l'Avvocato del Diavolo
-
Voto:
Kevin Lomax (Keanu Reeves), avvocato difensore di Gainesville, Florida, ha costruito la propria reputazione su verdetti impossibili: sa smontare una testimonianza, intuire la composizione ideale di una giuria, vincere anche quando la colpevolezza del cliente è fuori discussione. Questa sua incredibile bravura lo porta all'attenzione di John Milton (Al Pacino), boss di un prestigioso studio legale newyorkese. L'offerta che John fa a Kevin è una di quelle che non si può rifiutare: appartamento sulla Fifth Avenue, colleghi brillanti e tutta la seduzione della Grande Mela. Kevin accetta e porta con sé la moglie Mary Ann (Charlize Theron), la quale fatica a integrarsi in un ambiente opulento e perturbante. La madre di Kevin, Alice (Judith Ivey), donna profondamente religiosa, tenta di metterlo in guardia citando le Scritture, ma con risultati nulli. Mentre Kevin difende il miliardario Alex Cullen (Craig T. Nelson), accusato di triplice omicidio in famiglia, e stringe un rapporto ambiguo con la seducente collega Christabella (Connie Nielsen), Mary Ann sprofonda in un abisso di allucinazioni e visioni demoniache. Quando la vera natura di Milton emerge, Kevin dovrà fare i conti con una rivelazione che ridisegna tutta la sua storia.
LA RECE
Thriller faustiano che vale più nella sua prima metà che nell'escalation soprannaturale della seconda, nella quale la spettacolarità tende a soffocare la complessità psicologica. La lettura del Male come metafora dell'arrivismo corporativo americano è lucida e calibrata sul proprio tempo. Pacino gestisce con la marcia in folle il suo personaggio: il suo Milton è una delle poche incarnazioni cinematografiche del Diavolo dotate di carne, carisma e, quando serve, senso dell'umorismo. Keanu funzionalmente sottotono. Charlize Theron in fase pre-stardom, ed è già brava.
Thriller faustiano che combina John Milton, e il suo Paradiso Perduto, al romanzo del 1990 di Andrew Neiderman, il quale, fra il titolo, gli attori ingaggiati e la locandina, lascia ben pochi dubbi su cosa debba accadere e a chi. l'Avvocato del diavolo, infatti, piace più per la sua prima metà, quando il registro del dramma legale contiene e disciplina la deriva soprannaturale, iscrivendola in una New York City un po' trumpiana - il futuro Presidente USA viene anche citato - capace di sedurre con il suo minimalismo brutalista che lascia intendere ancor più “riccanza” della più classica e pacchiana opulenza; scenografie curate da Bruno Rubeo come anticamera di una corruzione dell'anima in chiave chic ed erotica, con femmine da competizione alle quali fanno da contraltare due donne pie, la madre e la moglie di Kevin, la quale, nello specifico, è la Theron; perciò, cosa diavolo vada in giro cercando il protagonista, lo sa solo lui! Ma, forse, è proprio questa la perdizione dell'anima: l'incapacità di desiderare ciò che si ha. New York City, quindi, è ancora la sede del "greed" come Gordon Gekko ci ha insegnato. Con l'arrivo nella Grande Mela e la comparsa di Pacino, tuttavia, il film diventa un Pacino-movie, una pellicola determinata da una performance volutamente sopra le righe, carismatica e votata a passaggi nei quali il Diavolo viene dipinto come elegante persuasore. Tutto monta fino ad un finale che, come è lecito aspettarsi in un film con Pacino degli anni Novanta, vede il grande attore impegnato in una lunga filippica da piazzista (cfr. Profumo di donna, 1992). Quel lungo monologo finale di Pacino, reso ancor più esaltante dal doppiaggio del nostro Giancarlo Giannini, scivola in un territorio didascalico là dove il film avrebbe potuto essere più ellittico. Se da un lato, il Satana di questo film richiami quello de “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov (anche lì c'è un diavolo “urbano” che usa la cortesia come arma), tuttavia risulta poco raffinato e un po' povero un Diavolo e un protagonista che giocano le loro carte di corruttibilità sul tavolo del Sex & Money, benché ciò sia una lettura assolutamente calibrata sul proprio tempo: la cultura americana degli anni Novanta, il decennio del successo come imperativo categorico. Bene pressoché tutti: Pacino, come detto, straborda, Reeves lavora in sottrazione e la Theron, allora agli inizi di una carriera che avrebbe rivelato ben altra caratura, costruisce Mary Ann con mezzi limitati ma efficaci, iscrivendo il personaggio nella tradizione della donna sacrificata al successo del marito, archetipo che da Rosemary's Baby (1968) attraversa decenni di cinema. Ah, scena di nudo integrale della Theron, oltretutto in chiesa; mica poco. Finale “square up” che resetta un po' tutto per il bene dei nostri eroi, ed evita loro le peggiori conseguenze delle premesse. Ci sta, d'altra parte si tratta di satanico mainstream e, oltretutto, Keanu, nel corso degli anni, ha confermato, soprattutto nella sua vita privata, di essere una figura quasi cristologica, cosa, oltretutto, esaltata da Matrix (1999).
