La Frase dal Film:
"Ma quando sbarcheremo ti farai curare, vero?" "Certo, i famosi esperti portoghesi di zombies mi rimetteranno in sesto in un batter d'occhio!"
Grottesco e romantico horror che prende spunto dall'immoratale (!) filone zombesco per gettare uno sguardo intimista sul significato dell'essere morto vivente visto da chi zombi lo è divenuto suo malgrado, e da chi, per amore, ne segue le sorti. Qualcosa tentato già, ad esempio, in I, Zombie (1998) ma, nel caso di Zombie Honeymoon, con più dinamicità, più mezzi e migliori attori. La storia, che non manca di alcuni momenti comici che vanno via via facendosi più radi nel prosieguo degli eventi, utilizza il mito dello zombie e le sue crude abitudini cannibaliche per dare un nuovo taglio al vecchio concetto dell'amore che può superare ogni difficoltà; in questo caso il fatto che l'amato sia un incontenibile affamato di carne umana. Come nel caso di Nè mare nè sabbia (1972) l'enorme disponibilità e pazienza dell'amore non sembra poter soverchiare una situazione al di là del sostenibile e, a volere ben guardare, non dovrebbe neanche. Di fatto il messaggio nascosto fra le righe del lavoro di Gebroe è ambiguo ed altalenante fra un affetto che sembra travalicare ogni difficoltà ed un finale per nulla conciliante. La forza del film sta nello stile realistico e quindi credibile con il quale sono stati costruiti i personaggi principali in modo che l'assurda premessa del film riesce ad essere assimilata come un evento quasi plausibile;. d'altra parte lo "zombismo" di Danny potrebbe essere una qualsiasi malattia molto grave che affligge il membro di una coppia. Quindi, come se Danny fosse il più grave dei malati, Denise gli sta accanto e non tradisce i voti che pochi giorni prima la hanno legata a lui in matrimonio. La dimensione sentimentale e intima del film viene in qualche modo esaltata dall'essenzialità della realizzazione, cosa che in parte può essere una scelta ma sicuramente è dipesa dai limiti del budget; il che dimostra come un B-movie possa trasformare i propri limiti in potenzialità. Il film, che rimane essenzialmente uno zombie-horror, non fa dello svolgimento una festa splatter come al solito accade nei film del genere ma contemporaneamente non lesina in situazioni particolarmente sanguinose e di sicuro non adatte agli spettatori più impressionabili. Centrale l'interpretazione sentitissima di Tracy Coogan (The Devil's Dungeon, 2008) nei panni di una donna che vede imputridire il suo sogno d'amore e il suo stesso uomo. Meno esaltante seppur non scarsa l'interpretazione di Graham Sibley che reciterà ancora con la Coogan nel discutibile The Adventure of Megabyte Man (2006). Non stupisce che un film di questo tipo che usa l'orrore per dire qualcosa al di là dell'intrattenimento e/o del sangue sia stato prodotto, fra gli altri, dal regista Larry Fessenden che con il suo Wendigo (2001) ha portato sugli schermi un tipo di orrore altrettanto non banale. Non del tutto imprevedibile nè sempre così avvincente o logico, Zombie Honeymoon è comunque un film che ha dalla sua una cura realizzativa che non sempre si trova nelle pellicole, neppure fra alcune che soggiornano immeritatamente in "serie A". Da scoprire.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
L'inserviente del videonoleggio indossa una maglietta del film Zombie 2 (1979)
Il cliente che non vuole pagare un film al videonoleggio, si sta lamentando di The Homeboy (2001), il precedente film diretto dal regista Dave Gebroe.
I due personaggi principali del film sono ispirati alla sorella del regista ed al marito di questa, Danny Traunhofer, morto nel 2002 per un incidente di surf. Zombie Honeymoon è stato dedicato a lui.