Un discreto adattamento del romanzo di
Stephen King, portato sullo schermo dal canadese Cronenberg (alla
sua prima produzione americana), che strizza l'occhio al mainstream e non mette
in scena i suoi soliti, ma pregevoli, eccessi del cinema
della carne.
La Zona Morta infatti, a parte la
scena "delle forbici", rientra con grande difficoltà
nel genere horror, e se alcuni vogliono questo film in tale
genere è solo perché la pellicola è
stata tratta da un romanzo di King. In verità
The
Dead Zone è più un thriller con risvolto
drammatico e nel messaggio insito nell'opera ricorda da
vicino
Unbreakable (2000) di Shyamalan. Johnny
(Walken) è infatti una specie di supereroe suo malgrado,
triste e solo essere superumano che non riesce a convivere
"gioiosamente" con i suoi poteri. Nel finale e
in quella che è l'idea, cioé "da grandi
poteri derivano grandi responsabilità" riusciamo
a tracciare un trait d'union con
Spider-man (2002). Anche in questo caso John vive male il suo ruolo, tanto
da chiedere consiglio all'amico dottore prima di prendere
decisioni drastiche. Il film di sicuro deluderà tutti
coloro che hanno conosciuto Cronenberg attraverso film come
La Mosca (1986) oppure tramite le sue opere meno recenti
come
Rabid (1976) o
Brood
(1979), ed in effetti non mantiene quella tensione-paura
che sembra promettere data l'accoppiata regista/King. Anche
a livello narrativo il film spiazza con la sua netta divisione
fra la vita di John dopo il coma ed i fatti che si innescano
in seguito con il politico Stillson (Sheen). Si passa così,
abbastanza bruscamente da un "circa" horror ad
un thriller fanta-politico. Eppure il film vale una o più
visioni dal momento che l'interpretazione di Walken è
pregevole (più qui che altrove), il cast è
ottimo, la fotografia e la regia non deludono, così
i dialoghi. Mi sono chiesto se valesse la pena di inserire
la recensione del film in questo sito, dal momento che non
è né weird né particolarmente horror,
ma, dovendo in futuro inserire tutti gli altri film di Cronenberg,
ho pensato che sarebbe stato un torto lasciare fuori tale
pellicola, un po' dimenticata ma validissima. Ripeto: non
aspettatevi il solito Cronenberg,
La Zona Morta
non è un film di carne e sangue, ma il ritratto dell'inqueitudine,
della solitudine e del sacrificio.