Watang! Nel favoloso impero dei mostri

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Voto:

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Quarto capitolo della saga godzilliana e primo scontro diretto fra il lucertolone atomico e la dea lepidottera Mothra, quest'ultima già protagonista dell'omonima pellicola del 1961 (internazionalmente nota come Mosura) sempre firmata Honda. Watang! Nel favoloso impero dei mostri segna un punto di non ritorno nel franchise Toho: è l'ultima occasione, nell'intera era Shōwa, in cui Godzilla viene trattato come antagonista puro, forza cieca e implacabile priva di qualunque concessione eroica. La storia. Un tifone devasta le coste nipponiche e deposita sulla battigia un uovo abnorme. Il giornalista Ichiro Sakai (Akira Takarada) e la fotografa Junko Nakanishi (Yuriko Hoshi), giunti per documentare i danni del fenomeno atmosferico, vi si imbattono insieme allo scienziato Shunsuke Miura (Hiroshi Koizumi); tuttavia, il reperto se l'è già accaparrato l'imprenditore Kumayama (Yoshifumi Tajima), il quale, spalleggiato dal magnate Torahata (Kenji Sahara), intende farne un'attrazione a pagamento. Le minuscole fate gemelle Shobijin (Emi e Yumi Ito), inviate dall'Isola degli Infanti per reclamarlo in nome di Mothra, vengono respinte con disprezzo e quasi sequestrate. Il tifone, però, ha portato altro: Godzilla si erge sulla spiaggia, pronto a riversare la propria furia sulla campagna circostante. Honda dedica la prima mezz'ora a un dramma giornalistico dai risvolti civili, nel quale il trittico di protagonisti umani tiene la scena con una credibilità notevole: la critica al capitalismo predatorio non è sottotesto ma dichiarazione frontale, con l'uovo ridotto a merce e le istituzioni complici silenziose dello sfruttamento. Il film anticipa di decenni riflessioni ecologiste che il cinema mainstream avrebbe assorbito con ben altra lentezza. Quando Godzilla irrompe nella narrazione, Honda gli concede un'entrata magistrale - gas che filtra dal terreno, tremore sismico, la coda che affiora, infine il corpo intero che si scrolla la terra di dosso - e, da quel momento, il registro muta. Di buon intrattenimento anche gli scontri. Le due battaglie contro Mothra (prima in forma adulta, poi come coppia di larve neonate) offrono momenti di autentica inventiva: la dea alata che ghermisce il rivale per la coda e lo trascina, resta una delle immagini più iconiche dell'universo kaiju. Tuttavia, il climax in cui due bruchi riescono a neutralizzare Godzilla, presentato fino a quel momento come inarrestabile, lascia qualche perplessità, nonostante Honda e il geniale Eiji Tsuburaya sfruttino ogni asperità dell'ambiente roccioso per rendere la sequenza il più dinamica possibile. Sul piano tecnico, il film segna un balzo notevole grazie all'adozione della stampante ottica Oxberry, che consentiva compositi visivi assai superiori a quanto visto nei capitoli precedenti; Mothra si muove con una fluidità sconosciuta alla pellicola del 1961, e il costume di Godzilla - il celebre "Mosugoji", frutto del lavoro di Teizō Toshimitsu - garantiva allo stuntman Haruo Nakajima un'espressività inedita. L'Isola fiabesca dalla quale provengono le due belle lillipuziane, ridotta a landa desolata e scheletrica, diviene il teatro della scena più intimamente hondiana: la supplica dei tre protagonisti affinché gli isolani, vittime dei test atomici, aiutino comunque chi ha permesso quella devastazione, in nome di una fratellanza umana che trascende il rancore. È il nucleo morale del film, incastonato dentro un film d'intrattenimento. Si aggiungano dettagli produttivi ormai parte della mitologia del set: la testa del costume che prende fuoco durante un bombardamento aereo, con Nakajima ignaro all'interno della tuta e l'incidente incorporato nel montaggio finale; o Kenji Sahara che, per costruire l'untuosa arroganza di Torahata, trascorse giorni a fingersi cliente presso agenti immobiliari, assorbendone la tracotanza. Con oltre sette milioni di spettatori cumulativi nelle sale giapponesi e l'ingresso nella Criterion Collection con costa numero 1000, Watang! conserva meritatamente il proprio posto fra i titoli più amati dell'intero franchise.


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Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di buon livello

Titolo originale

Mosura tai Gojira

Regista:

Ishirô Honda

Durata, fotografia

89', colore

Paese:

Giappone

Anno:

1964

Scritto da Exxagon nell'agosto 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0