Fresh

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Voto:

Noa (Daisy Edgar-Jones) è una giovane donna single reduce da un appuntamento mortificante con uno spocchioso che cena con la sciarpa addosso. Tanto per dire. L'incontro fortuito con Steve (Sebastian Stan), affascinante, spiritoso e totalmente assente da qualsiasi social network, sembra aprire uno spiraglio inatteso. La migliore amica Mollie (Jojo Gibbs) solleva qualche riserva: quell'assenza dalla rete ha qualcosa di anomalo; tuttavia, il desiderio ha la sua logica, e i due si ritrovano presto a letto insieme, poi in viaggio verso una casa isolata per un weekend improvvisato. È lì che la facciata crolla. Steve è un folle cannibale nonché chirurgo procacciatore di donne per una clientela d'élite di cannibali: amputando arti e parti del corpo alle sue vittime femminili, alimenta un mercato clandestino redditizio, aberrante e misogino: solo le donne vengono macellate “perché c’è mercato e perché sono più buone”. Rinchiusa con altre prigioniere, Noa cercherà un modo per sopravvivere.


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LA RECE

Fresh struttura il suo schema più efficace nel prologo: trenta minuti di mélo romantico deliberatamente ingannevoli, interrotti dall'arrivo tardivo dei titoli di testa come una soglia senza ritorno. Il meccanismo funziona finché resta gioco di specchi tra generi antitetici; vacilla quando l'allegoria patriarcato-cannibalismo pretende di rifondare il cinema exploitation con una coscienza morale che non gli appartiene. Sebastian Stan e Daisy Edgar-Jones tengono in equilibrio un film che sa intrattenere ma non riesce del tutto a diventare ciò a cui (forse) ambirebbe.

Qui si parte da una premessa semplice e universale: la fame d'amore. Prima ancora di essere un horror, Freshè un'osservazione sul modo in cui il bisogno affettivo distorce la percezione, rendendo invisibili i segnali di pericolo più evidenti. Quando la necessità di amare sovrasta il giudizio, ogni campanello d'allarme ammutolisce; e questo vale per chiunque, indipendentemente dal genere. La regista Mimi Cave e la sceneggiatrice Lauryn Kahn (penna dietro Ibiza 2018, serial Netflix con le BFF in vacanza) costruiscono la prima mezz'ora come un inganno dichiarato: i titoli di testa tardano circa trenta minuti, giusto il tempo di accreditare il film come un mélo romantico contemporaneo. Quando i titoli compaiono, segnano una cesura netta. Il registro cambia, l'atmosfera si fa gore e lo spettatore capisce di essere stato raggirato con premeditazione. Non che lo spettatore non se lo aspettasse, ma è comunque la mossa più efficace della pellicola. Più controversa è l'impalcatura ideologica che sorregge la narrazione. Fresh si propone come allegoria dell'appropriazione del corpo femminile da parte del maschio: l'immagine del chirurgo cannibale che "serve" carne femminile a una clientela esclusivamente maschile è un emblema piuttosto esplicito. Il problema non è la tesi in sé - che si inserisce in un filone consolidato del neo-exploitation al femminile - ma il modo in cui viene perseguita con rigore moralizzante. Steve non è semplicemente un uomo cattivo, è la sintesi simbolica della mascolinità predatoria; Noa non è una vittima qualunque, ma la donna-archetipo in cerca d’amore. E quando la fiction cede all'allegoria obbligatoria, da queste parti si storce il naso, tantopiù se l'unico personaggio che davvero avrebbe potuto rappresentare il trauma femminile, la moglie Ann, evidente quadro di identificazione con l'aggressore, viene liquidata come "la peggior nemica delle donne" dalle donne stesse e, peraltro, marginalizzata dalla narrazione; si trattava di materiale narrativo ricchissimo e veritiero lasciato non elaborato. Si preferisce, invece, spennellare di misandria-pop l'unico personaggio maschile potenzialmente positivo, l'amico di Mollie, che abbandona le protagoniste al pericolo deprivando il racconto di qualsivoglia uomo di supporto o positivo. Sul piano tecnico, però, il film funziona meglio di quanto la sua agenda lasci presagire. Sebastian Stan costruisce un villain di rara complessità, capace di far convivere la psicopatia omicidaria con una forma distorta di attaccamento sentimentale alle proprie vittime. Daisy Edgar-Jones restituisce un arco evolutivo credibile, dalla vulnerabilità all'agency. Il grand guignol chirurgico è dosato con misura, e i momenti di tensione reggono il confronto con produzioni più esplicitamente splatter. Non è peregrino il richiamo per questo film, come ho letto in giro, a Cinquanta sfumature di grigio (2015): come in quel caso, il fascino del protagonista maschile si regge sull'aspetto azzimato, la professione di rilievo e la prova materiale di ricchezza (ha una Tesla), nonché su un segreto legato al controllo del corpo altrui; qui, però, il feticcio è decisamente più irreversibile. Il finale lascia un po' perplessi, con le protagoniste che rinunciano a neutralizzare definitivamente l'aguzzino pur avendone i mezzi e preferendo zoppicare nel bosco. Troppo ambizioso per essere semplice intrattenimento, e troppo approssimativo per essere davvero critica sociale, Fresh è un esperimento ibrido ben realizzato ma con una gestione del genere-allegoria che resta, alla fine, il suo limite principale. Non è forse casuale che Searchlight abbia scelto la distribuzione in streaming su Hulu e Disney+ piuttosto che la sala: l'operazione sembra costruita per un pubblico domestico, già sintonizzato su queste frequenze narrative e pronto ad assorbire senza troppa resistenza i nuovi paradigmi del neo-exploitation a quote rosa. Comunque, ben realizzato, validi attori e buono per una prima serata mainstream.

