La Frase dal Film:
"He knows exactly what he wants and he's about to make a move to get it. And although his name is untranslatable to any Earth language, it would sound something like Zontar"*
Sconcio remake per la TV de Il Conquistatore del Mondo (1965), realizzato dalla Azalea Pictures di Larry Buchanan insieme a The Eye Creature come guilty pleasure a bassissimo prezzo (circa 22.000 dollari) per rimpolpare il palinsesto della AIP-tv che appunto era la casa di produzione del film del 1965. La cosa folle è che Zontar non è semplicemente un remake come lo potremmo intendere oggi, cioé un rielaborazione che segue una traccia già solcata, bensì il film di Buchanan è una copia carbone della pellicola di Corman che già di per sé era un film di una pochezza sconcertante. Qui il regista e produttore riesce a fare di peggio. Buchanan semplicemente raccimola un manipolo di disperati e li piazza davanti alla mdp nella speranza che ogni ciak vada per il meglio perché il budget non permetteva troppo girato. E benché lo script del film e i dialoghi siano praticamente uguali fra i due film, per la scarsità tecnica e di budget quasi non si capisce che ci si trova davanti alla stessa storia. Ma già ai tempi nessuno si aspettava che Zontar the Thing from Venus potesse essere un buon film. Di buono, invece, c'è che se in Il Conquistatore del Mondo la presenza di Lee Van Cleef nei panni di Keith pareva sprecata, date le potenzialità dell'attore e le non-potenzialità della produzione, qui Anthony Houston nello stesso ruolo sembra riportare equilibrio nell'universo; Van Cleef era un attore che trasmetteva troppo carisma e sembrava troppo intelligente per un ruolo quale quello di Keith. E poi vedere uno dei grandi attori dei migliori spaghetti western in quel pastrocchio metteva decisamente tristezza. Con Tony Houston tutti questi problemi di coscenza sembrano sparire. In ogni caso tenetevi a debita distanza da questo noiosissimo obbrobrio horror-fantascientifico con un mostro alieno con tre occhioni tristi e con le ali... le ali, molto utili su un pianeta con venti a 400 Km/h, una pressione 100 volte quella terrestre e una temperatura superiore a quella mercuriana. Ma il cinema è cinema, e quello a basso budget ci va giù ancora più pesante.
* Trad.: "Lui sa esattamente cosa vuole e sta per muoversi per ottenerlo. E benché il suo nome sia intraducibile in qualsiasi lingua terrestre, suonerebbe circa come Zontar"
Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.