Allarme a Scotland Yard: sei omicidi senza assassino

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Voto:

A Londra qualcuno lancia coltelli con mira infallibile, e ogni omicidio è preceduto da un rito domestico: le valigie delle vittime vengono preparate come se la vittima debba partire. Scotland Yard non trova alcun legame tra i morti, finché l'ispettore Redford (Fred Williams) e il suo amico scrittore Charles Barton (Horst Tappert), sempre un passo avanti alla polizia e non troppo scrupoloso nei metodi, imboccano la traccia di una potentissima droga che li conduce alla clinica del dottor Bladmore (Siegfried Schürenberg) e alla sua assistente Helen Bennett (Elisa Montés). Nell'ombra, la gelida Celia (Barbara Rütting) comanda i suoi sgherri. Der Todesrächer von Soho appartiene al periodo tedesco di Jess Franco speso, in gran parte, con lavori su commissione di Artur Brauner, qui anche cosceneggiatore. È uno dei titoli della serie "Edgar Wallace", la contromossa del produttore berlinese ai krimi della Rialto, e riprende, nelle linee generali, la vicenda già filmata da Werner Klingler in Das Geheimnis der schwarzen Koffer, letteralmente “il Segreto delle valigie nere”, ma passato in Italia nel 1962 come il Pugnale siamese. Il paradosso è che uno dei film più ordinati dello spagnolo risulti anche uno dei meno incisivi: Franco, che altrove ha firmato morti memorabili per crudeltà, qui riduce gli omicidi a lampi di pochi secondi con una sagoma fuori campo, la lama puntata e la schiena trafitta senza una goccia di sangue. Il ritmo è fiacco e, in meno di un'ora e venti, la pellicola dà l'impressione di durare molto di più, mentre il segreto sull'identità del killer, unica vera molla del racconto, regge solo in parte perché alcuni retroscena trapelano troppo presto. Il regista sembra più a suo agio con la forma che con il copione; rinuncia quasi del tutto alla nebbia londinese promessa dal titolo e si affida a filtri insoliti, colori sgargianti, giochi d'ombra, oggetti di scena vistosi e inquadrature ricercate che creano geometri visive in alcuni casi interessanti. Gli interpreti sono tutti ben poco incisivi, a partire da Tappert che conoscerà grande fortuna, fra il pubblico attempato, con il suo Ispettore Derrick (1974-1998) fino a cadere in disgrazia agli occhi del pubblico quando, nel 2003, emersero informazioni secondo cui l'attore era stato membro delle famigerate Waffen-SS durante la Seconda guerra mondiale, nascondendo (comprensibilmente) il fatto per anni. Elisa Montés, già in 99 Donne (1969), è l’intrigante polo femminile del cast, con il trucco sugli occhi come l’omicida di Profondo Rosso (1975); particina per la carinissima Eva Garden che morì a soli 36 anni, nel 1988, così raccontano, soffocando nel suo stesso vomito dopo aver inghiottito male delle pillole. Mmm... Film, comunque, di scarso interesse che, sulle prime, riesce ad intrigare per un’atmosfera che mima lo spaghetti giallo, ma poi prende d’aceto, anzi, di birra, con lo stile troppo quadrato delle produzioni teutoniche, per deragliare, in conclusione, verso un certo goticismo con l’antro dello scienziato pazzo che, in questo caso, non produce mostri ma droga. Non il peggio nel quale incappare ma siamo molto lontani dal meglio.


Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di scarso livello

Titolo originale

Der Todesrächer von Soho

Regista:

Jess Franco

Durata, fotografia

81', colore

Paese:

Spagna, RFT

Anno:

1972

Scritto da Exxagon nel novembre 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0