TRIVIA
Charlize Theron (1975) dixit: “Mia madre è una delle persone più belle che abbia mai incontrato in vita mia, e l'ho chiamata prima di dire sì al film e le ho parlato di quella scena perché prevede una nudità frontale completa. È qualcosa che ogni attrice deve prendere in considerazione. Non puoi semplicemente dire “sì”. Mia madre mi ha detto: 'Non dovresti mai lasciare che nulla ti impedisca di raccontare una storia vera' e questo ha significato molto per me. […] Il giorno in cui abbiamo girato la scena, il prete della chiesa è venuto a salutarmi e mi ha detto quanto fosse bello che questo personaggio, che ha un disperato bisogno di aiuto e amore, vada in chiesa per trovarlo. Ho pensato che fosse semplicemente bellissimo” (IMDb.com)
⟡ Keanu Reeves ha accettato uno stipendio più basso in modo che i produttori potessero pagare Al Pacino quanto quest'ultimo chiedeva. Quando Pacino venne a conoscenza di ciò, donò la parte avuta in pagamento in beneficenza.
⟡ L'incontro di boxe a cui assistono Lomax e Milton non era un incontro organizzato; si trattava di un vero incontro di boxe del campionato del mondo. L'incontro è avvenuto il 4 ottobre 1996 al Madison Square Garden di New York City. Roy Jones Jr., campione IBF dei pesi supermedi, si è scontrato con Bryant Brannon. Jones ha eliminato Brannon durante il secondo round dell'incontro. Jones, in seguito, è apparso in un altro film con Keanu Reeves: Matrix Reloaded (2003).
⟡ Il patio esterno dell'ufficio di John Milton era, in realtà, al 50° piano di un edificio di New York City. Il palco vero e proprio era a due metri e mezzo dal bordo dell'edificio.
⟡ Quando Eddie Barzoon corre nel parco, i tre corridori che lo inseguono indossano ciascuno un colore associato ai Quattro Cavalieri dell'Apocalisse, più specificamente, il colore dei loro cavalli. Uno è bianco e rappresenta il cavallo della Pestilenza; uno è in rosso, e rappresenta il cavallo della Guerra. L'ultimo corridore è vestito di nero, a rappresentare il cavallo della Carestia. Milton, che sta recitando un monologo su Barzoon per giustificare dei demoni, indossa una veste verde. Il verde è il colore dell'ultimo cavallo, appartenente alla Morte.
⟡ Charlize Theron ha riflettuto a lungo circa l'opportunità di apparire completamente nuda nel film, peraltro dopo aver rifiutato di partecipare a Showgirls (1995) proprio per questo motivo. Alla fine, ha accettato perché amava il suo personaggio.
⟡ Il personaggio di John Milton prende il nome da John Milton, autore de il “Paradiso perduto”, il classico poema epico sulla caduta dell'umanità dalla grazia di Dio. Alla fine del film, quando Lomax è nell'ufficio di Milton, cita: «Meglio regnare all'inferno che servire in paradiso», dal libro I della stessa opera.
⟡ Originariamente, il film era stato concepito come un blockbuster più orientato agli effetti visivi e, per questo, venne rifiutato da Al Pacino cinque volte. Tuttavia, dopo che Taylor Hackford rimaneggiò la sceneggiatura, Pacino accettò di interpretare Milton benché avesse delle remore circa la sua idoneità al personaggio, così suggerì alla produzione Sean Connery o Robert Redford per il ruolo.
⟡ C'è una scena tagliata in cui Mary Ann sta cercando Kevin alla festa di Eddie Barzoon e qualcuno la indirizza verso la biblioteca; qui, Mary Ann sarebbe rimasta scioccata nel vedere tre persone impegnate in un rapporto sessuale e sarebbe scappata quando invitata a partecipare. La scena non è stata inserita, ma vedere il livello di dissolutezza di quella gente potrebbe spiegare il crescente sospetto di Mary Ann circa l'infedeltà di Kevin nel resto del film.
⟡ Il regista e i dirigenti della Warner Brothers, inizialmente, ritenevano Charlize Theron troppo bella per il ruolo.
⟡ Al Pacino ha dichiarato che, in quel periodo, il suo cane era morto e ciò gli aveva provocato una reazione di alopecia areata dovuta allo stress psicologico. Di conseguenza, l'attore ha indossato una parrucca durante le riprese del film.
⟡ Keanu Reeves rifiutò di riprendere il ruolo di Jack Traven in Speed 2 - Senza limiti (1997), sequel del suo film di successo Speed (1994) perché non gli piaceva la sceneggiatura. Al posto di quel film, partecipò a questo.
