Spiritika

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Voto:

Storia produttiva moderatamente curiosa. Abbandonata l’università per problemi economici, il futuro regista Kevin Tenney e il suo caro amico Roland Carroll trovarono lavoro in un'azienda di materie gestita da tale Walter Josten, il quale si stava annoiando un po’ con il suo solito business. Carroll menzionò a Josten la sceneggiatura di questo film che Tenney aveva scritto già ai tempi dell’università; l’imprenditore rimase colpito dal soggetto e accettò di finanziare il progetto. Il plot è in debito con la "moda" del panico satanico nato negli anni Settanta con l’Esorcista (1973) e, poi, con l’interesse occultistico emerso negli anni ’80 anche relativamente alla tavola Ouija come strumento che metterebbe in contatto con l'Aldilà. Raccolti due milioni di dollari circa, si partì con un titolo di lavorazione che era già un problema, Ouija, in quanto questo termine che indica la board per la comunicazione con gli spiriti era un marchio detenuto dalla Parker Brothers, la quale protestò, obbligando la produzione a cambiare titolo. Questa l’ideona di Tenney. A una festa, Brandon Sinclair (Stephen Nichols) mostra come si interroga la tavola Ouija e con essa contatta David, un bambino di dieci anni morto da tempo. Jim Morar (Todd Allen), scettico fidanzato di Linda (Tawny Kitaen), lo insulta. Linda Brewster, ex di Brandon, continua da sola le sedute e si affeziona allo spirito che le fa ritrovare l’anello di fidanzamento perduto. L’amico incorporeo diventa presto un rivale: David si fa possessivo, gli incidenti mortali si moltiplicano, e Linda si indebolisce, ha nausee, sembra incinta, mentre gli esami smentiscono. Brandon chiama la medium Sarah «Zarabeth» Crawford (Kathleen Wilhoite), punk e irriverente, che muore subito dopo la seduta. Jim e Brandon risalgono a un annegamento avvenuto in un lago vicino e scoprono che, dietro la maschera infantile, si nasconde un’altra presenza, Carlos Malfeitor, assassino ucciso dalla polizia nel 1930 nella casa dove abita la coppia. Il triangolo fra lo spirito, Jim e Brandon è il vero motore del film: Linda non è solo posseduta, è contesa, e la gravidanza apparente sembra mette in scena un desiderio non nominato. Spiritika sfrutta questa ambiguità e poi la abbandona per la possessione di stampo esorcistico. Tenney non è un regista raffinato e abusa di soluzioni facilone, ma riesce a dare al film una messa in quadro che il budget non farebbe sospettare; torneremo ad avere il polso del budget nelle scene finali, con effetti visivi davvero tragici. Il meglio si ha nelle scene con la tavola Ouija e in quella dei coltelli che lasciano da soli la cucina per puntare Linda, momenti nei quali l’equilibrio tra kitsch e inquietudine è perfetto. Poco sangue ma morti ben pensate: l’impalamento di Zarabeth su una meridiana ne è l’esempio. Kitaen recita sopra le righe, e il film ne guadagna in energia pur perdendo in credibilità; Wilhoite, nei panni della medium punk, è la caricatura più stridente. Narrazioni produttive sinistre aumentarono, ai tempi, l’attenzione del pubblico: alcuni membri della troupe pare che abbiano avuto gravi problemi all'interno della casa al 637 Lucerne Blvd; ad esempio, si sono imbattuti in cose che non c'erano, così come cose che si sono spostate negli ambienti e, ancora, la percezione di presenze impalpabili e voci. Film assai modesto, in definitiva, ma anche paradigmatico di un certo cinema USA dei tempi al quale, se non gli si chiedeva troppo, poteva anche funzionare, pur con trame e attori deboli in ruoli tagliati con l’accetta. A me è piaciuto pochino ma ad altri parecchio di più, al punto che furono prodotti anche due sequel (Spiritika 2 - Il gioco del Diavolo, 1993; A letto con il demonio, 1995), una sorta di spin-off (Witchtrap, 1989) e un remake, Witchboard (2024).


Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di scarso livello

Titolo originale

Witchboard

Regista:

Kevin S. Tenney

Durata, fotografia

98', colore

Paese:

USA

Anno:

1986

Scritto da Exxagon nel novembre 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0