TRIVIA

Sebastian Stan (1982) dixit: “Accetta le tue differenze e le tue qualità che ritieni strane. Alla fine, saranno le uniche cose che ti distingueranno dagli altri.” (IMDb.com)

⟡ A differenza della premessa cinematografica secondo cui i cannibali che acquistano carne umana per corrispondenza provengono da una demografia di mercato in crescita, i cannibali criminali tendono ad essere trovati in contesti socioeconomici difficili, hanno avuto più casi di abuso e hanno più familiari criminali rispetto alla popolazione generale e al cannibalismo, poiché l'atto di omicidio seriale è più strettamente associato all'educazione ambientale che altro. Anche per questo, la letteratura specifica sul cannibalismo criminale è statisticamente limitata, i casi sono numericamente rari. Le affermazioni generali sul contesto socioeconomico si appoggiano quasi sempre sulla letteratura più ampia circa l'omicidio seriale, con estrapolazione dei casi cannibalici documentati. Per riferimenti: Hickey, E.W. (2010). Serial Murderers and Their Victims (5th ed.). Wadsworth. - Raine, A. (2013). The Anatomy of Violence: The Biological Roots of Crime. Pantheon Books.

⟡ Il film è dedicato a Bill Terezakis (1966-2021), effettista e truccatore, deceduto a 55 anni per arresto cardiaco. In questo film fu makeup effects coordinator e morì, appunto, durante la lavorazione del film.

⟡ Il titolo del film e i credits introduttivi vengono visualizzati 33 minuti dopo l'inizio del film.

⟡ Sebbene nessuna scena di questo film sia stato girato a Portland, lo screenshot GPS che Paul fa della posizione di Mollie è dell'area di Portland.

⟡ La differenza di età tra i due protagonisti è 16 anni: i 42 anni di Sebastian Stan (1982) contro i 26 anni di Daisy Edgar-Jones (1998).

⟡ Quando Noa e Steve si incontrano per la prima volta al supermercato, sopra Noa viene mostrato un grande cartello sullo sfondo che dice «carni fresche». Il cartello prefigura ciò che accadrà.

⟡ Penny dice a Noa «Spero che soffochi», riferendosi a Steve. Quando Noa e Steve cenano insieme per la prima volta, la canzone che ascoltiamo è una versione strumentale di «Exit Music (For a Film)» dei Radiohead, le cui battute di chiusura, nella versione vocale originale, sono «we hope that you choke, that you choke», appunto, spero che soffochi, ripetute tre volte.

⟡ Nel corso della storia, il cannibalismo si è verificato in periodi di estrema carestia o disastro. Nella common law inglese, la causa Regina (corona) contro Dudley e Stephens (1884) vietò specificamente il cannibalismo di sopravvivenza a seguito di disastri marittimi in mare, cosa che, invece, in passato, si figurava come un'usanza marittima ampiamente accettata.

Fast rating

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Titolo originale

Id.

Regista:

Mimi Cave

Durata, fotografia

114', colore

Paese:

USA

Anno:

2022

Scritto da Exxagon nel maggio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

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