Mesa of lost women
Voto:
Nel deserto messicano di Muerto, il pilota Grant (Robert Knapp) e Doreen (Mary Hill) vengono soccorsi da un geologo americano e dal suo assistente locale Pepe (Chris-Pin Martin). Grant, ancora sotto shock, vaneggia del dottor Aranya “ragno” in catalano - cosa che suscita una reazione immediata in Pepe. Attraverso un doppio flashback prende forma la storia. Il dottor Leland Masterson (Richard Travis), stimato medico, viene attirato nel laboratorio sotterraneo di Aranya (Jackie Coogan), scienziato che in una mesa messicana conduce esperimenti di ibridazione tra esseri umani e ragni: le donne iniettate con ormoni aracnidi diventano creature di bellezza soprannaturale e resistenza indistruttibile. Masterson si rifiuta di collaborare, viene drogato e reso mentalmente instabile. Fuggito dal manicomio, l’uomo spara a Tarantella (Tandra Quinn), la più perfetta delle donne-ragno, poi prende in ostaggio il magnate Jan van Croft (Niko Lek) e il suo entourage, dirottando l'aereo verso la mesa.
LA RECE
Ibrido mal assemblato che porta i segni della sua caotica origine produttiva in ogni sequenza, dalla struttura a flashback doppio alle incongruenze di continuità che nessun montaggio avrebbe potuto sanare. Sotto la superficie dell'exploitation, si cela una variazione sul tema del dottor Moreau: le donne-ragno incarnano l'ansia del corpo femminile come minaccia biologica e seduzione inarrestabile.
Gestazione produttiva parecchio caotica. Il film venne progettato dal misterioso Herbert Tevos, del quale potete leggere in calce, sotto il titolo provvisorio Lost women of Zarpa, ma una serie di fattori - l'esaurimento dei fondi e contrasti con il caratteriale Tevos - portarono alla chiusura della produzione. Il progetto, filmato ma incompleto, fu poi acquistato dalla Howco Productions che ne affidò le riprese integrative a Ron Ormond (Please don’t touch me, 1963). Il film passò, poi, per un secondo cambio di titolo, Tarantula, prima di arrivare nelle sale come Mesa of Lost Women. Il risultato porta le cicatrici di questa doppia paternità; infatti, il personaggio del dottor Aranya fu aggiunto da Ron Ormond mentre la storia di Tevos iniziava con Masterson, un "semplice" schizofrenico omicida, che si trovava nel locale dove balla Tandra Quinn poi vittima di omicidio. Il resto della storia era più o meno la stessa vista nel film, tranne le varie scene che coinvolgono donne e nani che guardano i sopravvissuti all'incidente. La struttura narrativa a doppio flashback, un racconto dentro l'altro, produce un effetto di disorientamento che è documento involontario di una produzione senza baricentro. Collocandosi nell'alveo della fantascienza di serie B, il film lavora sul tema dello scienziato folle come già aveva fatto l'Isola delle anime perdute (1932), ma con risorse parecchio più esigue e ambizioni confusissime. In un film di pochezza notevole, in quanto ogni comparto è praticamente “ingessato” dall'incompetenza, emergono due soggetti: il dottor Aranya e Tarantella. Il primo, Jackie Coogan, calza bene il ruolo del mad doctor con strana presenza scenica (occhio sfigurato) anticipando il soggetto umano bizzarro che poi divenne la sua fortuna professionale, quando vestirà i panni di Zio Fester ne la Famiglia Addams (1964-1966). Poi c’è lei, Tarantella, così nominata perché è tarantolata, nel vero senso della parola: mezza morettona, mezzo inguacchio ormonale di ragno. A cosa serve una donna siffatta, metà umana e metà aracnide? Serve al maschilista mad doctor per dominare il mondo seducendolo con danze, appunto, tarantolate e allusive; a ben guardare, un punto di contatto pericoloso tra il controllo scientifico e la pulsione animale. Ma il vero contrasto è quello tra Tarantella e Doreen: istinto contro virtù, corpo oscuro contro innocenza bionda; un gioco che rispecchiava con precisione l'immaginario sessuale e razziale del cinema popolare americano del periodo e, forse, anche un po’ quello odierno. Sfortuna vuole che qualche spunto forse interessante cada nell'abborracciamento generale. Film di poche attrattive e, non a torto, ritenuto uno dei peggiori in circolazione. Confermo.
TRIVIA
John Leslie Coogan (1914-1984) dixit: “Fester non parlava mai nelle vignette di Charles Addams, così ho alzato la voce di un'ottava e gli ho dato uno sguardo da scarabeo. Fester ha molto da offrire, ma il suo unico problema è che è uno dei grandi perdenti del nostro tempo. Eppure, è il mio tipo di persona. È una vecchia capra irascibile.” (IMDb.com)
⟡ Herbert von Schoellenbach, noto professionalmente come Herbert Tevos, è stato un personaggio enigmatico del cinema indipendente americano. Nato il 20 settembre 1896 in Germania, Schoellenbach lavorò per la casa produttrice di pellicole Agfa, prima in patria e poi negli Stati Uniti, dove diresse il reparto test carta della Agfa Ansco a Binghamton, New York. Parallelamente, si occupava di cinematografia documentaristica e fotografia naturalistica. Era un abile narratore: tra i suoi colleghi e sul set amava raccontare di una presunta carriera da regista in Germania - sostenendo, addirittura, di aver diretto Marlene Dietrich ne l'Angelo azzurro (1930) - e di una pericolosa spedizione in Amazzonia da cui sarebbe tornato come unico sopravvissuto, dopo aver sepolto nella giungla migliaia di metri di pellicola girata. Negli anni Cinquanta tentò la carriera a Hollywood con lo pseudonimo di Herbert Tevos. Scrisse e diresse, nel 1951, un primo girato di quello che lui titolò Tarantula, giudicato però irrealizzabile dalla produzione, finendo per vendere i diritti alla Howco Productions, che incaricò Ron Ormond di girare nuove sequenze; il risultato finale fu Mesa of Lost Women, che rappresenta l'unico credito cinematografico accertato di Tevos. Sul set, Tevos cercò di fare dell'attrice Tandra Quinn la sua protetta, proponendole il nome d'arte Tandra Nova; lei scelse poi Quinn. Sposato e padre di almeno un figlio, Herbert von Schoellenbach morì il 4 marzo 1988 in California.
⟡ Si tratta dell’ultimo film interpretato da Chris-Pin Martin, deceduto poco dopo l'uscita del film a soli 59 anni per infarto. Martin era un attore comico dalla carnagione scura e poliedrico nei film hollywoodiani degli anni '30, '40 e primi anni '50; apparve in 80 film.
Fast rating

Titolo originale
Id.
Regista:
Ron Ormond, Herbert Tevos
Durata, fotografia
70', b/n
Paese:
USA
Anno:
1953
Generi e Temi
Scritto da Exxagon nel maggio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

