zombie. Oltretutto Gaylen Ross riteneva che il suo personaggio dovesse essere forte e non dovesse mai gridare di paura. Una volta Romero le disse di gridare in una scena, lei si rifiutò e il regista, compreso il motivo, non glielo chiese più.
Causa budget ridotto, non ci si poteva permettere degli stuntmen professionisti così tutte le scene pericolose furono coreografate da Tom Savini e dall'assistente Stavrakis, i quali furono anche protagonisti di alcune scene pericolose e finirono pure per farsi male.
Gaylen Ross (Fran) disse che la scena sulla pista di pattinaggio fu un vero disastro. Sul suo curriculum affermava di saper pattinare ma in verità non lo faceva da 20 anni. In pratica fu aiutata da un istruttore che (fuori campo) le gridava cosa fare, almeno quel poco per potersi tenere dritta in piedi e finire una corta ripresa.
Romero ha affermato più volte che la camminata di David Emge come zombi è sempre stata la sua favorita in qualsiasi film di morti viventi abbia girato. Disse persino che l'interpretazione di Emge era da paragonare a quelle di Lon Chaney.
E' l'unico film di Romero fra quelli coi morti viventi a contenere la parola "zombie", che viene detta da Peter prima che i bikers facciano irruzione nel centro commerciale.
Le budella di Sledge (Stavrakis) erano vere interiora di mucca.
La versione del film proiettata nei cinema giapponesi era una versione tagliata di quella curata da Dario Argento. Ciò che rendeva peculiare la versione nipponica era il modo in cui furono compiute le censure: nel momento delle scene splatter il film si fermava subito prima della scena di sangue e rimaneva bloccato su un fotogramma mentre la colonna sonora proseguiva. quindi, un secondo o due dopo, passato il momento splatter, il tutto riprendeva. Oltre a questo, la Herald Films, che distribuì il film in Giappone, decise che il proprio pubblico avrebbe avuto bisogno di qualche ulteriore spiegazione rispetto ai morti viventi, concetto che, a detta del distributore, sarebbe stato di difficile assimilazione per i giapponesi. Quindi all'inizio del film, su sfondo nero, apparivano delle scritte che circostanziavano la storia.