⟡ L'appartamento residenziale privato su più livelli presso la Trump Tower è stato utilizzato come casa di Alex Cullen. L'inconfondibile arredamento dorato di Trump e la classica vista su Central Park offrono uno sfondo familiare a New York City. Intervistato, lo scrittore Tony Gilroy ha dichiarato: «Avevamo bisogno dell'appartamento più brutto, appariscente e terrificante che si potesse avere per un imprenditore immobiliare, e Trump ci ha indicato il suo appartamento».
⟡ Lo scultore Frederick Hart e la Cattedrale Nazionale Episcopale di Washington, D.C., hanno citato in giudizio la Warner Brothers per una scultura che appare nel film e ricorda da vicino «Ex Nihilo» di Hart, che si trova sopra la scrivania di Milton nel suo appartamento.
⟡ Mary Ann Lomax dice: “l'unica cosa peggiore del non avere un padre era avere il mio”. Il padre di Charlize Theron fu un alcolizzato violento, ucciso per legittima difesa dalla madre di Theron.
⟡ Quando Milton sta negoziando con Lomax verso la fine del film, gli dice “Mi sto solo scaldando”, cita il precedente film di Pacino, Profumo di donna (1992), in cui il personaggio interpretato da Pacino dice quella battuta.
⟡ Nella scena in cui Lomax e Milton camminano per la piazza del mercato, puoi vedere un uomo che cammina dietro di loro portando una scatola con la scritta Halo Lighting, luci di aureola.
⟡ Compreso il caso Gettys, Kevin Lomax ha vinto 64 cause prima di venire a New York City. Dopo essere arrivato a New York City, vince altre due cause, portando il suo totale a 66, un possibile riferimento al «Numero della Bestia», 666.
⟡ Mentre Al Pacino parla per tutto il film, agita la lingua come fa un serpente.
⟡ L'allora uomo d'affari Donald Trump è stato menzionato brevemente da Pam Garrety nella scena della festa di Barzoon. Ha detto: «Donald Trump avrebbe dovuto essere qui stasera, ma ha avuto un'emergenza aziendale. Probabilmente Mort Zuckerman» Quest'ultimo è un miliardario canadese-americano, proprietario di media, direttore di riviste e investitore.
⟡ Keanu Reeves diventa esteticamente più scuro man mano che il film procede. Inizia vestendosi con colori chiari per poi passare attraverso sfumature di grigio sempre più scure. Alla fine del film, il suo abito è nero. Ciò è indicativo della diminuzione della moralità del suo personaggio nel corso del film.
⟡ Per prepararsi al suo ruolo nel film, Charlize Theron trascorreva un'ora al giorno durante i tre mesi delle riprese a New York City con uno psicoterapeuta, per fare esercizio di comportamento schizofrenico.
⟡ John Milton prende sempre la metropolitana per New York City, alludendo ai suoi collegamenti con la malavita (letteralmente e figurativamente; si scopre anche essere la mente di un sindacato criminale mondiale). Inoltre, arricchisce i dialoghi del film con osservazioni che sembrano banali nel contesto, ma che si rivelano allusioni al suo passato di angelo ribelle Lucifero e al suo essere stato cacciato dal paradiso da Dio, «Sottovalutato sin dal primo giorno!» e «Pensi che non abbia mai perso, prima?»
⟡ Ogni volta che Mary Ann prova un diverso colore di verde sulle pareti dell'appartamento, solo per lasciarsi scoraggiare dalla sua amica Jackie, Jackie indossa abiti o gioielli della stessa tonalità di verde.
⟡ Il diavolo (Pacino) e tutti i personaggi in combutta con lui fumano. Nessun altro personaggio fuma. Kevin Lomax flirta con il fumo.
⟡ Si dice che i demoni nei casi di infestazione paranormale tendano a bussare sulle superfici tre volte ciascuno per deridere la santa trinità. John Milton, per tutto il film, ha l'abitudine di ridacchiare tre volte di seguito.
⟡ Verso la fine del film, Keanu Reeves sembra camminare lungo una East 57th Street completamente vuota senza auto o persone. Questa scena è stata vittima di una certa polemica nei confronti del film Apri gli occhi (1997), nel quale, l'attore principale, Eduardo Noriega, appare in una Gran Vía madrilena troppo vuota, creando dubbi su quale delle due scene sia stata copiata (o plagiata) dell'altra.
⟡ Arnold Kopelson, il produttore del film, appare nell'ultima inquadratura della scena della festa. Pam Garrety sta conversando con lui, mentre Mary Ann Lomax gli chiede «Hai visto Kevin?»
Fast rating
Titolo originale
The Devil's Advocate
Regista:
Taylor Hackford
Durata, fotografia
144', colore
Paese:
USA
Anno:
1997
Generi e Temi
Scritto da Exxagon nell'agosto 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0
